Se la vostra idea di Texas (ammesso che vi siate mai preoccupati di averne una) è quella di un’indistinta nebulosa di pianure popolate da indiani, cow boy e petrolieri alla JR, inseguiti da bisonti e rodei confinati da qualche parte molto moooolto ad Ovest da casa vostra, beh, effettivamente ci siete quasi. Dico, in senso del tutto generale. Esattamente come per i texani l’Italia è qualcosa di mafioso, pittoresco, traboccante di cibo e scarpe da qualche parte in Europa. Siccome i blogger coscienziosi condividono i segreti con i propri lettori, oggi dipanerò parte di quella nebbia che copre il Texas nell’immaginario nostrano con questa bomba (calorica).

Cancellate McDonald. Fatelo pure esplodere nella vostra testa. In Texas, la catena nazionale è “Whataburger”. La sua storia è simile a quella del fast food più famoso del mondo e in realtà la sua diffusione negli Stati Uniti meridionali  – 735 ristoranti – è tale da far pensare che nessun’altra catena abbia mai venduto hamburger in questa parte del mondo. Quando torno in Texas, le casette spioventi a righe bianche e arancioni sparse ovunque sono più di ogni altra evidenza il segnale di welcome home.  Nato dalla volontà del suo creatore, il Sig. Dobson di Corpus Christi (very sud Texas), di far esclamare ad ogni suo cliente letteralmente “what-a-burger!”, il fast food texano per antonomasia è  un po’ più curato dei suoi parenti più celebri. All’interno dei punti vendita il tempo si è fermato agli anni ’50 e alle pareti ci sono addirittura delle fotografie che narrano la storia della catena, dal primo ristorante a Corpus Christi, ai fast food di Pensacola ed Alice. Il famoso uattaburgher non è tale da far gridare al miracolo ma, diversamente dal Mac, non contiene salse, solo la svizzera di carne con cipolla, pomodoro fresco e insalata. L’evoluzione del panino raggiunge una tripla farcitura di ripieno e, per dare un tocco di southern confort, peperoncino e avocado non mancano mai. La colazione texana è garantita da pancakes, biscuits (che non sono biscotti ma panini al burro, zucchero e cannella tipici del Sud da mangiare con salsa di carne – sì lo so il solo pensiero fa vomitare, ma c’è di peggio, tipo la pappa di avena ma questa è un’altra storia) e girandole alla cannella.

Negli Stati Uniti, patria dei fast food, la catene di cibo spazzatura sono centinaia. La scorsa estate ne ho contate quai 700, per puro spirito di ricognizione. McDonald, Pizza Hut e Burger King sono solo quelle che hanno deciso di attraversare l’Atlantico e tentare la conquista dell’Europa ma a livello inter-federale, ogni stella della bandiera americana ha le proprie catene domestiche. Nella cultura a stelle e strisce questi luoghi, di cui Whataburger non è che il più famoso, non sono semplice tappezzeria alimentare: sono uno stile di vita (o di morte, visto il colesterolo che dispensano). Chiedete ad un Texano che si sveglia nel Maine cosa gli manca di più la mattina: probabilmente sarà il suo taco firmato whataburger.

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