Il mio Content Journey: il vero viaggio mi fa tornare con la valigia piena

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Spesso le persone ammirano la passione che metto in quello che faccio ogni giorno ma non capiscono esattamente di cosa si tratti. Mi chiedono sempre Ma tu, in pratica, che lavoro fai?. Io di solito rispondo “Sono visual e content editor, mi occupo dei contenuti testuali e grafici per il web”. A quel punto, dal loro sguardo, capisco di non aver risposto davvero alla loro domanda.

Prima di parlare del mio viaggio tra i contenuti quindi voglio chiarire questo concetto ambiguo che viene utilizzato sempre nel mio lavoro: il contenuto.

Che cos’è un contenuto?

Come dicevo, ci lavoro ogni giorno ma non ho mai pensato alla sua definizione. Per andare sul sicuro chiedo aiuto al mio amico e collega Riccardo: “Riki, se dovessi dare una definizione univoca di contenuto, come lo descriveresti?

Questa è la risposta che elaboriamo:

Nella comunicazione il contenuto è un messaggio di qualsiasi forma, come il linguaggio, la scrittura o altre arti, espresso attraverso mezzi e canali diversi. Un contenuto è diretto a un pubblico e, se eseguito bene e condiviso nel giusto contesto, riesce a captare l’attenzione delle persone interessate a ricevere certe informazioni o a vivere determinate esperienze.

Nel web, il contenuto è tutto quello che ci passa sotto gli occhi quando scrolliamo le notizie dei social, è una recensione o un articolo, così come lo sono anche le immagini scelte a supporto dell’articolo stesso. È un video tutorial, un meme, un titoletto, un link che rimanda a un altro contenuto. Tutto quello che vediamo o ascoltiamo è un messaggio diretto a qualcuno.

Personalmente, se navigando su internet non cerco quel contenuto o non lo noto è perché evidentemente non è un messaggio rivolto a me, oppure non mi interessa, o semplicemente si perde in mezzo all’enorme quantità di contenuti che ogni giorno proliferano nel web. Se mi fermo a leggerlo o a osservarlo è perché ha catturato la mia attenzione, perché mi piace, perché stimola la mia curiosità o perché è proprio il motivo per cui ho acceso il computer.

Ma arriviamo allo scopo di questo articolo:

Come viaggio tra i contenuti?

Supponiamo che non abbia uno scopo specifico, come fare una ricerca per lavoro, trovare idee per un regalo, comprare qualcosa. La maggior parte delle volte, infatti, non cerco nulla in particolare, ma accendo il computer o lo smartphone solo per scoprire qualcosa di nuovo e magari anche di utile.

Usando una metafora che conosco bene potrei dire che viaggio tra i contenuti online come quando visito la Biennale d’Arte di Venezia.

So già che ci sono un’infinità di opere d’arte, troppe da vedere in un giorno solo, per cui inizio a selezionare. Sono lì per puro piacere, non ho un obiettivo particolare se non quello di lasciarmi ispirare e scoprire cose nuove.

Passeggiando tra i Giardini e l’Arsenale, mi dirigo subito verso ciò che conosco e so che mi piace, oppure di cui ho già sentito parlare e voglio saperne di più.

Evito istintivamente quello che non mi interessa, e molte cose non le degno di uno sguardo perché mi sembrano noiose. Salto a piè pari alcuni padiglioni consapevole di perdermi qualcosa. Li lascio per ultimi, in caso ci ripasserò più tardi, se avanza tempo.

Nel tragitto però mi guardo intorno e mi lascio comunque distrarre.

Il mio sguardo si sofferma su un’opera. È una fotografia. È grande come una parete, ma non è la dimensione che mi colpisce. C’è qualcosa di strano, grottesco, che mi obbliga a fermarmi, a osservare meglio, a interrogarmi. È un dettaglio, quello che Barthes chiamava “punctum”: un particolare che mi punge, mi coinvolge e suscita qualcosa in me. Le mie esperienze passate vengono processate attraverso una prospettiva diversa e sento di aver scoperto qualcosa di nuovo: il messaggio è arrivato.

Non succede sempre, ma quando capita mi sento arricchita, valorizzata. Quando torno a casa, sento di aver fatto un viaggio che ha aumentato il mio bagaglio di esperienza e conoscenza.

Allo stesso modo, viaggiando tra le informazioni online, la maggior parte delle volte vago annoiata tra l’ennesimo articolo salutistico, una vignetta che mi strappa un sorriso, una pubblicità fastidiosa, un post cinico di qualche amico single.

Poi però capita di imbattermi in un contenuto diverso, autentico. È diverso dagli altri perché è ricercato e audace, non è una semplice copia di qualcos’altro. Mi arriva al cuore perché tocca le mie corde, sembra che parli proprio a me e sento il bisogno di approfondire.

Smetto di vagare smarrita, cambio rotta e prendo quella direzione: a questo punto inizia il vero viaggio, quello che mi fa tornare con la valigia piena.

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