Perché andare alla Mostra del Cinema di Venezia

Il Leone di San Marco sotto i raggi di luna, simbolo dei premi  assegnati durante il Festival
Il Leone di San Marco sotto i raggi di luna, simbolo dei premi assegnati durante il Festival

Attenzione: questo articolo non prevede un commento oggettivo sulla Mostra né recensioni di film in concorso. Si tratta dell’effetto collaterale di un salto al Lido con un paio di amici miei e ha lo scopo di raccontarvi in maniera molto informale la magica atmosfera del Festival e perché dovete assolutamente andarci…

Avete mai sentito parlare del Gonzo journalism? No? Allora è meglio che vi fornisca una definizione perché è esattamente il modo in cui intendo affrontare questo breve racconto. Il gonzo è uno stile inventato da Hunter Stockton Thompson, un giornalista che veniva chiamato ad assistere e recensire importanti eventi negli Stati Uniti ma spesso e volentieri, arrivato nei luoghi delle manifestazioni, non vi partecipava affatto preferendo vivere l’atmosfera e scrivere le sue impressioni personali del momento lasciando completamente perdere i fatti. Certo, Thompson durante i suoi viaggi si calava mescalina, etere e qualche acido di troppo, per cui le sue sensazioni potevano essere leggermente obnubilate e sinestetiche (se tutto ciò vi richiama qualcosa alla mente sì, non sbagliate, è lui il personaggio interpretato da Depp in Paura e delirio a Las Vegas). Ecco, a mia discolpa io mi sono fatto solo uno Spritz ma ci tengo lo stesso a scrivere due parole su questa serata.

Stavo già pensando di andare alla Mostra del cinema da una decina di giorni ma, essendo un tipo vagamente da ultimo minuto, solo una quarantina di ore prima della proiezione del film a cui ero interessato (Mother! Di Darren Aronofsky) ho ritenuto opportuno dare un’occhiata ai biglietti. Cum summa sorpresa erano tutti esauriti sia in Sala Grande che in Sala Palabiennale: top. E proprio perché errare è umano ma perseverare è da fan di Michael Bay mi apparve in flashback una scena di due anni fa: io e i miei amici che corriamo disperatamente verso il Palazzo del Cinema per fare il biglietto per Black Mass alle ore 18:27, ben 3 minuti prima che iniziasse la proiezione, la cassiera molto soavemente ci disse che i ticket erano sold out da una settimana circa.

“Che facciamo dunque? Non andremo mica lo stesso al Festival senza nemmeno vedere un film?”, si va lo stesso naturalmente.

Martedì 5 Settembre, ore 17 si parte da Treviso, mezzora di treno e mezzora di traghetto, attracchiamo al Lido di Venezia… no no, non immaginatevi quegli splendidi photoshoot dei vip che approdano con i loro scafi personali alle pendici dell’Hotel Excelsior salutando con la manina, con tanto di red carpet e fotografi; noi siamo stati sbattuti contro il piccolo molo e gli unici ad attenderci erano i poliziotti. Un rapido sguardo agli zaini e siamo dentro, lasciamo alle spalle il mondo dei poracci ed entriamo nel paese dei balocchi per ogni cinefilo e simpatizzante.

George Clooney, Amal Alamuddin

Guadagnamo il red carpet, ci sono già un paio di file di persone appollaiate alle barricate con penna e quablock affamate di autografi. Troviamo un posticino tranquillo (si vede poco o niente eh, ma l’eccitazione è palpabile). La gente inizia ad urlare, “c’è qualcuno!”. Dall’alto dei miei 167 centimetri ho una solo chance di vedere chi è: i miei amici, ex-rugbysti mi sollevano in touche chiedendomi di fare un video a Jennifer Lawrence. “La vedi?” mi urlano, “E’ girata verso i fotografi, tenete duro ancora un attimo”, mentre le loro braccia cominciavano a tremare e l’acido lattico ad accumularsi in prossimità del bicipite, la bionda si gira, “Ah ma è Michelle Pfeiffer!”. Dalla delusione i due mi lasciano precipitare sull’asfalto; miscredenti, grande attrice e magnifica donna anche alla soglia delle 60 candeline. Poco dopo la raggiungono anche i premi Oscar Javier Bardem e proprio J-Law.

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Scattiamo qualche foto e poi via a fare aperitivo al Leone d’Oro, storico baretto ad angolo, si sono ormai fatte le 20 e il sole settembrino comincia a tramontare sulla laguna, i vip sono entrati alla proiezione di Mother! E il tappeto rosso si è svuotato, c’è pace e relax nell’aria, che però non è immobile. Mi guardo intorno e sul tavolo limitrofo sta lavorando un giornalista, iMac aperto, drink, cinepresa sul tavolo, stava editando una foto. Su quello davanti due modelle, abiti da migliaia di dollari, ci sono due giovani rampolli che le avvicinano con le peggio scuse che solo noi italiano possiamo sfornare. Frotte di fotografi si confrontano le foto e ridono. Un gruppo di ragazze provenienti da tutti i continenti sono a lato della strada e stanno improvvisando un karaoke di Wrecking Ball, l’atmosfera è tranquilla e magica allo stesso tempo, elettrica. Perdonate lo stile di scrittura rozzo e frenetico ma non è facile trasmettere questo tipo di sensazioni, bisogna viverle, e l’unico luogo al mondo è il Lido, durante questa settimana.

Mangiamo una costosa pizza e passeggiamo verso l’Excelsior nella speranza di braccare Clooney a Amal nei paraggi. Giacché sono in giacca e camicia mi possiede lo spirito di Bond e faccio una breve ricerca, niente, la coppia alloggia al Hotel Cipriani sull’isola della Giudecca. Torniamo sul red carpet, stavolta c’è meno gente, arriva anche Jim Carrey con uno spumeggiante abito sbrilluccicoso che si mette a fare il pagliaccio rubando fotocamere ai fotografi e facendo impazzire la folla.

Actor Jim Carrey poses during a red carpet event for the movie "Jim & Andy: The Great Beyond" at the 74th Venice Film Festival in Venice, Italy September 5, 2017. REUTERS/Alessandro Bianchi

Sono quasi le 22. Prima di lasciare il Lido entriamo in spiaggia, fino al bagnasciuga, c’è una splendida luna piena (quasi come le mie scarpe lo sono di sabbia), anche le stelle sono magnifiche e brillanti, non solo quelle del cinema…

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