Il cielo stellato sopra di me

Vergine e Pesci – gli opposti- 6° parte

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“se hai due pezzi pane
Danne uno ai poveri
Vendi l’altro
E compra dei giacinti
Per nutrire la tua anima”

Poesia indù

L’ultima coppia di segni che ci manca è quella di Vergine e Pesci.
Le coppie di opposti che sono state raccontate non avevano l’obbiettivo solamente di trovare affinità o discrepanze tra esseri umani dei segni opposti per un simpatico gioco delle coppie (anche se questo giochino si può fare ed è divertente). Si vorrebbe anche far riflettere sulle caratteristiche del nostro segno, che ha in controluce quello nella riva opposta, quello che sta al di là del nostro mondo mentale, come un “doppio” misterioso che a volte ci sussurra all’ orecchio strade molto diverse da quelle che i nostri occhi vedono.
Così la Vergine e i Pesci – come gli altri segni che abbiamo visto- sono tra le cose più lontane che esistano, ma allo stesso tempo, oscuramente correlate. L’energia che li mette in comune ha a che fare con il più alta delle manifestazione dell’evoluzione umana: il servizio agli altri.
Il segno della Vergine è sempre un po’ bistrattato, perché passa per un tipo un po’ pedante, precisino e ansiogeno, sempre intento a ordinare tutto, ora, non vorrei dire, ma ci sono rappresentanti di questo segno che non smentiscono questo luogo comune… con un tipo della Vergine ci si può trovare in discussioni su come si spreme il tubetto del dentifricio e in ogni ambito c’è sempre qualcosa che lei/lui sa fare meglio. Nonostante tutto quello che possiamo credere, il segno della Vergine è tra i più intellettualmente dotati e vivaci . Il segno stesso, che ricorda le grandi divinità femminili come la dea Artemide, che rappresenta una donna integra, non ha connotazioni di carattere sessuale, è vergine nel senso che è libera di scegliere la sua femminilità a suo arbitrio , è l’immagine del femminile competente, indipendente, padrona di sé e che non teme di perdersi nell’ altro. La poca passionalità del tipo Vergine dipende da suo approccio celebrale e pragmatico al tempo stesso, che ama la solitudine e ha bisogno di questa per ritrovare sé stesso. Non è difficile trovare questo segno alle prese con manuali di salute, di giardinaggio, di economia ecc.. ha sempre un libro sul suo comodino (potrebbe essere un manuale erotico sulle zone erogene del partner, magari gli dà una letta prima di spegnere la luce) ed è uno dei segni a cui veramente si può chiedere un consiglio, primo perché sa praticamente tutto, secondo perché ha buon senso e una praticità invidiabile. Abilissima nell’ arte commerciale, astuta, controllata e , nel suo aspetto negativo diventa arrivista e opportunista.
C’è una cosa che teme la Vergine più di ogni altra cosa. Quella cosa in cui invece il segno dei Pesci ci vive e si sente a suo agio. Come? L’acqua? Non precisamente, ma ci siete vicini: il caos. L’insondabile, l’indeterminato, l’oscuro, l’inconscio, insomma tutto ciò che non è afferrabile, quantificabile, affrontabile visivamente, che non si pesa e non si tocca. La sua ossessione per il caos la rende ansiosa di sistemare tutto nel tassello giusto; tutto ciò che sfugge al controllo della mente le fa orrore e la sua vita è spesa a controllare questo serpente misterioso che si annida dentro di lei. Sì, perché ormai l’abbiamo capito, tutto ciò che temiamo non sta fuori di noi, ma ci appartiene e dobbiamo farne seriamente i conti prima o poi. L’iconografia della Vergine Maria è spesso rappresentata (oltre che l’ immagine materna con il bambino in braccio) come la donna che schiaccia la testa di un serpente con il piede. Il serpente rappresenta il Male cosmico, l’oscurità del caos, della ragione ed è proprio l’immagine femminile della Vergine che pone i limiti per arginare ciò che può farci perdere.
Se la Vergine non ama perdersi, per i Pesci invece perdersi è l’obbiettivo principale. Se la Vergine pone dei limiti precisi, segnati con una cura maniacale, i Pesci non conoscono limiti e la loro fluidità li rende appunto indefiniti, sfuggenti, affascinanti e magici. I Pesci sono tutto e il loro contrario. Pensate la distanza tra Albert Einstein e la folla di tossicodipendenti che a mezzanotte in stazione fanno la coda per la dose settimanale di metadone. E tra il Pesce che per duemila anni ha simboleggiato il mistero di Cristo e Kurt Kobain. Queste bizzarre combinazioni di paradossi è tipica del segno dei Pesci.
L’ultimo segno dello zodiaco sembra contenere tutta la totalità dell’esistenza: dell’immanente al trascendente. Certo che per contenere tutto bisogna essere grandi, oppure avere una mente piuttosto elastica che non conosce limitazioni con categorie di qualche tipo. E’ difficile anche parlarne, perché l’argomento stesso è scivoloso come voler acchiappare un pesce tra le mani, bisognerebbe fare un disegno per spiegare o scrivere una poesia per entrare nella loro logica. Ma ci provo.
Innanzitutto è un segno d’acqua, quindi le relazioni per questo tipo sono veramente importanti. Ma non è un segno d’acqua come lo è il Cancro o lo Scorpione, che essendo attaccati alle loro emozioni, agiscono in base alle proprie reazioni , l’uno si proteggerà e l’altro attaccherà. Il tipo Pesci non si protegge, forse svanisce…come il gatto di Cheshire di Alice in Wonderland, o rimane lì a soffrire, si sentirà rattristato e poi perdonerà. I Pesci riescono a sopportare il dolore e la perdita in modo esasperante, si faranno imbrogliare, troveranno chi approfitterà della loro bontà e se chiedi a loro spiegazioni ti rispondono che tanto, non è importante. La chiave per capire il loro comportamento enigmatico è che per loro è tutto relativo. La realtà non è una sola, dipende da che punto di vista la guardi e loro sembrano arresi alla poliedricità irrazionale del reale. Come recita un libro di Paolo Sorrentino “tutti hanno ragione” così il Pesci non si schiera, non combatte contro una causa, ma sa donare un amore totale in cui disintegra sé stesso in miliardi di pixel, magari solo per vedere un tuo sorriso. Sono pieni d’amore e dedizione, straordinariamente romantici, con l’anelito per il trascendente e un’immaginazione molto sviluppata. Quando si ha un’immaginazione come la loro, la realtà è un cosa veramente difficile da vivere.
Gli ultimi duemila anni che ci siamo lasciati alle spalle, la cosiddetta Era dei Pesci è iniziata con Gesù Cristo, l’immagine dell’uomo-Dio che ha perdonato i suoi assassini, azzerato le colpe, insomma ha battuto un libera tutti per l’umanità, che può passare alla cassa senza pagare. Alle sue spalle c’è la Vergine che uccide il serpente. Probabilmente in quest’era dell’Acquario in cui siamo , la trascendenza assumerà sfumature più tecnologiche, probabilmente si andrà in paradiso con uno shuttle. Il segno dei tempi è che la scienza vuole spiegare lo spirituale, gli antichi insegnamenti esoterici, riservati a pochi eletti e gelosamente custoditi con una serie di codici misteriosi leggibili solo da iniziati, ora sono sdoganati democraticamente a tutti, non serve fare parte di società segrete… basta avere una connessione internet.

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