IL CUORE HIGHLANDER

Highlander-Movie

Ricordate quel bel film che aveva fatto storia, all’epoca, dove alcuni guerrieri immortali combattevano all’ultimo sangue con ogni arma a disposizione.
“Ne resterà soltanto uno”, era il motto principale del film.
Oggi mi sento un po’ così, purtroppo sono tutt’altro che immortale, purtroppo sanguino e mi taglio come ogni altro essere umano, e il mio corpo è soggetto a lento e costante deperimento.
L’Highlander non sono tanto io, quanto il mio cuore.
Che non camperà certo più di me, visto che viviamo in simbiosi, e che qualche tiro mancino ogni tanto decide di rifilarmelo lo stesso, tra una extrasistole ansiosa ed un sussulto amoroso, ma che in senso lato continua una battaglia tumultuosa e costante.
L’avversario è un suo doppione, un sosia mascherato che si nasconde in una selva di toraci prodotti in serie, e sparsi per ogni angolo del globo.
La battaglia si gioca sulla resistenza: è una lotta continua, per poter vivere i propri sentimenti senza compromessi, senza paure, senza sovrastrutture imposte o auto create.
E’ uno scontro durissimo, continuo, che mira a cercare l’autenticità, a conquistare la propria identità, con le unghie e con i denti.
Cosa può esserci di meglio, al mondo, che veder germogliare il proprio rigoglioso fazzoletto di terreno di sentimenti veri, reali?
E così il cuore supera verdi colline, attraversa paludi e specchi d’acqua cristallini, sorvola altissime montagne e calca deserti assolati.
E si scontra con la sua nemesi, il suo negativo.
Il lato oscuro, nero come la pece, che ha perso ogni ideale, innaturale, scontroso ed egoista, insensibile e meccanico.
Ad osservarlo bene da vicino, di umano non sembrerebbe avere proprio nulla, se non una lontana origine comune.
Considererebbe come naturale il relativismo più puro, l’assenza di ogni valore, che si riduce ad una sottile polvere di tutto e nulla, smossa ad ogni respiro.
La battaglia è tanto antica quanto attuale: ascoltare il proprio lato interiore, o seppellirlo nella sabbia, predicando le regole vuote di un sistema che collassa senza sosta.
I due avversari si sono già incontrati, più volte.
Hanno sguainato le lame, e si sono affrontati, accolti dal tumulto dei tuoni e bagnati da gavettoni congelati piovuti direttamente dalla cima del cielo.
E hanno lottato, ancora, e ancora e ancora.
E continuano a scontrarsi, e a svanire, per poi incontrarsi nuovamente, fuori da un caffè, alla fermata di un autobus, sulla riva di un fiume.
Per tutti coloro che sentono di avere un esperto lottatore dentro di loro, che ha visto e vedrà altre mille battaglie, ricordatevi dell’unica certezza.
Comunque vada, alla fine “ne resterà soltanto uno”.
Fatevi forza, sempre e tenete le spade sguainate.
E siate carichi per il vostro prossimo, inevitabile, scontro.

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