Punto e virgola

Una voce dall’Oriente, Banana Yoshimoto

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Tra le novità bibliografiche del mese non può passare in sordina un nome tanto di cosi tanto rilievo socio-culturale.

20295514_banana-yoshimoto-firma-un-nuovo-libro-arriva-moshi-moshi-1Banana Yoshimoto, artefice di romanzi tanto particolari quanto emozionanti torna con un nuovo romanzo “Il dolore, le ombre e la magia” tutto da leggere.
A questo proposito, però, vorrei riesumare una sua opera di qualche anno fa.
Precisamente siamo nel 2008 quando la nostra beniamina giapponese pubblica “A proposito di Lei” rispolverando, attraverso la sua scrittura, delle emozioni e delle sensazioni che solo SLY pubblicato nel lontano 1998 e Tsugumi nel 1994 diedero ai lettori del secolo scorso, appassionandoli a quello che oggi è diventato il fenomeno letterario, ma soprattutto di scrittura, più acclamato e seguito degli ultimi decenni.

Si tratta di temi importanti, come da sempre Banana ci illustra, si tratta di amore e amicizia, la potenza della casa e della famiglia ma soprattutto il forte legame a quello che noi battezziamo, quotidianamente come morte.1

Yumiko e Shōichi sono due cugini, protagonisti di una storia che ha l’arduo compito di rilevare il potere oscuro e a volte indescrivibile della memoria. Figli di due sorelle gemelle legate al mondo della magia e delle sedute spiritiche, dopo molti anni si ritrovano alla morte della madre di Shōichi, a seguire e condurre un percorso di vita comune.
Tragitto che condurrà la povera Yumiko, rimasta orfana di entrambi i genitori, a rivivere alcuni drammatici eventi legati alla sua infanzia, o meglio il più grande evento lacrimevole della sua esistenza: un efferato omicidio compiuto dalla madre, anni orsono.

“[…] avrei voluto scoppiare a piangere come una bambina, ma nel vedere i segni della cicatrice rimasta sul collo della signora Kuma, rossa, simile a una voglia, ebbi la sensazione di non dover piangere, e mi trattenni con tutte le mie forze. E vedendo Shōichi, che all’estremità del divano piangeva premendosi il viso, ancora di più frenai il mio pianto. I suoi occhi, traboccanti di belle lacrime, erano esattamente gli stessi di quando era bambino. Erano lacrime essenziali, come le gocce di rugiada sulle foglie di loto al mattino.”

La particolarità nei romanzi di Banana, che a mio avviso la rendono così unica nel suo genere, resta comunque l’intaglio minuzioso di sensazioni che passano sulla pelle della sua protagonista. Che poi è forse quel riuscire a tornare davvero ai tempi dell’infanzia, quando ogni nuvola, ogni buon sapore o abbraccio era accolto nei suoi più intimi dettagli, sempre come qualcosa di nuovo vissuto per la prima volta.

“Che bello mangiare le cose cucinate da una persona a cui vuoi bene, pensai. Il sapore è completamente diverso dai piatti che cameriere o cuochi hanno preparato per lavoro. è un sapore che dice: Su, mangiamo insieme, nutriamo i nostri corpi degli stessi elementi, andiamo avanti.”

Dalle pagine di questo libro, si intuisce l’intento dell’autrice a riappropriarci dei nostri legami e delle nostre radici, senza mai perdere fiducia negli altri e nel fanciullo, che da sempre, è riposto in ognuno di noi. Al termine del viaggio di “A proposito di lei” ciò che rimarrà è il riflesso luccicante e vivo della nostra memoria, di ogni singolo giorno vissuto, con gli occhi di un semplice bambino.

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