Europunk

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Oggi ci vediamo alla stazione Porte de Pantin, sulla linea 5.

Sui muri, una cascata di note colorate. Perché? Seguitemi e lo scopriremo.

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Orecchie sensibili astenersi: l’appuntamento di oggi non è per voi! Questo week-end infatti andiamo alla Cité de la Musique per vedere l’esposizione Europunk.

Europa, seconda metà degli anni ’70. Spazzati via maggio ’68 e il flower-power, in un mondo in preda alla minaccia nucleare, totalitaria, terroristica, emerge una nuova cultura underground, della quale si fanno portavoce dei gruppi musicali “arrabbiati”: Sex Pistols, The Clash, The Damned. Il messaggio è chiaro: NO FUTURE. Anarchia e nihilismo.

In questo contesto di crisi economica e di crisi delle ideologie, il movimento punk investe la società a 360 gradi: a Londra Vivienne Weestwood è la grande sacerdotessa della moda punk. Dall’altro lato della Manica, il collettivo Bazooka, fondato da un gruppo di studenti dell’Ecole des Beaux Arts di Parigi, rivoluziona il mondo dell’immagine stabilendo i codici di una iconografia punk.

Attraverso più di 450 oggetti appartenenti a collezioni pubbliche e private (vestiti, fanzines, posters, copertine di dischi etc), Europunk testimonia della forza di questa esplosione della cultura punk in Europa.

Sei aree tematiche, la prima delle quali dedicata ai Sex Pistols, ci guidano alla scoperta di questo universo irriverente e iconoclasta, associando all’aspetto visivo la dimensione musicale: lungo la sala, clips musicali e cuffie messe a disposizione dei visitatori ci restituiscono la colonna sonora dell’epoca.

Alla fine del percorso, una sala di registrazione, delle postazioni per creare i propri badge personalizzati (“cool” dixit Gioiuzza la Mini) e un livre d’or assolutamente in tema, che strizza l’occhio ai graffiti del periodo punk. Periodo di cui, con sensibilità post-moderna, ricicliamo codici e immagini in un gigantesco remix: nelle strade, sulle passerelle o nei musei, appunto, punk is not dead.

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Europunk, dal 15 ottobre 2013 al 19 gennaio 2014 alla Cité de la Musique di Parigi

Gioiuzza tiene a ringraziare Emilie Quentin, addetto stampa della Cité de la Musique, per la sua gentilezza, e il personale addetto all’esposizione, che con pazienza e professionalità ha sopportato l’attitudine molto “punk” della Mini. Perché forse non lo sapete, ma la Mini quando urla gli fa un baffo anche a Johnny Rotten…

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