London Calling

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I Clash erano i ragazzi rudi dell’Inghilterra dieci anni dopo la rivoluzione dei Beattles. Gli svenimenti e le crisi isteriche delle fans di John Lennon e soci, suonavano già come storia antica solo dopo dieci anni (almeno dal punto di vista del movimento Punk inglese) per lasciare spazio ai modi grezzi e spesso scontrosi del punk, con il suo stile trasandato ricco di colori e dalle capigliature anticonformiste.

Tra tutti i gruppi appartenenti al movimento culturale in antitesi alla politica inglese del ’77, i The Clash sono il gruppo che si è fatto notare per maggior qualità stilistica (suonando dal regge, al dub, Dance-punk, Post-Punk, New Wave, Rockabilly e Rock and Roll) e cognizione di causa nella composizione dei loro testi. I gruppo anche se esplicitamente politicizzato, lasciavano spazio ad altri temi, conquistando così il più ampio raggio di consensi.

Uno dei loro album più famosi è London Calling:

“Londra sta chiamando le città sperdute
Ora che la guerra è stata dichiarata e a battaglia è finita
Londra sta chiamando l’oltretomba
Venite fuori dall’armadio, tutti voi ragazzi e ragazze
Londra sta chiamando, ora non guardateci
Tutta questa falsa Beatlemania ha fatto mangiare tanta polvere
Londra sta chiamando, guardate che non siamo cambiati
Eccetto per l’anello di quel manganello”

Cit. London Calling – The Clash

Poniamo ora l’attenzione alla frase “Ora che la guerra è stata dichiarata e la battaglia è finita” è stata presa è adattata dall’annuncio di un speaker radiofonico americano durante la seconda guerra mondiale “…war is declared and battle come down…” (“la guerra è decisa e inizia la battaglia”)

La canzone che dà il titolo all’album dice chiaramente di stare in guardia contro l’aspettativa di vedere nei Clash i salvatori dei teenagers, loro possono essere solo i fratelli maggiori che li accompagneranno sulla loro strada, per uscire dal torpore al quale la società li ha costretti…

Ora non sappiamo se il personaggio che vi stiamo per introdurre sia un fan dei Clash oppure no, ne se abbia mai ascoltato e compreso fino in fondo il significato di questa canzone. Sicuramente ha preso il messaggio alla lettera e ha sfruttato tutte le sue conoscenze, sia professionali che non unite ad un pizzico di follia, per uscire dal torpore e di insicurezza in cui la società moderna l’aveva rilegato.

Vi vogliamo parlare di “Fabio Venexia”, simpatico personaggio del veneziano che fino a poco più di un anno fa era uno dei tanti cassaintegrati della nostra regione. L’idea che gli ha dato il coraggio di dare la svolta alla sua vita al richiamo di “London Calling”, è stata quella di: andare fisicamente a Londra. Comprare uno di quei caratteristici Bus inglesi a due piani colorati di rosso. Portalo a casa, attraversando da nord a sud l’Europa per poi restaurarlo, adattandone gli interni a uso commerciale.

Nasce così il suo “Bus London”.

Ci siamo fatti spiegare la storia di Fabio e del sul capolavoro: dopo aver portato a casa il bus ha dovuto smontarlo completamente per adattarlo alle sue esigenze, è stato ricostruito interamente l’impianto elettrico per applicare tutte le modifiche necessarie, applicare il banco bar, le spine per la birra, i tavolini e i sedili per renderlo l’attrazione che è diventato.

Il restauro è durato un anno intero ma ne è valsa la pena. Il Bus London è rivestito di lamiere riflettenti, offre comodi sedili in pelle e divanetti e potrete scegliere tra una serie di birre alla spina e in bottiglia che difficilmente troverete in altri posti, a parte la Guinnes… Eh quella è un “Must” dal quale non si poteva prescindere.

Sfortunatamente per motivi di sicurezza è tenuto a servire le bevande in bicchieri di plastica, ma dal momento che l’esperienza del pub inglese itinerante la potrete vivere solamente in occasione di fiere, feste di paese e/o concerti di tribute band inglesi che ne abbiano tempestivamente richiesto la presenta, la cosa può esser tollerata.

A nostro avviso la sua è stata un’idea formidabile e vincente sotto ogni punto di vista. Ha abbandonato il torpore della cassa-integrazione, del scarso lavoro quando non dell’assenza di lavoro, a fronte di un misero stipendio decurtato fino a data da destinarsi, per mettersi in gioco e avviare l’attività di ristoratore ambulante (scusate se la terminologia è poco poetica ma alla fine dei conti la sostanza è questa 😛 )

Ah quasi dimenticavamo, il bus a volte ospita alcune piccole esposizioni di artisti, dai quadri all’oggettistica fino alla Bigiotteria e in più si può anche mangiare… Fish and Chips naturalmente in perfetto stile English!!!

Se volete avere anche voi la vostra esperienza sul “Bus London” seguite la sua pagina Facebook e preparatevi alla gita fuori porta 😀

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