ART THERAPY: quando l’arte nutre l’anima e libera lo spirito

Art therapy

Nell’immaginario comune, quando si parla di Arte si pensa ad un prodotto (o una produzione) di nicchia, riservata solo a chi ne ha le capacità. In questo modo, però, da quando si è abbandonato l’istinto a favore dell’apprendimento culturale, si è negato alla maggioranza di dare libero sfogo alla propria espressione creativa. Se si pensa alla creazione artistica come un’opera d’arte, questa preclusione non è affatto discriminatoria: non tutti possono essere definiti Artisti, ma ognuno di noi possiede una “vena creativa”.

60. art therapy

Fare arte, allenare la creatività dà la possibilità ad ognuno di definire la propria impronta per riaffermare il proprio (in psicologia sociale si intende la conoscenza di  che l’individuo elabora nel corso della vita). Avere un’impronta significa comunicare “io ci sono”, “io ho qualcosa da esprimere”, ritornare allo stato originario, per riconoscersi.

Se l’occhio non si esercita, non vede

Se la pelle non tocca, non sa

Se l’uomo non immagina, si spegne

Danilo Dolci

La creatività, possiamo dire, è una sorta di àncora di salvezza: nutre l’anima, coinvolge le emozioni e libera lo spirito. Rimanendo in campo psicologico, possiamo concepire l’arte come mezzo di sostegno dell’Io e soprattutto di espressione personale.

Art Therapy: un po’ di storia

Unire le discipline creative alla psicologia non è una pratica recente: arte e guarigione si intrecciano già nel mondo antico. Il desiderio dell’uomo di lasciare la propria impronta nasce con lui, nelle caverne, con i graffiti rupestri, per poi evolversi in tutte le forme artistiche che si sono succedute nei secoli.

Attorno agli inizi del XIX secolo si cominciano a sperimentare modalità alternative all’interno degli ospedali psichiatrici portando come terapie la rappresentazione teatrale o la creazione artistica. Da qui la tendenza e il termine “Arte Terapia” si fanno strada, trovando fondamento attorno agli anni Quaranta con Margaret Naumburg e Edith Kramer.

Con Art Therapy si intende l’insieme di tecniche e metodologie che utilizzano le attività artistiche visuali come mezzi terapeutici, finalizzati al recupero e alla crescita della persona nella sfera emotiva e relazionale. Attraverso questi metodi si ha la possibilità di attivare risorse, come l’elaborazione del proprio vissuto, con pratiche espressive e non verbali in modo da dare una forma alle proprie esperienze e far emergere le sofferenze in un modo meno invasivo e sicuramente più spontaneo e libero. Mentre le parole implicano la concettualizzazione del disagio, le immagini non mentono: sono immediate, partono dal profondo ed è più facile esprimerle.

Art Therapy: aree di intervento e obiettivi

Le aree di intervento dell’Art Therapy possono riguardare l’ambito educativo/formativo o sanitario/sociale/riabilitativo per:

  • Migliorare le abilità comunicative
  • Sviluppare la creatività
  • Favorire la consapevolezza del proprio mondo interiore
  • Sostenere un percorso di crescita personale
  • Contribuire al benessere psicologico
  • Fronteggiare situazioni di difficoltà e stress
  • Fronteggiare esperienze traumatiche

In target differenti e con differenti obiettivi:

  • Bambini da 1 a 3 anni: per esplorare, stimolare la percezione sensoriale con esperienze puramente manipolative ed espressive.
  • Bambini da 3 a 5 anni: per aiutare il bambino a sviluppare un proprio stile espressivo attraverso sperimentazione e narrazione.
  • Bambini da 6 a 11 anni: per creare , raccontare e mettere in scena pensieri, emozioni sentimenti, azioni.
  • Adolescenti: per stabilire fiducia soprattutto in sé stessi, in un periodo nel quale i ragazzi si trovano a vivere forti emozioni, difficili da esprimere verbalmente, difficili da dominare.
  • Adulti: per recuperare la propria creatività, rielaborare i vissuti, trovare distensione ed energia rinnovate.

La Art Therapy va al di là dei libri da colorare che oggi vanno molto di moda.

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