Dalle stelle alle stalle

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Campione incontrastato del box office italiano, “Colpa delle stelle” è il fenomeno adolescenziale del momento. Un polpettone romantico che sfrutta il dramma della malattia per suscitare l’effetto strappalacrime. Un successo decisamente immeritato.

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Commuovere attraverso la sofferenza e il dolore delle persone è un po’ come colpire il tuo avversario mentre ti sta dando le spalle. Una mossa tanto prevedibile quanto di bassa moralità. E’ però quello che Josh Boone non ha esitato a fare, quando gli hanno proposto di adattare sul grande schermo il romanzo di John Green: “The fault in our stars”. Ne è venuto fuori un film che ha conquistato i botteghini di gran parte del Mondo e che da alcuni giorni a questa parte sta riscuotendo successo e consensi anche in Italia. Merito innanzitutto di una massiccia campagna promozionale, e in secondo luogo, anche di un’indubbia fascinazione del pubblico adolescenziale nei confronti delle storie dai sentimenti melensi, incarnati da attori più adatti a stare sulle copertine di qualche rivista patinata piuttosto che in uno schermo cinematografico.

“Colpa delle stelle” è la storia di Hazel ed Augustus entrambi malati di cancro che si incontrano nella disgrazia di un gruppo di supporto. Si conoscono, si piacciono, si amano e alla fine si scontrano con l’ineluttabilità della vita. In mezzo c’è ovviamente l’amore giovane, i cliché sull’adolescenza e un bel po’ di massime che fanno invidia ai nostrani Fabio Volo e Federico Moccia. Materiale che visto con gli occhi di una ragazzina in pieno sviluppo ormonale si trasforma in un cocktail irresistibile per essere visto in compagnia delle amiche del cuore al più vicino multisala di provincia. Ed ecco spiegato gran parte del successo della pellicola. Un film che in molti però hanno anche elogiato come un perfetto mix di cinismo, commedia e dramma, bilanciati tra loro alla perfezione per coinvolgere lo spettatore nella visione. In realtà la componente cinica non può essere definita tale, dal momento che i protagonisti scherzano in maniera del tutto ingenua e per niente caustica sulla loro tragica malattia, mentre l’aspetto comico lascia il tempo che trova con battute davvero di scarso livello. La regia e lo stile sono quelle care ai programmi di Mtv, mentre la sceneggiatura si scosta davvero di poco dal romanzo originale evitando quindi possibili e ulteriori rischi.

Ne esce un drammone adolescenziale simile a troppe altre pellicole che l’hanno preceduto . Da un classico come “Love Story” passando per “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, “Nemiche amiche” e arrivando infine a “Amore e altri rimedi”. Tutte storie dedicate a un Amore che deve fare i conti con la malattia e con il fatto di riuscire a superarla o di restarne vittime. Tutto già visto, eppure ogni volta sempre di successo per chi al cinema ha la lacrima facile. Sulla presenza di due attori del calibro di Willem Defoe e Laura Dern non mi soffermo nemmeno per non peggiorare una situazione già abbastanza grave. In ogni caso, se avete meno di vent’anni è il film che fa per voi, passata quell’età cercatevi qualcosa che vi faccia trascorrere due ore del vostro tempo in maniera più costruttiva.

Alvise Wollner

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