Voglio tornare negli anni '90

Voglio tornare negli anni ’90

"Oh ma ti ricordi quando ballavamo le Spice ai tuoi compleanni?" "Hai ancora il diario Stranamore?"

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Finiscono quasi sempre così le cene tra noi amiche trentenni -o quasi trentenni-. Fino a qualche anno fa ridevamo delle nostre mamme che, con le loro amiche, ricordavano i bei tempi della gioventù con Miguel Bosè e le permanenti. Ora eccoci qui, belle come il sole a piangere sul latte versato. 

Credo che per i nati nella decade ’82-’92 i ricordi più belli si celino al top degli anni ’90, dopodiché scendiamo verso gli abissi dei duemila dove nulla ha più realmente un senso.

Negli anni ’90 si andava a scuola dal lunedì al sabato, con uno o due rientri a settimana fino alle 16, e si tornava con i compiti da fare ovviamente. A scuola si andava con lo scuolabus giallo e si partiva almeno mezz’ora prima delle 8, e se favevamo ritardo la colazione era prevista per strada, perché le mamme non avevano il tempo di correre dietro alla nostra pigrizia. Se a scuola rompevi le balle ti sbattevano fuori per tutta la lezione o ti mettevano una nota, e quando poi la facevi firmare ai tuoi genitori sapevi che avresti passato dei giorni che neanche  l’isolamento.

Negli anni ’90 il pomeriggio si guardava Non è la Rai mentre facevamo merenda con le Kinder fetta al latte o il gelato piedone. A catechismo si andava a piedi o in bicicletta in qualsiasi condizione atmosferica, e lo stesso valeva per eventuali attività extra sempre e rigorosamente in parrocchia, fatto salvo per qualche gelato la domenica pomeriggio in estate (previa buona pagella di fine anno).

In questo periodo alla TV iniziavano le pubblicità dei film di Natale Mamma ho perso l’aereo, Miracolo nella 34esima strada, Una poltrona per due. E lì era già albero di Natale-luci-regali-vacanze!

Quando ti regalavano una Barbie era praticamente l’evento dell’anno che serbavi nella memoria per i 12 mesi successivi, per non parlare di quando ricevevi una cassetta o addirittura la doppia cassetta con tutti i successi del Festivalbar!

E poi i pantaloni a zampa, i ciucci su scarpe zaini cerniere, lo smalto fatto con il bianchetto, gli UniPosca, le sorprese nelle merendine della Mulino Bianco, gli orecchini adesivi in regalo con il Cioè, la penna Carioca..

Oh ragazzi, ma quanto dareste per tornare a questi anni?

Non ce la faccio, troppi ricordi! 

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