Può essere meraviglioso

autismo

Si chiamano malattie rare.
Sono malattie a bassa prevalenza nella popolazione.
Bassa perché ne soffrono ’solo’ milioni di persone in Italia e decine di milioni in tutta Europa…

La Sindrome di Asperger è una malattia rara, è un modo in cui si nasce, è una condizione di vita.

Incrociare gli occhi di un Asperger è raro…quanto la sua malattia.
Sfuggono, guardano altrove, si abbassano…non possono mantenere l’incontro visivo in modo fisso perché non sono in grado, come gli occhi di molti di noi ‘neurotipici’ fanno, di attraversare le persone senza vederle.
I loro occhi non hanno filtri, i loro pensieri non hanno freni.
Decidere di ‘vedere l’altro’, per un ‘neurodiverso’ significherebbe scegliere di guardarlo davvero, totalmente…ma questo spesso va al di là delle loro capacità di sopportazione.

Mancanza di empatia, così viene definita quest’incapacità, un deficit di reciprocità sociale o emotiva.

Ciò che un Asperger non sa fare è vedere ciò che non viene mostrato, capire ciò che non viene detto, interpretare ciò che viene nascosto.
Non vive di segnali impliciti, ma si nutre di realtà, di verità, anche di quella che fa male dire e sentire, di trasparenza, di semplicità.
Desidera l’empatia, ha una fragilissima emotività interiore e una sofferenza profonda, che non può esprimere, perché non lo sa fare.
Ha l’anima in catene e probabilmente, se la liberasse, nessun neurotipico potrebbe gestire una tale purezza.

Paura di non essere all’altezza delle circostanze, così tanta paura che i muri dentro diventano insormontabili e uscire da se stessi, esprimere i propri sentimenti non è cosa possibile, mai. Timore di non essere capiti, di ferire, di deludere.
Tutto si chiude, o quasi…perché chi sa uscire dalla ‘norma’, può capire, può scavalcare i muri, agganciarsi alla realtà interiore di chi non riesce ad interagire con quella esterna ed entrare in un mondo dominato da regole nuove.
Nell’ ‘universo Asperger’ le bugie non sono realtà e diventano inaccettabili, i sorrisi non nascondono malizia, ma svelano amore, le circostanze e le formalità non vengono concepite né rispettate, perché ciò che è vero, sono le cose semplici, le persone limpide, quelle che sono così, come si mostrano.
Un mondo in cui distacco e freddezza sono frutto dell’inibizione e non di un disinteresse precostituito.
Un’ingenuità disarmante si ascolta nelle parole, si legge nei gesti, si ruba dagli occhi sfuggenti.
Uscire dalla ‘norma’ però richiede un passo delicato.
Serve pazienza, serve costanza, serve comprensione, serve sincerità. Direi…serve saper amare.
Accettare la ‘lentezza’, leggere la paura, essere tutto quello che si è perché un’altra persona possa capire e vedere, tutto. Nulla di più.

Regole nuove nell’intensità e profondità dell’amore, necessità di una comprensione logica delle cose, sistematicità, capacità di applicarsi in maniera focalizzata a compiti e responsabilità…questa la ‘moneta di scambio’.

Se chiederai ad una persona malata di Asperger di attraversare di corsa ogni Paese del mondo e poi tornare da te per dimostrarti il suo amore, lo farà. Perché è inconcepibile che una tale richiesta venga avanzata, se non necessaria, se non davvero importante.
Malattia…o amore incondizionato?

“Gli Asperger sono capaci di far compiere ‘balzi conoscitivi’ impossibili a chi pensa in modo ‘normale’ ”.

Si può pensare in modo diverso, si può sentire in modo diverso.
Si può e può essere meraviglioso.

 

Fonte foto Oltrelebarriere.net 

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