Vena chiusa

Una punta di malinconia e tristezza (mai) infinita

1
Like

Sono passati più di 20 anni dal primo ascolto di Mellon Collie and the Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins. Un fan visionario decide di realizzare un ebook per celebrare l’album e la reunion della band di Chicago. Ecco com’è nato

(almeno la mia parte).

Tutto ha inizio una notte di fine febbraio: curiosando nella timeline di una bonazza che seguo su Twitter (ma solo perché è juventina e ha a che fare col vino) scopro che ha condiviso un tweet. Questo qui:

Come al solito me lo segno nella cartella “Da leggere” nella barra dei preferiti. A inizio marzo mi ricordo di quel retweet e vado a riprenderlo e scopro una cosa travolgente e affascinante com’era quella cosa alla quale si riferiva il tweet. Seppur 20 anni a passa prima. E come riesce a essere ancora adesso.
Rob, un ragazzo di Arezzo, un paio di anni fa nonostante qualche mese di ritardo, pensa di realizzare un ebook per celebrare i 20 anni di Mellon Collie and the Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins e la reunion della band (meno D’Arcy).
Un ebook di racconti, 28 in tutto, uno per ogni brano di MCIS e scritti da 28 autori diversi, da chi ha amato e si è fatto straziare da quell’album, vivendolo al suo stesso ritmo tra rock rabbioso e ballate devastanti.
Fanculo se non cade perfettamente con la data corretta, al tempo avrà avuto altri pensieri per la testa invece di quella pelata e indecifrabile di Billy Corgan! L’importante che abbia avuto questa idea grandiosa e non potevo leggere quel tweet con distacco.
Perché sì mi piace scrivere lo avrete capito nonostante l’incostanza che dimostro qui (ma chi vi dice che non scribacchi altrove?) ma non tanto per questa mia tendenza vizio o vezzo, vedetela come preferite.
Ma perché per me e come per molti altri che a metà anni novanta si è trovato a vivere quel periodo inconsapevole e superficiale, ribelle e libertino (per chi ci riusciva, io per esempio lasciamo perdere!?), idealista e turbato, mesto e miscellaneo, alcolico e paranoico, di sviluppo e autocritica chiamato adolescenza, quell’album non solo rappresenta un pezzo di quella vita ma è la colonna sonora di ogni ricordo, che risuona dalle sponde dell’alto Adriatico a quelle a picco sull’Atlantico delle scogliere di Moher, dai giri in scooter con le cuffie nascoste sotto il grosso cappello di lana colorata comprato in gita a Praga ai viaggi in treno compiacendomi della mia malinconia, dalle passeggiata per il centro città ai karaoke improvvissati nella camera/soffitta di quello che al tempo credevo fosse il mio migliore amico.
Voglio partecipare e non mi lascio perdere l’occasione. Non subito però, come al solito lascio decantare gli attimi nell’attesa di cogliere quello d’ispirazione.

Che a vedere dalle email inviate deve essere arrivato qualche giorno dopo e così a inizio marzo mi decido a scrivere a Rob. Ma cosa gli scrivo? Bhe non trascendo tanto la realtà e gli dico quello che è successo e cioè che sono un suo fresco follower su Twitter (vero, infatti solo dopo aver letto il retweet della bonazza juventina che ha qualcosa a che fare col vino) e che ho letto il suo tweet riguardo “la sua iniziativa dell’ebook celebrativo dei 20 anni di MCIS degli Smashing Pumpkins e la reunion della band (meno D’Arcy). “Idea grandiosa. Mi piacerebbe molto partecipare, quell’album è una parte importante della mia vita.” gli scrivo in modo molto originale chiedendogli quali canzoni rimangono libere, perché nel frattempo avendo lasciando decantare gli attimi qualcuna potrebbe essere andata al primo proponente.
Mi risponde quattro giorni dopo dicendomi che XYU era l’ultimo che aveva e quindi rimangono le seguenti:

– Porcelina of the vast oceans
– Tales of a scorched earth 
– Thru the eyes of Ruby 

Chiaro. Cosa sarebbe potuto rimanere? Avrei tanto voluto Muzzle che è la mia preferita di quell’album. Ma ovvio come la bomba da tre di Step Curry a 2 decimi dalla sirena è già stata presa, come Zero, dallo stesso Rob e solo perché ne aveva lasciate altre e se la era ritrovata nel mazzo.
Avrei potuto abbandonarmi a Porcelina, se non fossi caduto in un triste ricordo di una splendida persona. Per quanto bello sarebbe stato rendergli omaggio in questo modo, lo trovavo anche difficile e la difficoltà di esprimermi e di non scadere in banalità ha avuto la meglio.
Ho ri-ascoltato e ri-letto i testi delle altre due decine di volte. Sono andato a rileggermi anche le Smemo di quegli anni riscoprendo cose persone eventi persi nella polvere degli anni. Sono canzoni simili tra loro per ritmo e sentimento ed entrambe distanti dai miei gusti. Ma arrivato a questo punto, non potevo trovarmi in una situazione migliore.

Così senza nemmeno decidere inizio a scrivere qualche riga per Tales of a scorched earth. Sarà il periodo che stiamo vivendo noi, quello che stavo vivendo io fatto di povertà disonestà mancanza di fiducia illegalità ingiustizia iniquità inquinamento nessun rispetto per nessuno arroganza immoralità falso perbenismo stupidità vantata rabbia rancore mancanza di stupore sarcasmo a secchiate (o tweetate) ignoranza e presunzione dilaganti superficialità mondanità spacciata inflazionata millantata falsità senza filtri e malvagità senza remore sconforto mancanza totale di un appoggio di un confronto di condivisione di ideali egoismo malcelato e qualcos’altro che adesso non mi viene in mente ma che non farete fatica a vedere in giro o aprendo un social media.
Passo le mattinate a casa da solo, perché a quel tempo andava così, e le notti prima di andare a letto a ri-ascoltare e ri-leggere il testo. Mi vengono da scrivere due tipi di racconto che abbozzo ma l’unica cosa che mi viene voglia di fare è scappare da quelle brutte sensazioni che ho scritto poco prima e il solo modo per lasciarmele alle spalle è salire in moto, col buio fresco delle prime sere di primavera. E così nasce il mio racconto, con il quale sono molto orgoglioso di poter contribuire a questa iniziativa.
Non è stata una realizzazione facile, anche Rob ha riconosciuto che era una tra le più complesse ma non ha giustamente mancato di sollecitarmi un paio di volte ma alla fine tra giri in moto di fantasia, dialoghi onirici, dribbling tra banalità e voli pindarici eccolo qui.
Sabato 26 maggio, nel primo pomeriggio in compagnia di Sabato Sport su Radio1, finalmente invio il mio racconto a Rob che non perde tempo a rivedere e impaginare.

Il 7 giugno, così come aveva cercato autori, annuncia l’uscita dell’ebook su Twitter:

L’ebook lo potete scaricare da questo link: https://laschiumadeiblog.wordpress.com/2018/06/07/una-punta-di-malinconia-e-tristezza-mai-infinita/ dove potrete scegliere la versione che preferite.

L’ho letto tutto, entrando nelle vite degli altri autori che hanno aperto le porte delle loro vite facendoci entrare e mostrandoci com’erano. Non penso sia stato semplice neanche per loro, ogni racconto è un loro pezzo di storia. Un nome, un momento, una sensazione, un pezzo di vita importante.

Grazie a Rob che mi ha permesso di dare il mio contributo, a tutti gli altri devastati da Mellon Collie and the Infinite Sadness dalla gracchiante voce di Billy Corgan e dai casini che hanno contraddistinto una delle rock band più significative e sottovalutata degli anni ’90.

A voi che vorrete leggere questi racconti, grazie per la fiducia e buona lettura.

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

MORE FROM ALESSANDRO DA RIN BETTA

ENTRA NELLA COMMUNITY