Sul cappello che noi portiamo

Alpini

Un fiume, che scorre festoso e colorato per le vie della città.

Dopo tre giorni densissimi di persone, vino e tende che hanno invaso la città, l’Adunata degli Alpini si è conclusa in bellezza. Una sfilata durata oltre 11 ore ha animato la domenica di Treviso, o forse l’ha ri-animata, in un certo senso.

La nostra città ha accolto e ospitato volti vecchi e giovani, sorridenti e contriti, a volte rubicondi, ma carichi di umanità. È stato affascinante vedere sfilare questa storica sezione del nostro esercito, così particolare, in tutto e per tutto, da distinguersi e riscuotere una simpatia contagiosa e dura a morire.

Camicie colorate e penne nere sotto il sole prima, e le nuvole poi, e sguardi di chi ne ha viste tante. Occhi vispi, di chi ha conosciuto le asperità dell’alta quota e le disavventure umane, senza mai tirasi indietro, con spirito solidale e un fortissimo senso di fratellanza. Sono così, gli Alpini.

Gli Alpini non si negano, mai. Non negano un saluto, figuriamoci un bicchiere, non negano un racconto, una memoria, una parola di conforto o di incoraggiamento. Sono i custodi dei segreti spifferati dalle aquile, così come ben conoscono quelli che hanno celati nel petto.

Guardare gli Alpini sfilare dà una sensazione unica: c’è la compostezza del corpo militare, che traspare dalle loro divise, dalla loro marcia cadenzata, dal loro rispetto di spazi e ritmo. Ma c’è anche tanto calore. Un calore fatto di risate allegre, di saluti spontanei, di hip-hip hurrà, di strette di mano sincere, di canti immortali.

C’è tanta voglia di ricordare, soprattutto per loro, che tanto hanno condiviso e continueranno a condividere, uniti dal vincolo di un’esperienza che segna la vita e la permea per sempre. Alpini si diventa, e quella penna nera sul cappello caratteristico, che infonde tanta sicurezza, non la si abbandonerà mai più. Ma c’è voglia di scoprirli anche da parte nostra, di conoscere la loro storia, le loro imprese e il loro contributo che non è mai mancato quando serviva.

L’adunata degli Alpini lascia in dote alla città di Treviso qualcosa di raro. Porta una dose di umanità smisurata, di spirito di sacrificio, porta la voglia di mettere le proprie risorse, conoscenze ed energie al servizio della Comunità. La voglia di costruire, invece di distruggere. La voglia e la gioia di ritrovarsi e non di separarsi.

Gli oltre 90.000 Alpini che sfilano davanti ai nostri occhi, ospiti di una città in festa, hanno iniettato nei presenti un vaccino potentissimo. Il vaccino contro l’indifferenza. Una malattia potente, che rischia di mettere a dura prova la tenuta sociale di un paese che vive un momento delicato. Esistono persone, molte, che conoscono il senso del dovere, l’altruismo e sanno fare del bene. E sono forse l’antidoto più potente ad una società atomizzata ed egoista.

E così, mentre cammino per tornare a casa, lasciandomi alle spalle il rumore inconfondibile di uomini in uniforme, bande e applausi, incrocio una penna nera. Non c’è nessun altro in quel tratto di strada. Sento di dovergli dire qualcosa, ma mi esce solo un “Grazie per essere venuti! Ci vediamo alla prossima adunata!”. Lui si ferma, una gioia sincera traspare dal suo volto, che è una distesa di sentimenti.

Gli occhi sono lucidi per l’emozione della giornata, la pelle è scolpita dal sole, l’accento è di chissà dove, ma il sorriso parla tutti i dialetti d’Italia. “Grazie a voi…Oltre quelle transenne, c’era l’umanità. E tra noi ci sono i valori. In un momento come questo, dove i valori mancano, è importante sapere di poterli trovare ancora.”

Mentre parla mi mette una mano sulla spalla, come se fossi suo figlio. Ha detto poche frasi, ma in quelle frasi c’è tutto. C’è la difficoltà dei tempi e la speranza. E così lo ringrazio ancora e ci salutiamo. E stavolta sono io ad andarmene con gli occhi lucidi. Con la consapevolezza di aver incontrato un buon uomo, un rappresentante perfetto del modo di essere Alpini. Con la patria nel cuore, e uno spirito che illumina l’oscurità, anche nei momenti più bui.

Arrivederci Alpini!

 

Credits immagine di copertina: Treviso Today

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