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E’ utile boicottare la tassa sui sacchetti biodegradabili?

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Perchè si parla di boicottare la tassa sui sacchetti biodegradabili? E’ davvero utile farlo? 

L’articolo 9-bis del decreto sulle “disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”, convertito in legge nell’agosto del 2017, “stabilisce che dal mese di gennaio del 2018 possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento”. Il costo dei sacchetti per la frutta e la verdura può variare da negozio a negozio ma si stima che vada da 1 a 5 centesimi.

Le perplessità non sono mancate, sui social è nata una vera e propria rivolta contro l’ emendamento. I 3 buoni motivi per boicottare la tassa sui sacchetti biodegradabili, secondo alcuni consumatori, sono:

  • È vietato ai supermercati regalare i sacchetti biodegradabili ai clienti. Chi non rispetta la nuova legge sarà punito con multe dai 2.500 a 25 mila euro.
  • Non si possono portare da casa i sacchetti biodegradabili, nemmeno riutilizzare quelli acquistati in precedenza per la frutta e la verdura.
  • L’emendamento è stato firmato dalla deputata del PD Catia Bastioli, amministratore delegato della Novamont, azienda che ha brevettato i sacchetti in plastica biodegradabile che usiamo appunto per pesare nei supermercati frutta e verdura  (conflitto d’interessi o guerra tra partiti?).

COS’E’ CAMBIATO RISPETTO A PRIMA

Prima di questa legge pagavamo ugualmente i sacchetti di plastica, ma il prezzo veniva spalmato sul costo finale. Secondo la direttiva, rendere il consumatore consapevole del costo, è un obiettivo per sensibilizzarlo verso l’utilizzo e l’inquinamento della plastica. Che sia vero o no, una cosa è certa, non ci hanno mai regalato niente.

BOICOTTARE: ALCUNI INCONVENIENTI

Sui social in questi giorni non si parla d’altro e i metodi per boicottare la legge sono ben illustrati attraverso foto e metodologie varie. La più gettonata è etichettare ogni frutto ed ortaggio dopo averlo pesato, evitando così di utilizzare il sacchetto incriminato. Gli inconvenienti spiacevoli di questo modus operandi possono essere :

  • code alla bilancia della frutta e della verdura
  • in alcuni supermercati i 0,02 centesimi vengono stornati automaticamente alla cassa.
  • non tutta la frutta e la verdura di piccole dimensioni sono facili da etichettare (come ad esempio le ciliegie)
  • l’utilizzo smodato di etichette di plastica con tanto di stampa, inchiostro e adesivo sono uno spreco, per niente ecologico, che possiamo evitare.

COME AMMORTIZZARE IL COSTO DEI SACCHETTI BIODEGRADABILI

Se il prezzo dei sacchetti incriminati fosse di 0,02 centesimi e ne acquistassi tre per cinque giorni a settimana, la spesa settimanale ammonterebbe a 0,60 centesimi. Non è una cifra così esorbitante. Inoltre i sacchetti biodegradabili possono essere riutilizzati per la raccolta differenziata, in particolare per l’umido. Potrebbe essere un’opportunità di risparmio, infatti in molti comuni i sacchetti non vengono forniti gratuitamente.

UNA SCELTA SOSTENIBILE

Nei mercati rionali la frutta e la verdura vengono pesate dal commerciante e imbustate in un unico sacchetto. Oltre a risparmiare qualche centesimo scegliamo prodotti più freschi e facciamo del bene anche all’economia locale, preferendo frutta e verdura a km 0 rispetto a quella della grande distribuzione.

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

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