Se vi dico Quartiere Latino, cosa vi viene in mente? Saint Germain e i suoi bistrots, la Sorbona e Maggio ’68, Juliette Gréco, Jean-Paul Sartre e il Café de Flor… La Rive Gauche parigina è tutto questo, e molto altro ancora.

Oggi partiamo alla scoperta di questo quartiere con una guida d’eccezione: Gioiuzza, la mia Maman, che conosce bene questo quartiere, perché ci bazzicava durante i suoi anni da studentessa alla Sorbona. Certo è passato un po’ di tempo (a proposito, quanti anni, Maman?), ma lo spirito del Quartiere Latino non è cambiato.

Appuntamento alla fermata della metro Odéon, sulla linea 4.

1 metroodéon

Usciti dalla metro, invece di dirigerci verso il quartiere Saint Michel, che è poco frequentato dai parigini (Maman lo definisce un attrappe-touristes, una trappola a turisti) camminiamo fino a Rue de Buci.

Rue de Buci è una strada animata e pittoresca: un fioraio, una libreria Taschen, diverse brasseries e qualche commerce de bouffe (negozi che vendono generi alimentari, come le boulangeries, le formaggerie, le pasticcerie etc, i preferiti di Maman dopo i negozi di scarpe).

2 rue de buci

Fa freddo, in questa domenica di dicembre. Entriamo a riscaldarci al Café de Paris.

Papà si lascia tentare da un chocolat chaud à l’ancienne, Maman resta fedele al suo solito thé pomeridiano: sceglie un lapsang souchong dall’aroma affumicato. Lo beve mettendo le mani a coppa attorno alla tazza, per riscaldarsi.

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Usciamo: gironzoliamo un po’ per il quartiere. Flâner. Flânerie. Traduzione italiana: andare in giro, andare a zonzo, bighellonare. Parole che non riescono a dipingere quest’arte tutta francese della flânerie. Perdersi a… Imbocchiamo la Cour du Commerce Saint André.

La vetrina di Un dimanche a Paris attira la nostra attenzione: entriamo in questo paradiso del cioccolato, e ne usciamo con un éclair au chocolat e qualche regalino goloso da mettere sotto l’albero. L’éclair è juste come il faut: insieme fondente e croccante, la crema al cioccolato accarezza il palato mentre la granella di nocciole lo sorprende.

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Continuiamo la nostra passeggiata, guardando le vetrine. Faire du lèche-vitrines, diciamo noi francesi.

Rue Mazarine: una libreria antiquaria, un negozio di vecchi giocattoli, Hapart. Siamo d’umore poetico, in questo pomeriggio di dicembre. Humeur songeuse. Strano, come il francese si adatti bene alla poesia. 

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Questa domenica di dicembre ha la poesia di una coppa di Ruinart: fredda, e con le bollicine. La vita è una Magnum di Ruinart. Ci sentiamo effervescenti, e innamorati: di Paris e delle sue luci, del Natale, della Senna e del freddo, della vita, de tout… All’angolo, ci imbattiamo in un ferramenta un po’ speciale: fermiamoci a comprare un cadenas, un lucchetto. I ponti sulla Senna, con le loro ghirlande di lucchetti, sono a due passi: aggiungiamo il nostro. Paris, je t’aime.

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