Questa settimana, vuoi per caso, vuoi per un disegno divino che “non me lo so spiegare”, sono stato tempestato da articoli che si occupavano in forme e con soggetti diversi della celebrità ai tempi di YouTube.
Ho avuto esempi plurimi di personalità spuntate come funghi nel Tubo più famoso e che si sono rapidamente costruite notorietà e fama a suon di video.
Tra gli esempi de noaltri cito l’ormai noto Francesco Sole, che grazie ai suoi componimenti artistici con sottofondo dubstep basati sull’amore ai tempi di whatsapp, ha racimolato in fretta milioni di visualizzazioni ed un nutrito numero di fans, guadagnandosi persino un invito come ospite al Festival della Filosofia di Modena per parlare di Fama 2.0, il successo ai tempi del web.
Assieme a lui l’altro astro nascente italiano del web, il giovanissimo FaviJ, che si occupa di videogames e propone lo stereotipo del nerd simpaticone, e che pare stia riscuotendo un grande successo.
Successivamente è saltata agli altari della cronaca una ragazzina americana tale Jenn Mcallister, che a soli 18 anni è ormai una star di Youtube, con video dai contenuti docili e banalissimi, e che si mantiene grazie agli spot ed alla pubblicità collegata ai suoi video.
Seguono a ruota i bambini di 8 anni che eseguono recensioni ed impressioni a caldo sui giochini comperati ed aperti di fronte alla telecamera, e genitori che navigano nell’oro privi di patemi d’animo.
Ultime, ma non certo per importanza, ecco le rampanti Fashion Blogger, ragazze che impegnano la propria vita in funzione della Moda e che cercano di “fare tendenza” con i loro “outfits” per ogni occasione possibile ed immaginabile, e tra video tutorial, selfie dai camerini e consigli arguti dispensati al globo, cercano di imporre la propria immagine e di creare un brand che le renda famose e le traghetti nell’Olimpo della moda che conta.
Quelle poche che ce la fanno come Chiara Ferragni riscuotono successo e danaro in pari quantità, garantendosi un futuro a sei zeri ed una vita da nababbo.
Dopo questo elenco doveroso di esempi, le doverose riflessioni.
Che cosa ci dimostra la presenza massiccia di questi fenomeni della rete?
In primo luogo, mi preme sottolineare la sensazione di forte timore che questi  personaggi mi ispirano.
Si, perchè – per lo meno finché parliamo di opinionisti del web – comincio a vedere nitidamente l’ombra letale dalla tv generalista che si sta insediando nei media 2.0, in modo sempre più intenso e pervasivo.
Francesco Sole e FaviJ ne sono la prova lampante.
Provate a guardare qualcuno dei loro video: linguaggio, situazioni descritte, atteggiamento, estetica e contenuti sono ponderati alla perfezione per una studiatissima “captatio benevolentiae”  diretta al target dei giovanissimi del web.
In poche parole, persone che hanno costruito la propria vita sui media della vecchia generazione, messi con le spalle al muro di fronte al successo ed alla massificazione dell’intrattenimento social, non sono certo stati con le mani in mano, ed hanno deciso di darsi da fare, e di studiare il fenomeno in maniera approfondita, per comprenderlo ed assimilarlo al meglio.
Come farebbe il team di scienziati della Nasa, impegnato a preparare uno sbarco su un pianeta mai esplorato prima, nel giro degli anni queste vecchie volpi hanno passato il loro tempo a studiare i fenomeni, i linguaggi, i trend del web, si sono scrupolosamente segnati le “tendenze” ed hanno preparato la pappa pronta, ad uso e consumo del popolo dei nativi digitali, e degli acquisiti.
Toglietevi dalla testa che i successi del “web” ormai possano nascere solo da talento, idee e buona volontà.
Ora ci sono produzioni dal sapore televisivo che lavorano alacremente, individuano le facce giuste, i temi giusti, e i modi giusti di porsi, e lanciano nello spazio virtuale i loro cavalli di Troia, pronti a rincitrullire e ad abbattere gli ultimi brandelli di spirito critico e di capacità di non prendere per oro colato qualunque cosa passi la rete (dopo la televisione).
Lo so, è brutto da dire, ed essendo l’argomento vasto certo me ne occuperò ancora in futuro, ma lo spirito della tv generalista tanto vituperata e criticata, e che molti pensavano fosse ormai scomparsa nel dimenticatoio degli archivi Rai, o Mediaset, è ancora vivo, ed è più arzillo che mai.
La diffusione capillare di Internet, ha portato alla conseguenza naturale dello spostamento dell’Audience dal televisore al tablet, ed i produttori non sono certo rimasti a guardare.
Chiudo citando l’Esorcista: “Il male può assumere forme diverse.”
Vedete un po’ voi, se riuscite a riconoscerle, o meno.

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