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Vita da freelance: 5 regole di sopravvivenza

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Sono sempre di più i professionisti freelance all’interno del mercato italiano: secondo le ultime stime si parla infatti di circa 3,5 milioni di individui, con un impatto sul PIL per una percentuale pari al 18%. I motivi alla base di questa scelta sono legati al raggiungimento di una propria indipendenza e al contrasto della crisi relativa alle assunzioni. A dispetto di quanto faccia pensare il grande numero di freelance, non è semplice portare avanti una situazione lavorativa di questo tipo. La vita da freelance richiede infatti pazienza e grande spirito di adattamento: spesso le deadline si accavallano e alla fine si finisce per lavorare più ore del dovuto, con ovvie conseguenze sul piano della vita sociale. Con qualche consiglio, però, potrete imparare le principali strategie per sopravvivere e continuare a lavorare da freelance senza pentirvene.

Le cinque regole per la sopravvivenza dei freelance

Intanto bisogna sempre curare l’aspetto della remunerazione: i prezzi richiesti dovranno essere in linea col mercato e con le vostre competenze, dunque mai troppo bassi. Bisogna infatti anche imparare a dire di no, quando la cifra si fa sconveniente o non ritenete adeguato il tipo di lavoro che avete davanti. Non siate mai troppo permissivi con voi stessi: cercate sempre di rispettare orari e programmi precisi e di organizzarvi quotidianamente, essere flessibili non vuol dire procrastinare senza limiti. Inoltre, non trascurate mai le pause: staccare il cervello aiuta a ricaricare le energie e a mantenere alta la concentrazione (altrimenti lo stress finirà inevitabilmente per avere la meglio). Un paio di consigli in più? Variate il luogo di lavoro ogni tanto, magari approfittando di spazi come i coworking, e ricordate che si lavora per vivere, non il contrario!

Cosa serve per lavorare da freelance?

Posso assicurarvi che senza Internet e pc non andrete da nessuna parte, e che bisogna anche cominciare a familiarizzare con l’idea di lavorare spesso in giro per la città o per il mondo. Per agevolare questo aspetto “mobile” della vita da freelance si può prendere in considerazione l’idea del wifi portatile come quello offerto da Vodafone, così da avere una connessione garantita ovunque ci si trovi e in qualsiasi momento. Un altro aspetto importante è quello relativo a istruzione e titoli di studio necessari; c’è da dire che dipende dai casi: alle volte il conseguimento di una laurea è indispensabile per via di argomenti molto tecnici, altre volte ci si può preparare con corsi specifici e mirati oppure da autodidatti.

Quali lavori svolgere in autonomia?

In primis tutti quelli legati al digitale: il social media manager, il copywriter, il SEO specialist, il web developer e il blogger. Altre soluzioni legate a questo mondo sono il traduttore e lo sviluppatore di app, soprattutto nel campo degli e-commerce. A seguire troviamo professioni classiche come il giornalista e addetto in call center, insieme ad altri esempi come trascrizionista, assistente virtuale e informatico. Infine, vorrei farvi notare un’altra preziosa opportunità: quella di insegnare online, organizzando anche veri e propri corsi in e-learning.

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