Arte in pillole

Un cammino che attraversa la storia di Cittadella

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Un “journey” a Cittadella: un viaggio, una giornata a spasso lungo mura di storia in una piccola città baciata dal sole e da un’insolita, limpida luce di metà novembre.

Il nome Cittadella si riferisce alla sua fisionomia di città murata, centro militare di difesa.
Oggi, Comune con circa 20.000 abitanti, la sua fondazione si data attorno al 1220, quando Padova decide di creare al centro della pianura veneta un nuovo luogo fortificato per proteggere la zona di frontiera con le città di Treviso e Vicenza, e per lanciare, in questo piccolo assegnamento locale, una politica di colonialismo agrario.

Nonostante i continui passaggi di dominio, la cittadina mantenne l’identità costruita nei secoli quattordicesimo e quindicesimo, quando dopo il controllo di Ezzelino da Romano, i Carraresi ritornarono al comando della Signoria padovana. Ecco perché il famoso stemma raffigurante il carro rosso in campo bianco è molto presente negli edifici di Cittadella.

Stemma carrarese – Porta Padova

Imperial sedendo fra più stelle /
dal ciel dises’ un carro d’onor degno /
soto Signor d’ogn’altro più benegno. /
Le rote soi guidavan quatro done, /
Justicia e Temperancia cum Forteza /
ed àn Prudenza tra cotanta alteza.

(madrigale musicato da fra’ Bartolino da Padova)

Queste parole accompagnano lo stemma di famiglia: il carro, che attorno alla metà del 1300 fu interpretato in chiave allegorica come simbolo delle virtù che un buon governante deve avere.

A spasso per la storia: il cammino di ronda di Cittadella

Non fatevi prendere dalla pigrizia!

Cittadella offre una visita del tutto insolita: dà la possibilità di camminare per circa un chilometro e mezzo lungo tutta la cinta muraria, passeggiando attraverso secoli di storia, tra le pietre e i mattoni che sostengono questo monumento da più di settecento anni!

Con le sue 36 torri di diverse dimensioni e le sue quattro Porte d’accesso, le mura, di forma ellittica, si elevano per un’altezza minima di 14 metri, ma le torri di guardia e le porte arrivano fino ai 30 metri. La loro particolarità è quella di essere quasi senza fondamenta, sono infatti sostenute da terrapieno ricavato dalla terra recuperata dal fossato.

Impressionante, in questa prospettiva, vedere l’altro capo della città e rendersi conto che alla fin fine il nome Cittadella è semplicemente azzeccato per un centro abitato di così piccole dimensioni!

Durante il percorso, girando attorno alla città, si hanno visioni differenti: se si guarda superficialmente, se si ammira solo l’orizzonte, è come se ci si trasportasse nel Medioevo e si vedesse un villaggio protetto dalle mura, come viene ricostruito nei film! Se si guarda con più attenzione i dettagli, le vie e le zone verdi si ha la conferma di trovarsi nel Ventunesimo secolo, con le luci di Natale appese tra un edificio e l’altro, il mercato davanti al Duomo e i bambini che al parco si dondolano sulle altalene.

La fatica della camminata (che sembra quasi infinita) si mescola con emozioni variegate, come molteplici sono le terrazze e i punti di osservazione dai quali si può ammirare la città sottostante. A circa metà percorso, per smorzare la “noia” della ripetitività, si può accedere ad una terrazza: il Belvedere, nel quale è quasi doveroso prendersi qualche minuto per godere della vista all’orizzonte le montagne innevate che svettano tra i tetti dei palazzoni più alti e i campanili.

Vi è come un senso di pace nell’ammirare il panorama da un’altezza simile, un po’ un controsenso se si pensa che i soldati dal 1300, si trovavano a combattere con emozioni diverse, molto più di ansia e paura, allerta!

Percorrere la storia, toccare quei mattoni e quelle pietre che hanno sopportato e vissuto tanto, è un modo diverso per conoscere le vicende antiche, guardandole da un altro punto di vista, immedesimandosi e provando ad immaginare come si poteva vivere a quel tempo!

 

Foto in gentile concessione di Giada Contarato e Giada Sgaravatto

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