Scienza & Gnorri

Un parco giurassico

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Buongiorno a tutti e benvenuti alla nuova puntata di Scienza & Gnorri – Un Parco Giurassico. L’anno scorso usciva nelle sale cinematografiche il film Jurassic World, nuovo capitolo della saga dedicata ad un parco divertimenti con protagonisti i dinosauri. Oggi vedremo quali sono gli impedimenti principali per la creazione di un Parco Giurassico. Buona scienza e buona lettura a tutti.

Un parco giurassico - Insetto nell'ambra

Un parco giurassico – Insetto nell’ambra

Nel primo film della saga viene spiegato come gli scienziati siano riusciti a ricavare DNA di dinosauro per il loro parco giurassico, partendo da piccoli ammassi di ambra fossilizzata, contenente insetti ben preservati. Per completare i pezzi mancanti di codice genetico veniva usato DNA di rospo. In realtà il DNA contenuto all’interno di queste fossili non è utilizzabile. Esiste un “tempo di dimezzamento” delle molecole di DNA, cioè il tempo necessario al DNA per degradarsi completamente. Purtroppo questo tempo è intorno a 1,5 milioni di anni, ben lontani dai 60 milioni di anni necessari per risalire ai dinosauri. Ciò significa che attualmente non siamo in possesso di DNA completi o parziale di dinosauri. Si può però ricavare un DNA utilizzabile per tutti quegli animali estinti di recente come il mammut oppure il tilacino.

Parco giurassico velociraptor

Un parco giurassico – Render Velociraptor by David W. Stann

Come fare dunque? Si può creare quello che viene chiamato “dinosauro light”, cioè un ibrido tra un animale esistente e quello che noi pensiamo fossero i dinosauri. Va considerato che quello che noi sappiamo sui dinosauri è il risultato di speculazioni e teorie. Quindi il risultato finale sarebbe qualcosa che assomiglia e si comporta come un dinosauro, senza esserlo veramente.

Ciò avviene prendendo il DNA di un animale che discende dai dinosauri, modificandone le caratteristiche perché assomiglino a quelle dei dinosauri. L’embrione così formato viene poi impiantato in una madre ospite, che porta avanti la gravidanza. Da questo proviene il secondo problema, cioè le variazioni subite dal DNA derivate dall’ambiente (epigenoma). Non avendo a disposizione uova fresche di dinosauro è necessario lavorare con uova che abbiamo a disposizione, quindi uova di coccodrillo e di uccello ad esempio. Non avendo abbastanza informazioni sui dinosauri non possiamo neanche sapere come funzionava la nidificazione e l’incubazione. Ciò significa che il risultato finale sarà sicuramente un ibrido tra ciò che noi pensiamo fossero i dinosauri e i discendenti, con influenze anche da parte dell’ambiente materno.

Un parco giurassico - Tyrannosaurus Rex

Un parco giurassico – Tyrannosaurus Rex

Il terzo problema dipende dalla gestione di una riserva di dinosauri e quindi di un parco giurassico: avendo solo speculazione su come vivessero i dinosauri, non possiamo essere sicuri del tipo di ambiente adatto. Inoltre, molti dinosauri avevano delle grandi dimensioni. Ciò significherebbe dover gestire una riserva adatta a contenere animali come il Tyrannosaurus Rex, che ha un peso simile a quello di un elefante africano maschio adulto. Più problematica sarebbe la gestione di un grande erbivoro come il Diplodocus, che arrivava a pesare 3 volte tanto il Tyrannosaurus Rex.

Per la corretta gestione di un parco Giurassico dovremmo conoscere il comportamento sociale di queste specie, cosa che purtroppo non sappiamo e dobbiamo ipotizzare. Ciò significa che in una prima fase dovremmo avere un parco Giurassico di massima sicurezza. In questo senso, piuttosto di utilizzare un’isola come nel film, sarebbe più opportuno creare il parco Giurassico all’interno di vecchie miniere. Queste possono arrivare anche a profondità di circa 30 metri e quindi sono a prova di fuga. Un esempio ci viene dall’ultimo film della saga, Jurassic world, nel quale l’ibrido creato, l’Indominus Rex, riesce a fuggire a dispetto dei sistemi di sicurezza, proprio per la sua natura di ibrido. Non possiamo quindi essere certi del tipo di atteggiamento che avranno gli animali.

Un ulteriore problema sarebbe la gestione del cibo, sia per la quantità che per la qualità. Anche in questo caso per creare un parco Giurassico dovremmo affidarci alle ipotesi per sapere quali regimi alimentari adottare. Un esempio è il Tyrannosaurus Rex, che fino a poco tempo fa si pensava fosse un predatore. Recenti studi suggeriscono che invece fosse saprofago, cioè che si cibasse di animali uccisi da altri. Altre ipotesi indicano che il Tyrannosaurus Rex potesse essere cannibale, cosa che andrebbe a svantaggio di un Parco giurassico da miliardi di dollari. Non siamo neanche a conoscenza della loro resistenza a malattie infettive, quindi non possiamo essere sicuri che siano più o meno sensibili alle malattie dei mammiferi.

Questa analisi ci suggerisce che per il momento ancora non potremmo avere un parco Giurassico. Se mai questo venisse un giorno creato, non saremmo di fronte a veri esemplari di dinosauri, ma piuttosto a degli ibridi basati su ipotesi. Questo non significa che non avrebbero un enorme effetto WOW. Alla prossima puntata con Scienza & Gnorri.

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