POSTCARD – Il dramma dei Live –

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Ciao ed il mio più grosso bentornato a tutti.
Dopo questa pausa natalizia, pausa che è servita ad aumentare spasmodicamente i miei livelli di glicemia e colesterolo nel sangue, siamo pronti a scendere in campo di nuovo.
Tra tutte le letterine che mi avete inviato, alcune, sono riuscite a sfuggire alla temibile applicazione anti-spam della mia casella di posta, e quindi, secondo alcuni criteri di selezione naturale, son quelle che ho realmente preso in considerazione.
Alcune di queste, ne sono certo, arrivano da un complotto segreto ordito alle mie spalle dalla concorrenza, un marasma di giornalisti a cui non è andato giù l’articolo sull’assenza di una critica musicale in Italia.
Ma, per motivi di ordine giudiziario, sono costretto ad applicare la tutela della privacy anche per loro, per cui, verranno rappresentati da personaggi epici quanto fantastici.

FIGURA UNO

Ma veniamo alla puntata odierna e tra tutte le letterine, ho scelto questa, che maggiormente incontra il mio umore di oggi.

 

FIGURA DUE

 

FIGURA TRE

 

Prima di iniziare a rispondere, ho voluto chiedere consiglio.
ALTRI COLLEGHI:
“Lascia perdere, rispondi al suo quesito con tutta la professionalità possibile. Ignora le polemiche. Magari è solo uno che ti trolla, va a finire che fai il suo gioco. Devi essere superiore.
Capita a tutti! E’ un mondo di invidiosi….”
FIDANZATA:
“Massì, lascia stare. Ignoralo. Non rispondergli nemmeno…”
AMICI DEL CAMPETTO:
“Lo devi trovare. Devi aspettarlo di sera e spaccargli la bocca.
Ma ti deve vedere!
E non devi tirargli pugni, ma sberle!
Drittaquà!
Come faceva mia nonna!
Non è tanto il dolore, quanto l’offesa.
Hai capito?
Na pizza in faccia!
Sbam!
E poi vaffanculo, ma DOPO, però!”….

Dopo aver valutato la questione con calma, l’animo zen che è in me (le cui fattezze estetiche sono quelle di Don Matteo strafatto di erba), mi spinge a rispondere con tutta la professionalità possibile.
Dunque.

Caro amico Fagiano 86 (manco il nome vero hai messo, mezza sega…).
La tua missiva nasconde velatamente un problema spinoso per ogni musicista.
Il problema ha un nome anglofono: IL LIVE.
Per ogni musicista ancora sconosciuto ai più, il modo migliore (almeno fino a qualche lustro fa) per farsi conoscere, è il concerto.
Una band può fare il disco della vita, essere un poeta, far parlare di se, ma se dal vivo faccagare, non vale nulla.
Il concerto è quel momento in cui lo spettatore vede veramente di che pasta è fatto un artista.

Con l’attuale crisi, però, (e già prima era difficile arrabattarsi a trovare date) il comparto dei live è diventato una sorta di paradiso mistico, che tutti cercano di avere.

Nella mia carriera, ho avuto modo di intervistare decinaia e decinaia di gruppi, e tutti avevano la loro teoria, ed una certa pratica, per trovare date.

Per venirti incontro, mio piccolo Fagiano 86, ti allego qui sotto una piccola guida pratica sul mondo del “trovare date”.
LA PICCOLA GUIDA PER CERCATORI DI DATE.
“trovare date è facile se c’hai soldi e una buona bile”
PREFAZIONE: Se vi state appropinquando a trovare alcune date per la vostra band, è necessario, prima di ogni altra cosa, eseguire un breve test.
1) Chiedersi: “Ma io, andrei a vedere uno come me che suona sta roba?”
2) Valutare bene le motivazioni, escludendo a priori “me faccio uno stipendio extra”
3) Vale la pena di caricare un furgone, scaricarlo, ricaricarlo e poi scaricarlo per suonare mezz’ora?

Se avete superato il test, si passa alla

FASE UNO.
Il tampinamento, lo stalking e le bugie.

La prima opzione, solitamente, è il contatto diretto con il luogo metafisico che per comodità, chiameremo LOCALE.
Se è in zona (nel raggio di 20/30 Km) andate di persona, portate un disco e chiacchierate con chi di dovere.
Altrimenti, si passa alla mail.
Trovare i contatti dei locali è un’operazione pesante e degna di un serial killer.
Prima, si va in quei siti dove c’è un elenco regione per regione dei locali con musica dal vivo, lì troverete l’indirizzo del sito del locale.
Andateci, guardate chi ha già suonato, le foto del locale e gli eventi in programma.
Poi, solitamente, nascosto in qualche antro, troverete il link per i contatti.
Presentatevi, allegate il link di dove ascoltarvi e riempite tutto con cazzate incredibili riguardo ai vostri live.
Sottolineate il fatto, che, quando suonate, arriva più gente che non a vedere la sindone.
E, ovviamente, non toccate minimamente il discorso cachet o rimborso spesa.
Se vi viene chiesto, ok. Altrimenti via. Mal che vada suonerete aggratiss.
Se non rispondono, continuate a mandare con indirizzi mail diversi.

FIGURA CINQUE

 

FASE DUE
Pronti al peggio.

La fase che segue è quella in cui il male di vivere verrà a farvi visita, dimenticato nelle turbe puberali dell’adolescenza, gonfio di acne e tempeste ormonali.
Dovete essere pronti a tutto.
Tutto significa molte cose.
La prima è ricevere insulti.
“Ma vendete tutto ed acquistate dei badili”,
“C’avemo già li zampognari maremmani per tutta la stagione”
“bella merda, no grazie.”
“Oh! Ma oltre a torturare bestie sapete pure suonà? O no?!”

La seconda, e a mio avviso migliore, è “la cazzata”
“mi spiace ma teniamo solo live di gente grossa” (Tipo duetti Giuliano Ferrara – Bud Spencer N.d.a.)
“Abbiamo tutto pieno fino all’apocalisse”
“Siete troppo culturali/noiosi per i nostri gusti”

La terza, la peggiore, è il nulla.
Nessuna risposta.
Potete pensare ciò che volete, ma non lo saprete mai.
FASE TRE.
Apriti o portafoglio.

La terza ed ultima fase, va a toccare le corde sensibili del artista, ingenuo e credulone prodotto degli anni 90.
Il borsello.

Insomma, mettetevi nei panni di un gestore. Avete un locale ed il vostro unico scopo è riempirlo fino a farlo scoppiare, riempiendo gli stomaci degli avventori con miscugli diabolici che lievitano di prezzo proporzionalmente ai livelli di ubriachezza.
Spendereste soldi per chiamare un gruppo che non conosce nessuno?
Non credo.

Ergo, dovete essere conosciuti. Come se fa?
Si cercano recensioni sui media di settore. (intanto sento i click dei mouse su invia alle mail di insulti che stanno per spedirmi)
Non vi cagano manco de gnente?
Il motivo è che per avere garanzia di recensioni, dovete affidarvi ad un ufficio stampa che si occupi di promuovervi. Uno buono, inserito nel “circuito giusto”. E gli zeri dietro il numero sono come minimo 3.
Oppure, contattate una agenzia che trova le date. Una booking.
Che vi chiederà dei soldi in anticipo, per suonare!!!
E poi, a volte, li recuperate con i cachet delle serate.
Ma anche per questo, dovete essere conosciuti, avere un Tot di Mipiace su facebook, e delle buone recensioni sui siti GIUSTI.
Un video di un vostro live. (che non riuscite a fare) ecc…
Per chiudere, quindi, caro Fagiano 86, per sfondare con la musica, l’unico metodo è di ingurgitare 6 Jack e cola di filata, prendere una Fiat 131 super-mirafiori con autoradio a collo e dare gas addosso ad una vetrina.

Vivere suonando non è una chimera, ne una utopia. Molti musicisti ci riescono.
Alcuni nei locali, altri nelle stazioni della metro o lungo le vie cittadine. Basta essere consapevoli di cosa si va incontro.

Grazie per i tuoi suggerimenti, li terrò stretti fino a quando non trovo Peppe.

Peppe è un amico mio che con il tuo IP, riesce a trovare dove abiti e a farti saltare in aria lo schermo.
Ti vengo a prendere e pigli una di quelle pizze che quando torna tua mamma te scambia per un carlino.
E poi vaffanculo!
Ma DOPO, però…

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