Sii come Bill: intervista ad Andrea Nuzzo

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Il 24 Luglio il web è in subbuglio per l’apparente chiusura di Microsoft Paint, il software che negli anni ’90 e primi 2000 ci ha riportato alla mente i ricordi infantili. Davanti ad un foglio bianco, armati di pennarelli colorati, disegnavamo forme stilizzate, astratte, malfatte, con la fantasia tipica dei bambini.

Paint ci ha permesso di fare la stessa cosa, nel buio della cameretta, senza utilizzare fogli e senza mostrare il risultato alla maestra che con insospettabile dolcezza ci chiedeva “che cos’è?”

Le app ancora non esistevano, i giochi sul PC erano solo spider e solitario, la musica era di Napster ed i programmi Peer2Peer non erano ancora banditi.

Bei tempi.

Prima della smentita di Microsoft, prima dell’attacco di nostalgia e prima di riaprire Paint per la prima volta dopo 10 anni, la mia mente ha pensato a lui, a Bill.

Dal Paint di Andrea Nuzzo, una serata invernale, nasce l’omino stecchino di nome Bill,

personaggio sorprendentemente intelligente, retto, morale.

Un format semplice – esasperatamente semplice –  ed un copy pungente ed incredibilmente condivisibile sono i punti chiave di un fenomeno diventato virale in rete.

Ed anche se vidi passare questi meme sulla mia bacheca Facebook e pensai: “Embeh, potevo farlo pure io!” non lo feci: e questo già la dice lunga.

Immagino fosse accaduta la stessa cosa quando Lucio Fontana tagliò una tela e la espose con il titolo “Concetto Spaziale, Attesa”. All’epoca probabilmente nessuno lo capì, mentre Bill, beh, vorremmo tutti essere come Bill.

 

Ciao Andrea… Ma sei tu Bill?

No, assolutamente, io sono una persona normale! Bill si comporta in una maniera eccessivamente giusta! Sono la persona che dà la voce a Bill, raccontandolo con ironia.

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Raccontami meglio come nasce il format ed i motivi che ti hanno spinto a pubblicare le vignette su Facebook.

Bill è nato una notte, più che per gioco per noia. Ho aperto Paint ed ho pensato a delle frasette che potessero accompagnare un disegno semplice e stilizzato. Quella notte la fantasia mi supportò e sfornai una serie piuttosto lunga di frasette brevi e comprensibili a tutti.

Non volevo tenerlo solo per me: ho aperto la pagina ed ho visto che il riscontro fu molto alto senza che io sponsorizzassi nulla. Ho pensato anche di aprire un gruppo Facebook, chiamato “Aspiranti Bill” dove le persone si potessero cimentare e provare a suggerire delle vignette da pubblicare poi in pagina: ne è venuta fuori una bella community.

 

Ne avevi parlato con qualcuno, prima di passare all’azione su Facebook?

No, assolutamente. Caratterialmente sono molto timido ed introspettivo, quindi all’inizio non volevo mettermi in mostra. Ho aperto la pagina così, senza pensarci e senza chiedere un parere a nessuno, senza invitare gli amici a mettere like alla pagina. Solo quando ormai avevo raggiunto mezzo milione di like qualcuno cominciò ad accorgersi ci fossi io dietro Bill!

Quali sono i canali social che utilizza Sii come Bill?12495186_1553848751573834_1112336014527560196_n

Per il momento uso Facebook ed Instagram. Avevo pensato di aprire anche una pagina Twitter ma in Italia il social network non è ampiamente sfruttato e per il tipo di format di Sii come Bill è di più difficile gestione.

Ovviamente Facebook rimane il canale primario: le persone sono affezionate alla pagina e condividono i post spesso, cosa più difficile ovviamente da fare con Instagram dove l’engagement è più che altro misurato in like e commenti ed è inferiore rispetto a Facebook che spinge alla viralità.

 

Da dove trai ispirazione per preparare le vignette?

Dalla quotidianità! Dal fastidio che provo quando le persone non mettono le frecce prima di fare una svolta per esempio: in quel momento penso proprio “ci vorrebbe una vignetta di Bill!”. Le persone si immedesimano molto nel personaggio, mi sento un po’ come un portavoce dei loro pensieri, che condividono con me anche sul gruppo.

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Pronti ad essere come Bill?

Guarda l’intervista completa del suo portavoce!

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