Grazie Roger (e Rafa): dimenticare l’America per un po’

Roger Federer la spunta contro Rafa Nadal nell'incredibile finale di Melbourne
Roger Federer la spunta contro Rafa Nadal nell'incredibile finale di Melbourne

Roger Federer ha scagliato il suo ultimo rovescio.

Quel colpo gli regalerà il suo 18° titolo in carriera, a chiusura di un Australian Open memorabile.

Melbourne si trasforma per l’occasione nell’Olimpo dello sport e ospita uno dei match più attesi della storia del tennis.

Dopo 5 sudatissimi set, Il Re Svizzero è quasi incredulo.

All’assegnazione del punto finale il suo volto s’illumina, i suoi occhi si fanno enormi e compare un sorriso che vale mille parole.

Ma le parole sono quelle che mancano anche a noi spettatori, che abbiamo avuto la fortuna di assistere ad uno scontro tra grandissimi atleti, ma soprattutto grandissimi uomini.

Dopo una settimana di terrorismo psicologico regalatoci dai primi vagiti della presidenza Trump, la finale degli Australian Open è stata davvero la scintilla in grado di riportare la luce e di trasmettere i valori buoni della sana competizione tra uomini.

La gioia da bambino di Roger, che non trattiene le lacrime e dimostra di essere davvero un campione senza età, arricchito dall’esperienza di vent’anni di trionfi e sconfitte, è solo uno dei regali.

Roger Federer Australian Open 2017Perché il momento migliore arriva durante la premiazione.

Col suo sopracciglio corrucciato, Rafael Nadal rende onore alla vittoria del rivale di sempre e lo fa con sincerità

Non finge, non racconta una panzana per fare il politicamente corretto di turno.

Dopo tre ore di dura lotta sul campo, Rafa sa di aver fatto una partita sontuosa, di essere tornato a livelli eccellenti e di aver perso contro un avversario bravo tanto quanto lui, e che, parole sue “probabilmente ha meritato un po’ più di me questa vittoria.”

È un fiume in piena Nadal che esce come vincitore morale, acclamato dal pubblico. Una persona che ha assaporato tante volte il sapore della vittoria contro lo Svizzero e che ha la giusta maturità per riconoscere il suo successo.

Poi è il momento di Federer le cui parole colpiscono al cuore: “Il tennis è un gioco tosto. Se fosse stato possibile, mi sarebbe andato bene anche un pareggio”.

Ma il meglio di sé lo dà un minuto dopo: “So quanto Rafa e il suo team hanno lavorato duro in tutti questi anni, e mi auguro che continuino a farlo ancora a lungo, perché il tennis ha bisogno di te Rafa.

La folla applaude convinta e lo spagnolo sorride, teso, alza gli occhi al cielo e le camere mostrano un luccichio inconfondibile provenire da quello sguardo ultra determinato per quasi tre ore, che ora condensa tutto il buono che c’è nello sport e nell’umanità.

Due campioni che hanno superato i trenta, due uomini maturi, esempi di abnegazione, di duro lavoro, di determinazione, ma anche di rispetto e stima reciproca.

Due figure che tornano a formare uno dei dualismi più appassionanti della storia moderna dello sport, e che dimostrano che esistono ancora valori come il rispetto per l’avversario, per il prossimo, e che si può vincere e perdere con onore.

Forse era l’unico antidoto immediato al degrado di notizie proveniente dalla Great America.

Grazie Roger, e grazie Rafa, vi siamo davvero debitori.

Continuate a deliziarci e a ricordarci quanto può essere bello essere umani, partendo dallo sport, e contaminando anche la politica.

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