In fondo al mar: il viaggio di Veronica

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Sono sempre stata un’osservatrice attenta.

Mi piace ascoltare, parlare, ragionare.

Eppure, non sono una di quelle che appena si alza legge le notizie, non subito.

Prima il caffè.

 

Il mio viaggio parte dalle 8.

Accendo il pc e apro le fonti a cui mi rivolgo, tutti i giorni, in cerca di conforto. Ancora nessuna guerra mondiale in atto, dibattiti, gente che si sposa, altri che divorziano.

Tolgo gli ormeggi, si parte.

 

Parliamo di contenuto tutto il giorno.

A volte lo perseguitiamo, altre lo prescindiamo.

Ma senza contenuto il nostro viaggio digitale non avrebbe senso di esistere. Ogni marinaio sa quanto è bello navigare: esplorare nuovi orizzonti, scoprire territori, nuovi modi di pensare, nuove lingue e nuove forme. A volte ci mette in discussione, altre ci fa sentire più forti.

 

Ogni contenuto ha il suo valore: il mio ne ha tre!

 

Quante volte, leggendo qualcosa, ci siamo trovati a dire: “Finalmente, ci pensavo da un po’”.

Il contenuto è un flusso continuo, anche quando siamo immersi in altro.

 

Il primo valore ha a che fare con l’effetto boomerang: non lo aspettiamo, eppure si ripresenta in forme ancora nuove e ci ispira, generando a sua volta un nuovo pensiero, una nuova immagine, una nuova idea.

 

Il lato affascinante del contenuto si chiama interpretazione.

Una stessa frase, per chi la legge, suscita infinite emozioni diverse.

Mi hanno descritta molte volte come una persona troppo emotiva, evidenza che emerge da ciò che leggo e ciò che scrivo: mi si riconosce. Leggere mi stacca dalla realtà, quasi fosse un universo parallelo.

 

Possiamo indossare la veste che vogliamo, ma quando ci troviamo ad affrontare una pagina bianca non abbiamo troppe vie d’uscita. Non ci possiamo nascondere di fronte al contenuto. Quello che ci interessa e attrae la nostra curiosità ci descrive tanto quanto il nostro amico più caro.

Chi legge notizie di cronaca nera nasconde uno spirito criminale?

No, tendo a diffidare dalla correlazione gusto – personalità.

Ma è probabile che si tratti di una persona precisa, attenta ai dettagli, che ama andare in fondo alle cose. La mente è il motore di ogni contenuto fruibile tanto quanto ne è l’utilizzatore finale.

 

La parte più profonda della mia esperienza con il contenuto, invece, amo chiamarla immersione.

Quando trovano acque favorevoli e un fondale interessante, tutti i marinai decidono di tuffarsi.

Approfondire un tema, trovare tutte le sue sfumature, leggerlo più volte e da più fonti. Quelli sono i sintomi più comuni dell’immersione. Ne possiamo uscire arricchiti, arrabbiati, delusi, mai vuoti.

 

Come la fine di un viaggio.

L’importante è il percorso, quando tornare lo decidiamo solo noi.

 

 

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