Una violetta stava sul prato
ignota e con il capo reclinato,
era una graziosa violetta.
Veniva una pastorella
il passo lieve, l’anima serena,
per la sua strada
giù per il prato, cantando.

Ah, pensa la violetta, vorrei tanto
essere il fiore più bello del creato,
ah, solo per un istante,
fino a che mi ha colto il mio amore
e mi ha stretto languida sul cuore!
Ah, soltanto, soltanto
per un breve quarto d’ora!

Ahimé, ahimé, venne la giovinetta
e non si diede cura della violetta,
anzi calpesta l’infelice.
Era lieta anche se cadeva e moriva:
se muoio, muoio tuttavia,
per causa sua, per causa sua,
qui ai suoi piedi almeno.

                                La Violetta- Goethe

Un proverbio dice che nella botte piccola c’è il vino buono. E così è per la violetta, fiore dalle piccole dimissioni ma da un profumo altamente intenso.

Il fiore a cinque petali e dalle foglie cuoriformi è definito dagli esperti pollici verdi, un fiore timido, poiché fiorisce poco prima dell’arrivo della primavera, in maniera discreta, nei prati, sotto i cespugli e lungo il ciglio delle strade, estendendo le sue tonalità dal bianco al viola a seconda della specie di appartenenza.

L’origine della viola è tracciabile in Europa, dove le temperature sono miti, poiché questo fiore non riesce a sopravvivere al freddo e al gelo. La sua notorietà iniziò a fiorire agli inizi del 1800 in Francia, Inghilterra ed Italia, tanto che tutt’oggi la sua coltivazione è concentrata prettamente nel sud della Francia dove sono prodotte fragranze a destinazione mondiale, data l’elevata richiesta della sua essenza.

Proprio per il suo spiccato aroma, la violetta e relativa profumazione furono scelte oltre due secoli fa, da Maria Luigia d’Austria, seconda moglie di Napoleone Bonaparte e Duchessa di Parma. Per questa scelta nobile il fiore divenne il marchio olfattivo distintivo della casta ed il simbolo di un’intera città, Parma. Davanti a quest’ avvenimento, il naso mastro profumaio Lodovico Borsari, nel 1870, iniziò a produrre il famoso profumo “Violetta di Parma” che tutt’oggi è ricercatissimo tra gli scaffali delle profumerie.
La nascita di questa fragranza segna un punto storico fondamentale per il mondo della profumeria e, in particolare, di quella italiana.

L’essenza della violetta viene estratta dai suoi petali sempre attraverso un processo di distillazione. I fiori vengono raccolti nel periodo di massima fioritura perché solo così si può dare vita all’olio essenziale dalla fragranza floreale, raffinata e dolce.

Grazie all’essenza di questo fiore prendono vita i profumi cipriati, quei profumi dalle  note persistenti e durature che lasciano sulla pelle un odore delicato e raffinato, ma mai eccessivo.

La donna che profuma il suo corpo con l’essenza estremamente delicata ed elegante della violetta è simbolo di umiltà e timidezza.

Indossare profumi dominati da note di violetta significa femminilità ed innocenza. Una donna dall’animo romantico e raffinato che ama sedurre in modo discreto e gentile mai sfacciato. La donna che indossa la violetta non è impegnativa nonostante la nobiltà d’animo.

La dolcezza e raffinatezza delle tipiche dolce noti floreali della viola sono rappresentate da Acqua di Parma, Miss Dior Cherie di Dior, Insolence di Guerlain, Touch of Pink di Lacoste e Gucci Rush by Gucci.

Deh, Violetta, che in ombra d’Amore
negli occhi miei sì subito apparisti,
aggi pietà del cor che tu feristi,
che spera in te e disiando more.
Tu, Violetta, in forma più che umana,
foco mettesti dentro in la mia mente
col tuo piacer ch’io vidi;
poi con atto di spirito cocente
creasti speme, che in parte mi sana
la dove tu mi ridi.
Deh, non guardare perché a lei mi fidi,
ma drizza li occhi al gran disio che m’arde,
ché mille donne già per esser tarde
sentiron pena de l’altrui dolore.

Rime del tempo della Vita Nuova –Dante Alighieri

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