Sprayfun Spring Summer 2014

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Vedere il riflesso della propria immagine nelle regioni più remote del sud dell’Etiopia deve essere una faccenda piuttosto complicata: gli specchi non sono tra gli oggetti più comuni in queste foreste, e la superficie fangosa del fiume Omo, che scorre in un triangolo di terra al confine con il Kenya e il Sud Sudan, mal si presta a riflettere l’aspetto di chiunque tenti di contemplarsi nelle sue acque limacciose.
Eppure proprio tra queste valli vivono alcuni tra i maggiori esperti mondiali di body painting e numerose altre pratiche di decorazione del corpo; no, non sto parlando di qualche tatuatore dedito all’ascesi, ma di comunità nomadi che ogni giorno celebrano il legame e insieme l’eterno scontro tra l’uomo e la natura facendo della propria pelle il più importante mezzo d’espressione. Minerali, rami, piume, foglie, fiori, corna e pelli di animali, conchiglie: per le tribù delle popolazioni Surma e Mursi non c’è elemento dell’ambiente naturale che non si presti a diventare una forma di ornamento per il corpo.

In assenza di superfici riflettenti, ci si specchia negli occhi degli altri: la propria bravura in quest’arte così effimera è misurata dalla reazione altrui, in un gioco di seduzione ed ostentazione che ha inizio durante l’infanzia, quando sono le madri a decorare i propri bambini, e prosegue per tutta la vita, tramandato da una generazione alla successiva.

Il fotografo tedesco Hans Silvester ha vissuto a lungo con queste tribù, documentando la loro sorprendente abilità nel fare della natura il proprio infinito guardaroba. Dalle sue fotografie traspare il gioioso legame che lega i Surma e i Mursi alla terra, e una simile gioia pervade tutta la collezione Spring Summer 2014 di Sprayfun, la prima di questo giovane studio francese: abiti, pantaloni, gonne e t-shirt, dalle proporzioni decisamente over e stampati a mano con tinture eco-friendly (tutti realizzati in Francia ed acquistabili sul loro store Etsy)

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Nelle stampe si mescolano felicemente riferimenti di ogni tipo, dagli ornamenti corporei delle popolazioni delle Omo Valleys, per l’appunto, alle maschere voodoo, passando per l’estetica della cosmic art più kitsch. Come se questo non bastasse, è onnipresente il motivo stilizzato del pesce volante unicorno, eletto ad animale totemico; con questa chiassosa mescolanza di motivi decorativi l’effetto wallpaper-new-age è pericolosamente dietro l’angolo, eppure i colori tenui e la semplicità delle linee degli abiti e del materiale dominante, il lino, riescono brillantemente a mitigare l’esuberanza delle stampe. Il risultato è una collezione che gioca liberamente con l’eccesso e la stravaganza, senza mai cedervi del tutto.

Sprayfun è lo studio creativo di Claire, fashion designer francese laureata nel 2011 alla Royal Academy di Anversa, e del suo ragazzo Mika, street artist: insieme si occupano di tanti progetti tra moda, illustrazione, e art direction. Le stampe handmade, realizzate con tecniche stencil e aerografo,  e l’ecosostenibilità dei materiali utilizzati sono il loro punto forte, il divertimento – per niente casuale il nome dello studio –  il filo conduttore di ogni progetto.

Claire e Mika sembrano non aver perso lo sguardo incantato dell’infanzia, sempre in bilico tra realtà e immaginazione e tra sogno e incubo, abilmente descritto in Where the wild things are: come nel classico di Maurice Sendack una cameretta immersa nell’oscurità può essere trasfigurata dalla fantasia di un bambino in una terra misteriosa popolata da strane creature un po’ inquietanti, così nel loro mondo un semplice pezzo di stoffa diventa una tela su cui disegnare con ironia storie fantastiche di animali immaginari e spiriti tribali.

Direction, design, prints and production by Sprayfun / Wooden pieces created in collaboration with Nicole Le Jeune / Photos by Céline Delamaire

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