Il Content Journey di Carlo

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Ci sono tanti modi attraverso cui leggo un contenuto sul web. Centinaia, migliaia di vie sono percorribili, ma io ne preferisco una in particolare:

UN AMICO, COLLEGA O CONOSCENTE CHE MI CONSIGLIA UN ARTICOLO, LINKANDOMELO DIRETTAMENTE.

Il motivo per cui lo preferisco è perché se quella persona mi conosce e mi consiglia un articolo vuol dire che pensa sia fatto per me, e che ci riveda me dentro quel contenuto.

Si scatena in me quindi curiosità: voglio capire perché ha pensato a me leggendo quell’articolo.

La comodità di avere quell’articolo a portata di click elimina qualsiasi barriera.

Ci clicco sopra.

Il contenuto si carica – il tempo di caricamento è un elemento molto importante nella mia esperienza d’uso: se il contenuto non si carica in tempi rapidi (1-5 sec) abbandono – e vengo catapultato sulla pagina.

Tutto questo, non so bene perché, me lo immagino da mobile. Credo, in effetti, di fruire la maggior parte dei contenuti editoriali dal mio telefono.

Tornando all’apertura della pagina, per prima cosa guardo la testata-magazine-sito per capire l’attendibilità della fonte:

  • Se la fonte è credibile e conosciuta, leggo con interesse.
  • Se la fonte non è conosciuta, leggo velocemente per capire se posso “fidarmi”, cogliendo soprattutto i punti salienti nel testo – grassetti e citazioni, in questo senso, sono di vitale importanza.
  • Se la fonte non è credibile (il Giornale, Libero, Il Fatto Quotidiano, ilsitodelcuggino.com), leggo per curiosità morbosa e voglia di indignarmi.

In ogni caso, leggo.

Se il contenuto mi è piaciuto – di solito fa parte di una delle due categorie di cui sopra – lo condivido, talvolta, sui social (Facebook) cercando di incuriosire (e magari acchiappare like) i miei “followers”.

Dove finisce il mio viaggio ideale inizia quello di qualche altra persona. E così via.

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