Arte in pillole

VILLA ADRIANA: NEVERLAND ALLE PORTE DI ROMA

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Il 9 Giugno scorso è uscito un album che è diventato la mia ossessione sin da subito: Finding Neverland The Album, 13 canzoni con il contributo di 14 artisti per accompagnare l’uscita dell’ omonimo musical di Broadway!

Canzoni che ti mettono energia e ti istigano a ballare, altre più dolci che ti cullano, insomma, chiudendo gli occhi sembra di essere all’interno di una fiaba, di vedere Peter Pan e di volare con lui grazie alla polvere di stelle.

E ancora una volta (tornata alla realtà, dopo i miei trip mentali) la domanda è: qual è la pillola d’arte che si cela dietro l’uscita di un album musicale?

A mio parere, alle porte di Roma, precisamente a Tivoli, si trovano le rovine di “un’isola che non c’è”, di un “complesso fiabesco” sorto nel II secolo a.C.
Parlo di Villa Adriana, residenza extraurbana voluta da Adriano nel 76 a.C. dichiarata Patrimonio dell’UNESCO nel 1999. 
Si sa, che Adriano era un imperatore particolare, colto e studioso, amante dei viaggi e della cultura greca ed egizia e per questo volle una domus che riproducesse i luoghi che l’avevano affascinato.
Per  evitare di cadere nello sbaglio fatto da Nerone (costruire un’immensa residenza a Roma a discapito della popolazione) sceglie di togliersi questo sfizio andando ad edificare a Tivoli.

Mappa di Villa Adriana

La Villa si estende per 400 ettari ed è costituita da diversi nuclei sparsi che si distribuiscono sul terreno collinare seguendo il pendio.
I più importanti, nonché quelli artisticamente più rilevanti e spettacolari sono:

Il settore residenziale, costituito dal Palazzo imperiale circondato dal cortile delle biblioteche, dall’Hospitalia (l’edificio per accogliere gli ospiti), dalla Piazza d’oro (un peristilio con due enormi vasche aperto su una sala polilobata, luogo di rappresentanza).

A fianco sorge il Teatro Marittimo, chiamato così per via del fregio raffigurante soggetti marini. È un’isola circolare perimetrata da un canale, accessibile grazie ad un ponte levatoio. Non era un teatro come lo pensiamo noi, dove si rappresentavano le commedie e le tragedie, si pensa che Adriano in questo luogo avesse delle stanze private.

Teatro Marittimo

Il complesso del Pecile è poco distante. Si tratta di una ricostruzione della Stoà Pecile dell’Agorà di Atene. È un’enorme piazza colonnata e porticata che delimitava un giardino con piscina centrale, la cui parte settentrionale era costituita da un doppio portico che sorreggeva un tetto.

Pecile (vista aerea)

Attraverso diversi edifici termali si giungeva al Canopo, struttura che rievocava una località egiziana sul delta del Nilo nel quale si trovava un tempio dedicato a Serapide. È un bacino d’acqua circondato da colonne sormontate da archi, tra le quali erano poste delle statue che riproducevano Korai o animali esotici.
Alla fine della vasca era presente un triclinio: un’abside a volta di ombrello con fontane e nicchie nelle quali si svolgevano i banchetti.

Canopo (particolare)Canopo (triclinio)

Vedendo le rovine di questa Villa spettacolare provo ad immaginarla nella sua interezza di secoli fa e mi convinco sempre di più che Adriano avesse voluto costruire questo complesso in una sorta di Paese delle Meraviglie nel quale rifugiarsi per riposare.

(Immagini prese da Internet)

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