La SEO è umano-centrica: intervista a Cosmano Lombardo

Cosmano Lombardo Search Marketing Connect Rimini

La SEO è una scienza sempre più umanizzata e attenta alle esigenze dell’uomo.

Oltre la concezione meccanicistica delle ricerche ottimizzate basata su calcoli, statistiche e keyword emergono passione, sentimento e voglia di tessere legami personali.

Questa una delle riflessioni interessanti nate dalla mia intervista a Cosmano Lombardo, una delle menti dietro al Search Marketing Connect nonché fondatore e CEO del Gruppo Search On, attivissimo in tutta Italia nell’organizzazione di eventi legati all’universo del digital marketing.

Cosmano, ti premetto che io sono un grande osservatore e mi ha davvero colpito la presenza così eterogenea di persone a questo evento: tanti uomini e donne di tutte le età, tutti attenti e partecipi rispetto agli speech e alle iniziative formative proposte. Siete davvero riusciti ad intercettare un’esigenza attuale, forte e sentita in Italia.

Sono cambiate tante cose. L’evento è nato nel 2006 da una web community e all’epoca l’esigenza era legata principalmente alla SEO, quindi il desiderio era quello di capire come funzionassero i motori di ricerca.

Negli ultimi anni poi gli utenti ci hanno chiesto di aggiungere ulteriori temi e quindi oltre alla SEO abbiamo introdotto la parte di Digital Analytics e PPC e credo che il cambiamento del quale tu parli sia dettato da questo.

Cambiando le tematiche abbiamo intercettato un target diverso e abbiamo soddisfatto quel tipo di esigenza. Fino a cinque-sei anni addietro le donne non partecipavano a questi eventi. Addirittura avevamo creato delle iniziative: regalavamo alle donne presenti una rosa, perché era stranissimo vederle.

Invece ieri ci siamo resi conto che ci sono molto donne e questo è un buon segnale non tanto per l’evento quanto per il settore, perché in Italia e all’estero ci sono professioniste validissime, molto preparate su questioni molto tecniche. Ed è bene prenderne consapevolezza!

Una grande e appassionata presenza femminile al Search Marketing Connect del 16 e 17 dicembre 2016
Una grande e appassionata presenza femminile al Search Marketing Connect del 16 e 17 dicembre 2016
Ascoltando i relatori, sia nelle assemblee plenarie che nei percorsi specifici, ho notato che molti di loro hanno un atteggiamento quasi empatico con gli strumenti del mestiere. Sembra che questi vengano umanizzati: Google per molti è un “collega autorevole”, mentre i software sono degli “assistenti molto preparati”. Si può dire che la SEO è profondamente umano centrica?

Totalmente. È esattamente come dici tu. E credo che questa cosa nasca dal cuore del nostro lavoro: c’è il motore di ricerca, ci sono gli strumenti software ma il nostro lavoro è sempre metterci a fianco alla persona per capire come aiutarla.

Nel fare questo ci sono diversi aspetti in campo:  la parte di Adv, di PPC, la SEO, ma visto che non hai il contatto con l’utente diretto mentre lavori, alla fine si instaura questo tipo di rapporto stretto col motore di ricerca e con gli strumenti ad esso collegati.

Ed è uno degli aspetti fantastici di questo lavoro. Si instaura un vero feeling con lo strumento e il bello è che questa connessione viene traslata nel rapporto umano durante l’evento.

È un collegamento che passa dallo strumento alla persona e dalla persona alla persona, con uomini e donne che qui si conoscono e sono accomunati dalla stessa passione e dal medesimo legame con i ferri del mestiere che sono parte del loro quotidiano.

Quando si parla di SEO si parla di numeri, di dati, di cluster e comparazioni: ma tutti questi dati se non sono ancorati alle persone e non sono rielaborati dalle persone, non valgono nulla.

Assolutamente. Infatti noi abbiamo cambiato il brand dell’evento, da Convegno GT a Search Marketing Connect, per il motivo che tu hai appena citato, per evidenziare questo passaggio.

L’hai afferrato, noi non l’avevamo mai esplicitato in questa maniera ma è così, sei davvero un grande osservatore. Volevamo sottolineare fortemente la connessione tra le persone e gli strumenti e tra gli strumenti e le persone, che sono sempre più allineati tra loro.

È su questa connessione che si regge la nostra idea dell’evento, un contesto dove s’incontrano lavoratori e appassionati di SEO, PPC, Analytics che condividono esperienze personali, percorsi di apprendimento e si scambiano a vicenda idee e consigli pratici.

Tantissimi i presenti al Search Marketing Connect di Rimini
Tantissimi i presenti al Palacongressi di Rimini
La connessione è una delle leve portanti di questo evento. Immagino che non sia semplicissimo collegare le persone come intendete voi. Deve esserci un grande lavoro dietro per bilanciare formazione, divertimento e socializzazione.

Sì, assolutamente. Qui entriamo in un aspetto relativo alla strategia dei nostri eventi. Uno degli aspetti fondamentali è l’attenzione alla qualità dell’esperienza vissuta delle persone.

Cerchiamo sempre di creare questo clima per chi sceglie di partecipare ai nostri eventi. I partecipanti si uniscono a noi rinunciando al lavoro, alla famiglia, al riposo, scelgono di passare il loro tempo qui, e noi cerchiamo di far vivere loro dei momenti qualitativamente elevati.

La formazione di livello, la cena, il networking, il momento della pausa birra, lo show di apertura del mentalista. Non è facile, c’è un lavoro dietro che va avanti da anni e cerchiamo di migliorare e affinare ogni singolo evento, per andare sempre più  incontro alle esigenze dei partecipanti.

Abbiamo risorse dedicate che curano questa parte ed è piuttosto impegnativo, ma è una sfida sempre nuova che affrontiamo con spirito d’iniziativa ed entusiasmo.

Hai sottolineato prima le varie connessioni createsi tra SEO, PPC e Analytics. Mi sembra che l’approccio sia verso una contaminazione reciproca tra queste aree del web marketing. Noi ci occupiamo di Content, ma siamo abituati a interfacciarci e a collaborare con tutte le altre branche del web marketing. È inevitabile questa contaminazione per gli addetti ai lavori? O si può essere super settoriali come un tempo?

Sì, è necessario avere una contaminazione. È impossibile fare solo SEO. Lo puoi fare ma se vuoi raggiungere risultati e rispondere alle esigenze del cliente devi andare oltre.

Dopodiché si entra nel tema della strutturazione dei vari team di lavoro. Ci sono alcuni studi svolti da grosse agenzie di consulenza per capire come funzionano le aziende native digitali in America e come riescono a fare la differenza. Questi studi hanno individuato una formula definita dei “pacchetti di mischia” dove c’è un responsabile del progetto che coordina tutta la strategia ed ha una nozione abbastanza approfondita di tutti gli strumenti (SEO, PPC, Analytics, sviluppo, ecc.).

Dopodiché entrano in gioco risorse iper-specializzate su una singola tematica, ma c’è sempre un responsabile che ne sa di tutto. È normale che la specializzazione del singolo soggetto sia fortissima su un’area, ma la contaminazione c’è ed reale e inevitabile.

Fa parte della visione con la quale ci si approccia al business attualmente, una visione che deve essere aperta al cambiamento.

Cosmano Lombardo, i partecipanti al Search Marketing Connect, e la sua guardia del corpo canina
Cosmano Lombardo in un momento di pausa, assieme al suo inseparabile cane e agli entusiasti partecipanti
L’ultima domanda che ti vorrei fare è una curiosità personale. Il tuo cane è la star dell’evento. Ti segue dappertutto, sembra un samurai sempre pronto dietro di te, una guardia del corpo, fedelissimo. Che storia ha? Ce la racconti?

<ride divertito> Sì, te la racconto! Lui è la mascotte ufficiale del Web Marketing Festival, si chiama E mezza, ma è un maschietto. La sua storia è questa: stando eccessivamente a contatto con pc e telefono avevo bisogno di ritrovare il contatto con la realtà, costantemente.

E visto che gli impegni iniziavano ad essere sempre più serrati, non riuscivo a trovare del tempo per me stesso e avevo bisogno di riavvicinarmi al mio lato “bambino”. Ho visto questo cane in Thailandia, mi è piaciuto un sacco, ci ho pensato bene e lo scorso anno l’ho preso.

Ora sono costantemente a contatto col mio lato-bambino. Forse è una scelta un po’ egoistica, ma mi ha davvero migliorato la vita. Da quando è con me non ho più una vita privata, lui è come Cannavaro, mi marca a uomo!

Sono sotto pressione, ma grazie alla sua presenza stacco sempre. Chi teme di essere alienato per via del lavoro intenso dovrebbe avere un animale con sé perché aiuta davvero a stemperare la tensione e a recuperare il contatto con se stessi e con la realtà.

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