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Yes we Cannes!

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Per un cinefilo andare al Festival di Cannes è come per un bambino entrare a Disneyland o per un appassionato di calcio assistere alla finale dei mondiali.
Passare un’intera settimana ad un festival di tali dimensioni ed importanza è come essere catapultati in una dimensione da sogno dove i registi e gli attori che da anni segui con religiosa devozione appaiono all’improvviso molto più raggiungibili.
Certo, partecipare al Festival di Cannes in veste di semplice studentessa di cinema presenta parecchi limiti ed ostacoli (primo fra tutti riuscire ad entrare alle proiezioni senza soccombere durante le ore ed ore di coda sotto ogni agente atmosferico) ma con un po’ di tenacia e molta passione, camminare sul famoso red carpet ed assistere a più di una prèmiere al Grand Palais du Festival non è poi così difficile.

Riassumendo, i vincitori della 67° edizione del Festival di Cannes sono stati:

Palma d’oro: WINTER SLEEP – Nuri Bilge Ceylan

Grand Prix: LE MERAVIGLIE (The Wonders) – Alice Rohrwacher

Miglior sceneggiatura: LEVIATHAN – Andrey Zvyaginstev and Oleg Negin

Miglior regista: Bennett Miller – FOXCATCHER

Miglior attore: Timothy Spall – MR. TURNER

Miglior attrice: Julianne Moore – MAPS TO THE STARS

Premio della giuria ex- æquo: MOMMY – Xavier Dolan ; ADIEU AU LANGAGE (Goodbye to Language) – Jean-Luc Godard

Palma d’oro per il Miglior Cortometraggio: LEIDI – Simón Mesa Soto

Cortometraggi – Menzione speciale ex-æquo: AÏSSA – Clément Trehin- Lahanne; JA VI ELSKER (Yes we love) – Hallvar Witzø

Caméra d’or : PARTY GIRL – Marie Amachoukeli, Claire Burger, Samuel Theis (Un Certain Regard)

Devo ammettere che molti dei film vincitori non sono riuscita a vederli e cercherò di recuperarli prossimamente. Posso dire, però, che nel mio palmarès il vincitore sarebbe stato assolutamente Mommy di Xavier Dolan perché è stato uno dei pochi film che mi hanno emozionata tra quelli visti e perché ancora faccio fatica a capire come un regista di soli 25 anni possa avere una tale sensibilità e un tale genio da riuscire a realizzare un film più bello dell’altro.

 

Sono molto felice per il Grand Prix della Giuria conferito ad Alice Rohrwacher (si tratta del primo premio vinto da una regista donna italiana) che ritengo una delle personalità più promettenti per il cinema nel nostro Paese, mentre non riesco proprio a capacitarmi di come Foxcatcher possa aver vinto il premio come miglior regia. Un film inutile, lungo e a tratti privo di sviluppo e logica.

Ma il festival non è fatto solo di film in concorso, red carpet, paparazzi e feste glamour (a cui, mi dispiace dirvelo, ma è impossibile entrare). Durante tutta la settimana era possibile assistere anche a grandi classici sulla spiaggia proiettati su un maxi schermo sul livello del mare; è così che mi è capitato di rivedere Pulp Fiction, in occasione del ventesimo anniversario dalla sua Palma d’oro, a pochi metri da Quentin Tarantino, Uma Thurman e John Travolta, visibilmente emozionati nell’essere lì a condividere l’evento con un gran numero di fan.

Ed è proprio in queste occasioni, quando sopporti qualsiasi tipo di attesa, coda, levataccia o agente atmosferico pur di vedere un film e poi un altro e un altro ancora che capisci che il cinema è veramente una passione forte che accomuna molte persone. Arrivederci all’anno prossimo, yes we Cannes!

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