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“Veronika decide di morire” di Paulo Coelho

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Un ossimoro magistrale: un titolo che si schianta a cento all’ora contro il senso finale e profondo di questo splendido libro.


Il mio libro profuma di antico, le pagine color caffè trascinano la mia mente confusa in un mondo lontano, in un passato neanche poi così passato ma ormai andato. Questo libro lo arraffai tempo fa in una libreria dell’usato affollata di testi ammucchiati qua e là. Colonne di libri che bramavano di essere presi in mano, sfogliati, accarezzati ancora una volta perché qualcuno lo aveva già fatto, in passato, ma poi aveva deciso di abbandonarli. Io non abbandono mai un libro perché instauro un rapporto speciale con i libri, viscerale, morboso.

Ogni libro che ho letto mi ha regalato un’emozione, e come fare ad abbandonare un’emozione?

Questo libro, in particolare, è giunto in un momento delicato, in cui ero fragile, in cui ero alla scoperta di me stessa e in cui rischiavo di perdermi nella routine, nell’autocommiserazione, nell’insoddisfazione. Che stupida.

Questo libro è stato scelto da me, non so nemmeno perché… è come un’opera d’arte, una canzone; non sei tu a scegliere loro bensì loro a scegliere te. E lui quella mattina mi chiamò. Una persona me lo regalò aggiungendovi una dedica speciale. Quella persona rimarrà, volente o nolente, per sempre legata, indissolubilmente a quel libro, a quella mattina, a quella città, a quel profumo e a quelle emozioni.

Ogni libro è un viaggio dentro di sé.


Cosa mi ha lasciato Veronika?

La voglia di vivere, la voglia di amare. Amare ancora, ogni giorno, amare nonostante tutto. E mi ha lasciato la voglia di continuare ad essere come sono: MATTA. Matta come? Chi è matto? Semplicemente colui che vive la propria vita secondo le proprie regole. Personalmente, non ci trovo nulla di strano in ciò. Questo fa di me una matta? Poco male.

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“Matto è colui che vive nel proprio mondo. Come gli schizofrenici o gli psicopatici, o i maniaci. Quelle persone, cioè, che sono DIVERSE dalle altre.” – “Come te?” – “Di certo”

“La normalità è solo una questione di consenso.
Ossia, se molta gente pensa che una cosa sia giusta, quella cosa lo diventa”

“È grave essere diversi?”

“È grave sforzarsi di essere uguali, perché questo significa andare contro le leggi di Dio che, in tutti i boschi
e in tutte le foreste del mondo non ha creato una sola foglia identica a un’altra”


Banale? L’amore e la follia non lo possono essere mai.

Lacrime spese bene. Per te, Veronika.

Per te, che sei come me.

 Sono venuta al mondo per vivere tutto ciò che mi è accaduto

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