Italia – Israele 1 – 0: il mal di pancia

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Italia – Isreale finisce 1 – 0 con un gol di Immobile, destando il pubblico nella ripresa dopo quasi un’ora di noia e dolori. Gli azzurri inchiodano il secondo posto nel girone di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. Ma quanto ca…spita di fatica!

Scrivo queste righe solo per spirito di coerenza. Dopo Italia – Spagna di sabato, mi sembrava coerente concludere questo ciclo di partite di qualificazione alla Coppa del Mondo di calcio di Russia.

Nonostante alle 21:15 circa fossi collassato sul divano nemmeno un infante afflitto dalle coliche. E infatti non lo sono, un infante. Tutta colpa di Italia – Israele. Mal di pancia. Un fortissimo mal di pancia.
Il primo tempo della partita mi ha fatto scoppiettare i succhi gastrici operativi dopo cena. Questo l’effetto di 45 minuti utili solo ai giocatori per accumulare la presenza.

Qualificazione presunta, sofferenza certa

È tradizione che le partite di settembre di qualificazione a campionati europei o mondiali della Nazionale italiana di calcio sono una sofferenza. Perché le gambe – e i cervelli – dei calciatori non sono ancora abituate a girare per 90 minuti (nonostante partite amichevoli contro squadre che si incontrano solo in Champions League), ancora appesantite dai carichi di lavoro e  il campionato è iniziato da appena due settimane.

Così si arriva a giocarsi la qualificazione ad una Coppa del Mondo in condizione psico-fisiche precarie, più preoccupati a non farsi male per il prosieguo del campionato o di coppe europee imminenti e a concludere il duetto di partite contro Spagna e Israele con tantissima fatica, un passivo di due gol (1 fatto e 3 subiti), 3 punti portati a casa e l’unica certezza di doverci giocare la qualificazione agli spareggi, sperando in regali da nazionali come Albania e Macedonia (con tutto rispetto) e di non incontrare mai Francia, Bosnia, Portogallo, Svezia, Grecia o chissà quali, altrimenti i mondiali di calcio di Russia ce li possiamo sognare (molto di più di quanto non faccia già la pay-tv…).

Quindi mettiamocela via, o il campionato di Serie A inizia un paio di settimane prima, quando a fine stagione ci sono competizioni importanti (ma forse non lo sono per la Lega Calcio e i club) per permettere alla Nazionale di avere a disposizione atleti in forma migliore, oppure prepariamoci a partite da mal di pancia, contro Spagna o Israele non fa differenza.

I media: la sfera di cristallo

“Contro Israele per blindare il secondo posto”. “A Reggio Emilia per dimostrare la propria autostima”. Niente da fare. I giornali italiani sanno sempre come dare un appoggio alla nostra Nazionale. Avrei intitolato: “Asfaltiamoli!”, piuttosto, se davvero ci si aspettava una reazione vigorosa dopo la figuraccia di sabato contro la Spagna. Scrivono una cosa, ne pensano un’altra.

Storicamente, la Nazionale italiana non è mai stata in grado di grandissime prestazioni, di exploit da grandi numeri. Insomma, non ha mai fatto venire il mal di testa agli avversari e tanto meno un mal di schiena al portiere per aver raccolto troppi palloni in fondo alla propria porta. Un po’ come quello del Liechtenstein che stasera ne ha dovuti prendere 8 ringraziando gli spagnoli o quello norvegese che si è chinato 6 volte per colpa dei giocatori tedeschi. L’Italia fatica con Israele, è abituata al minimo sindacale, a non fare troppa fatica, quasi fosse scontata la vittoria contro l’Israele, la Macedonia o l’Albania di turno.

Questione di modulo o di interpretazione

Come avevo detto in precedenza, la Spagna gioca solo per l’unico risultato che conta: vincere. E quindi segna e tanto, senza fermarsi al minimo sindacale. 32 gol in 8 partite. 4 di media. L’Italia invece 19, poco più di 2 di media. “Conta vincere” dice il CT Ventura a fine partita. Ma se “Serviva una reazione” come ha affermato Candreva dopo la partita di stasera, io non l’ho vista e c’è modo e modo di vincere. Altrimenti tanto vale fare il selezionatore.

Ventura ha confermato il modulo-casino ovvero quattro attaccanti, perché più ce ne sono e più gol si fanno. In teoria. In pratica no… la Spagna gioca con un portiere e dieci centrocampisti (o nove centrocampisti e un centravanti) ma segna 32 volte in 8 partite! Guardavo Belotti e Immobile questa sera: erano così vicini che non servivano nemmeno due difensori per marcarli, ma neanche uno perché si marcavano tra di loro. Certo dovevano lasciar spazio a Insigne e Candreva sulle fasce ma non so se sia stata una indicazione di Ventura interpretata male dai due (qualcosa come 150 milioni di euro messi insieme???) oppure una logica conseguenza dell’ammucchiata che c’era la davanti.

Ho giocato a calcio tanti anni, seppur a livello dilettantistico, ma so come interpretare una partita: l’Italia si è trovata davanti a 11 difensori, com’era ben intuibile. Eppure, per 45′ hanno battuto la testa sul muro israeliano (scusate, nessuna allusione ad altre barriere ben più tristi): caspita, ho pensato, lo fanno di mestiere questa cosa, possibile che non ci arrivino da soli a capire che devono giocare più veloci e pù larghi? E invece niente, Insigne che tocca la palla quelle 18 volte di troppo, gioco che staziona tediosamente in una zona di campo, palla che non gira ma palle che girano tantissimo. Nel frattempo, la Spagna era già a +4.

Favori e determinazione

“Se non andiamo ai Mondiali sarà un’apocalisse”. Parole del presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, che ad affermazioni ormai non sorprende più, anzi. Ha anche aggiunto, come se fosse doveroso farlo sapere e dimostrare il peso dell’Italia, che se non dovessimo qualificarci ai mondiali di Russia 2018, la competizione ne risentirebbe e ha fatto notare che quattro titoli mondiali e uno europeo più svariati piazzamenti finali devono essere tenuti in considerazione e che lo avrebbe fatto notare presso la FIFA.

AH!

E ci si sputt… sbilancia così, in allegria, senza alcun ritegno!? Complimenti, presidente, ottimo lavoro di PR e lobbismo questo. Quindi significa….? Che in caso ormai inevitabile di spareggio qualificazione di non subire rotture di scatole, anzi di farsi regalare qualche rigore e vederci annullato qualche gol subito quasi sospetto? Di trovare il modo di evitarci lo spareggio contro armate invincibili come Bosnia, Francia, Portogallo, Olanda?

Il solito modo italiano: ma da un ultra settantenne abituato a vivere in Italia, la meritocrazia, lo sforzo, la volontà e la vittoria sul campo sono due concetti difficili da tenere in mente.

Piuttosto, dopo aver visto il piattone di Belotti-100 milioni di euro spegnersi miseramente a fondo campo dopo pochi minuti, più che favori internazionali Tavecchio deve pretendere più determinazione da parte dei giocatori che indossano la maglia azzurra.

 

Ph. Credit: facebook.com/FIGC

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