Dispositivi fantascientifici che leggono le onde cerebrali e, in base al livello di attenzione ed emozione, cambiano la storyline del film che stiamo guardando. Vi sembra impossibile? E’ già realtà…

 

Sì, sì, lo so. Io, un po’ come il buon cinema tendo a sparire durante l’Estate. Ma in questo caso la notizia è troppo particolare per essere lasciata a se stessa.

Richard Ramchurn è un regista che ha studiato e messo a punto un metodo, che definire ai confini della realtà sarebbe eufemistico, per far diventare ognuno di noi regista/montatore/sceneggiatore. Il concetto di base è piuttosto semplice, tramite un supporto chiamato Neurosky Mindwave viene registrata su computer l’attività elettrica del cervello durante la visione di un determinato film girato dallo stesso Ramchurn (The Moment, della durata di circa 27 minuti), in base al feedback ricevuto il computer è in grado di modificare attivamente la soundtrack, le scene, i dialoghi, la storyline del film stesso.

In parole povere: in base alle riflessioni che fa lo spettatore in tempo reale e le reazioni emotive istintive suscitate da ciò che succede sullo schermo ognuno di noi può vedere un film completamente diverso dall’altro. Ma com’è possibile tutto ciò? Innanzitutto c’è da dire che il regista ha girato circa il triplo del materiale video e audio richiesto per un film tradizionale, la storia segue 3 personaggi che interagiscono e noi possiamo andare avanti o indietro a livello di 2 delle 3 linee narrative. “Vabbè grazie, dunque sono soltanto 3 i film diversi possibili” potreste pensare. In realtà i tagli del film sono collegati al flusso naturale dei dati di attenzione che cambia ogni 6 secondi, quindi le combinazioni di film possibili sono di molti miliardi (101 bilioni stimati). Se la cosa vi sembra ancora troppo futuristica per essere vera e vi state domandando tra quanti anni tutto ciò sarà possibile la risposta è tra pochi mesi; è stato infatti già presentato a inizio Giugno un trailer di questa esperienza (pellicola ormai è riduttivo) allo Sheffield Doc Fest a 8 fortunati spettatori che, pare, siano rimasti molto colpiti.

L’intero film sarà probabilmente distribuito in speciali sale d’essai per fini cineasti ma in futuro queste iniziative potrebbero essere allargate al vasto consumo e il cinema diventerà un mix d’intrattenimento a 360 gradi, con uno spettatore sempre più emancipato e un regista sempre meno presente. E qualcuno a questo riguardo potrebbe storcere il naso.

Ah, ultima cosa: di cosa parla questo The Moment? Di un futuro dark in cui le interfacce cervello-computer sono la norma. Ovviamente…

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

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