Sciarada

Viaggio solo andata

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Ho fatto un viaggio, 300 km in una golf con due sconosciuti. Ne faccio spesso di viaggi così, uso un mezzo intelligente – blablacar – per tornare a casa, spendere poco, inquinare meno e permettermi di conoscere persone che, probabilmente, nella vita non mi sarebbe possibile incontrare. Niente storie alla sliding doors, questo ritorno è stato diverso dai soliti perché mi ha permesso di riflettere e di ritrovarmi qui a scrivere una Sciarada di tutta pancia.

Con uno dei miei compagni di viaggio si è accesa – mio malgrado – una discussione piuttosto concitata manche se mai sopra i toni, su un tema di tutta attualità: l’omosessualità.

Gli attori

Lui un ragazzo intelligente, giovane, che si sta ancora formando come artista e con qualche difficoltà espressiva, ma una grande volontà e fermezza nel volersi liberare del linguaggio – inteso come parole – per lui complici dei disastri del nostro tempo.

Lei – io – femmina, impulsiva, convinta delle mie ragioni tanto delle volte da perdere in elasticità.

L’altro il guidatore, un uomo più grande, padre, appassionato di politica e lavoratore poliedrico, che alterna le vendite di tubi alle vendite di dirette sportive.

La trama

Senza spingermi troppo in là ed entrare in merito del vivo della discussione, quello su cui ci siamo trovati in disaccordo io e ‘altro con il mio quasi coetaneo è stato un suo pensiero molto chiaro:

«Io non credo sia giusto quello che sta succedendo ai gay in Russia, ma noi come facciamo a sapere che sia davvero così? Credo che il pensiero di Putin nell’impedire ai gay le adozioni sia un modo per distrarci e inimicarsi gli USA e ottenere altro. Quindi non è che davvero lui ce l’abbia con loro».

L’intreccio

Che poi si parlava di Russia come si potrebbe parlare in egual se non peggior misura di Sudafrca dove – dati alla mano – avviene uno stupro “correttivo” inpunito ogni 17 secondi. Ti stuprano per farti ritrovare la retta via, ti fanno capire con il sesso che cosa ti piace veramente – se sei lesbica – o quanto può essere spregevole, doloroso e contronatura – se gay.In Uganda è stata varata una legge che da l’ergastolo a chi è viene beccato reiterare atti omosessuali: baciare al parco il proprio fidanzato/a.

L’essere umano è capace di atroci bestialità, ne abbiamo avuto sempre prova e continuiamo ad averne. È spaventoso, tanto da ferire in egual misura i benpensanti e i malpensanti. Sapere che il nostro vicino potrebbe essere capace di fare del male a noi o a chi è diverso da noi, ci spaventa perchè è parte di noi.
Smettiamola di nasconderci dietro un dito, di dare la colpa a terzi, di cercare rifugio nel “non so quindi non mi esprimo”. Non ci possiamo più permettere di non sapere.

Non è democrazia dove una legge toglie e non dà pari diritti ai propri onesti cittadini. Escludere le persone omosessuali da determinate sfere vuol dire tagliarli fuor dalla vita sociale e civile: questa non è una gettizzazione? Non ci sono muri o porte che li chiudono in parti della città, ma si crea un dislivello di diritti che ci allontana gli uni dagli altri.

Non accetto e accetterò più dietrologie e spiegazioni pro-conflitto filoamericano per dare ragione a pestaggi, massacri, stupri e privazioni dei diritti di alcun essere umano.

Qui non si tratta di essere gay o non esserlo ma  di permettere a qualcuno di decidere che altre persone – sue pari – non possono godere di determinati diritti perché non corrispondono a un certo profilo, stabilito non si sa poi da chi.

Un po’ come quando alle donne, perché femmine, non era dato il diritto di voto perchè c’era il loro uomo a esprimere al meglio la loro opinione.

Da me, in Veneto, c’è un detto popolare che recita così: il più buono dei rossi – rosso di capelli – ha ucciso sua madre e suo padre per andare in gita con l’orfanotrofio. La saggezza popolare è sacra, se domani qualcuno prendesse questo detto come dogma e a nessun rosso fosse più permesso non solo adottare, estremizziamola, anche riprodursi in quanto “pericolosi” per l’umanità tutta, voi considerereste questa decisione presa per inimicarsi una parte politica e quindi non davvero pericolosa? Sarebbe mainstream difendere il loro diritto?

Quando si parla di omosessualità c’è una diffusa volontà di sminuire le tematiche perchè essendo adulti – i gay bambini non esistono – si pretende che si difendano e combattano da soli per i loro diritti. Senza poi accorgersi che, clichè, sono i diritti di tutti.

È più semplice non vedere che vedere e obbligarsi a fare qualcosa.

E ora che parlino gli attori.

 

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