REVENANT- OLTRE OGNI LIMITE

Revenant Film
Leonardo Di Caprio in Revenant

Viaggio estremo, narrazione sublime

Ho un solo consiglio per voi.
Prendete un biglietto per Revenant – Redivivo, e sprofondate in un altro mondo, per le due ore abbondanti di film che scorreranno come l’acqua, culla di vita e morte onnipresente nella pellicola di Iñárritu.
Ebbene si, Revenant è un vero capolavoro.
E’ inutile parlare dell’abilità con la cinepresa di Iñárritu, vi basta guardare quel Birdman che si è meritato l’Oscar giusto l’anno scorso, per capire che il regista ha le mani d’oro.
La fotografia perfetta, le musiche sempre azzeccate, i paesaggi inseriti come elemento che è allo stesso tempo forma e sostanza, teatro di immensità naturale da un lato e terreno di sopravvivenza e sangue dall’altro.
Di Caprio con una interpretazione semplicemente perfetta e Tom Hardy in uno stato di grazia concludono il pacchetto, assieme ad un Grizzly particolarmente incazzato, in una delle scene più crude e riuscite.

Oltre la morte, oltre la vita

Ma, come al solito, voglio concentrarmi sui messaggi che il film scaglia in sala, assieme alle frecce indiane.
Revenant è una sfida: rendere viva e nitida una storia d’amore filiale intrisa di sofferenza e tormento, inserendola in un contesto arido, selvaggio, brulicante di asperità, dove non pare esserci posto per umanità e compassione.
E’ proprio questo marcato contrasto che mi ha soddisfatto e mi ha fatto percepire la potenza di questo film.
Non era affatto semplice accostare la purezza e l’importanza dei sentimenti che legano un padre ad un figlio ed alla moglie scomparsa, e mantenerli vivi per tutta la lunga ed estenuante, solitaria e sanguinosa lotta per la sopravvivenza.
Eppure Revenant ci riesce, trasformando frecce, unghiate, proiettili, cazzotti e cadute rovinose in stampelle inevitabili per una vendetta che era tanto doverosa, quanto lo era il sentimento che teneva in piedi l’esistenza di Hugh Glass.

revenant

Ogni singola ferita, escoriazione, ogni segno impresso sulla pelle e sulla cruda e inospitale terra, graditissima ed assoluta padrona  del film, evidenzia con semplice atrocità la forza del fluido invisibile che anima l’uomo.
L’amore, che da solo riesce a mutare il senso stesso di una singola esistenza, creando legami, dando un peso unico ad un gesto, ad uno sguardo, dilatando il tempo e saturando con  un microcosmo di ricordi, sensazioni e colori anche un corpo martoriato e morente, sperduto nell’immensità del creato.
E dall’altra parte la vendetta, pronta a colmare le ingiustizie ed i vuoti recati dall’imperfezione umana, che emerge a più riprese, alternando momenti di altruismo insperato e crisi di coscienza, ad altri di bieca avidità ed insensibilità.

Esperienza totalizzante

Revenant è una di quelle pellicole che riesce ad “andare oltre”, uno di quei film che nascono come cinema, e diventano esperienza, visione e creazione.
E’ uno splendido esempio di come sia ancora possibile reinventare un genere alimentandolo con altra meraviglia e perfezionando ulteriormente la forma, al fine di regalarci una esperienza incredibilmente intensa ed indimenticabile.
Non so se Di Caprio vincerà l’Oscar quest’anno, ma se così fosse, di certo non ci sarebbe da gridare allo scandalo.
Nel mio piccolo, in un cinema gremito da un pubblico che riuniva ragazzi ed adulti, e seduto accanto ad una persona che dà sostanza ai miei, di sentimenti, ho goduto di uno spettacolo incredibile, conscio dell’enorme valore della vita e del desiderio estremo di sopravvivenza che scaturisce da ogni forma di vero amore.
Armatevi di bende, cerotti e pomate lenitive, tirate un respiro profondo e vestitevi belli pesanti.
Riscoprite la vostra umanità, e preparatevi a lottare per due ore.
Toccate il fondo, prima di rivedere l’oscurità della luce.
Abbracciate il mondo, e lasciate la vostra vendetta nelle mani di Dio.
Siate redivivi.

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