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Viral Marketing ed Umorismo: intervista a Sergio Spaccavento

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Se non c’eravate Venerdì 23 Giugno, a pomeriggio inoltrato presso la Sala Video Marketing del Web Marketing Festival, non avete idea di cosa vi siate persi.

Mentre tanti facevano l’aperitivo con birre in omaggio, giù si rideva con la stessa intensità di un happy hour al mare.

Sergio Spaccavento metteva in scena il suo “teaching-show” – termine coniato da me ora, ma non potrei definirlo altrimenti.

Chi è Sergio Spaccavento?

Forse dovrei utilizzare veramente tante, tantissime parole per farlo, e so che lui non approverebbe. Farò quindi parlare le immagini o i video, a lui tanto cari.

Sergio Spaccavento è la creatività esecutiva dietro queste pubblicità:

I soliti italiani per FAI – Fondo Ambiente Italiano

Panno Lava-Coscienze per Emergency

Never too late per Ottica Bergomi

Uno degli autori di:

zoo 105

Mai Dire Martedì
italiano_medio-400x242

Insomma, qualcuno in grado di far ridere e contemporaneamente pensare.

Lo incontriamo subito dopo il suo speech “La Condirisione. Ovvero il potere della barzelletta nel viral marketing” dove ci racconta il potere fisiologico della risata: tenderemo infatti a ricordare maggiormente una storia simpatica perchè stimolerà la produzione di endorfine.

Ciao Sergio! C’è qualcosa su cui non si può scherzare nel web?

Io credo che l’umorismo in generale non dovrebbe avere limiti, altrimenti ci sarebbe un problema di libertà di espressione. In comunicazione invece sì: esistono degli argomenti sui quali scherzare relativamente, per evitare di incappare in un effetto boomerang negativo. Sarà quindi necessario essere molto oculati nella scelta dell’umorismo cercando la chiave comica adatta e funzionale al brand. Bisogna sempre tenere presente il target, così da includerlo e non dispiacerlo.

Cosa condividiamo sui social? 

Il 48% di ciò che condividiamo sono contenuti ispirazionionali ed umoristici: in breve, emozioni. La gente non vuole essere nè interrotta, nè vuole avere solamente delle informazioni, nè vuole essere sfruttata.

Noi comunicatori dobbiamo regalare un’emozione: una risata, qualcosa che ricorda ciò che proviamo ascoltando una canzone, la magia di un film, qualcosa che faccia sentire vivi.

L’umorismo forse occupa la fetta più grande di questo 48%: scorrendo il tuo feed social vedrai tantissimi meme, battute, video divertenti. L’umorismo probabilmente è più semplice e maggiormente condivisibile.

Un contenuto editoriale può diventare virale? 

Certo! Poche battute vengono condivise con estrema velocità: lo dimostrano blog come Lercio e Spinoza e lo dimostra lo stesso Facebook che spinge gli utenti a postare il proprio stato con i fondi colorati, cercando di contrastare l’ onnipresenza dei video e delle gif. È importante anche la brevità e l’incisività perché le persone hanno fretta di informarsi, di scrollare la pagina scoprendo altri contenuti. Abbiamo circa un secondo per attirare la sua attenzione.

Guarda l’intervista completa a Sergio Spaccavento:

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