L’immagine di copertina che potete ammirare quest’oggi ritrae il Conte Vlad Tepes, altrimenti detto Vlad L’impalatore.
Un personaggio storico dipinto come cattivo e sanguinario al punto tale dall’essere accostato, realtà o finizione che sia, alla figura del famosissimo Conte Dracula.
Vlad era conosciuto per la sua particolare crudeltà, soprattutto nell’esecuzione capitale di nemici e prigionieri di guerra, che avveniva spesso per mezzo dell’impalazione.

Voi penserete “bello… siamo su History Channel?”, e la domanda è più che legittima.
In verità questo piccolo excursus storico mi serviva solo come mezzo utile ad aprire lo scenario sul violento ed inquietante panorama che si è palesato nell’ultima settimana, e che riguarda le strane abitudini che sembrano aver assunto i giovani italiani per divertirsi.

Due settimane fa a Napoli – in una ben nota vicenda – un ragazzino minorenne ottenne come “premio” per quello che venne definito come “normale scherzo” una delicata operazione all’intestino.

Per chi non lo sapesse, il malcapitato era stato violentato con un compressore.
Avete letto bene, e fate altrettanto bene ad inquietarvi.
Si perché – se mai ce ne fosse bisogno – lo spauracchio di possibili atti emulatori (manco stessimo parlando di Jack lo Squartatore…) sta aleggiando, cupo e brutale, sui cieli delle città italiane.
E’ solo di poche ore fa la notizia di un giovane vittima di un incidente simile – stavolta con un attrezzo da palestra – che è stata ricoverata d’urgenza.

Ora, le dinamiche appaiono diverse, per la verità.

Se è vero che in un caso lo “scherzo” era stato utilizzato più come incredibile giustificazione, mentre nell’altro l’intento goliardico pare essere stato più genuino, è indubbio che in questa “disturbante moda” ci sia qualcosa di inquietante.
Stupisce in modo particolare l’assoluta (ed apparentemente innocente) ignoranza che c’è in capo ai giovani rispetto alle norme basilari di comportamento e rispetto per il prossimo, che io personalmente ammetto di dare per scontate.
Se questo è il nuovo modo di “scherzare” che si sta facendo strada tra le generazioni più fresche, qualcuno potrebbe avere un sano moto di nostaglia verso i petardi lanciati sotto i piedi, le bombette puzzolenti di carnevale, le puntine incollate sulla cattedra, la colla sulla sedia del compagno di banco e affini.
Tutte trovate “fastidiose” e di certo spiacevoli, ma che non costituiscono attentati violenti all’integrità del prossimo, e dunque possono essere tollerati.
Mi auguro vivamente che questi tristi episodi siano una semplice casualità, e che non siano l’ennesimo segnale di allarme di una società brutalizzata, violenta e repressa, che ricerca in continuazione ed in modo quasi disperato il capro espiatorio, la vittima sacrificale.
Il Conte Vlad, coi suoi occhi iniettati di sangue, i denti sporgenti e le mani che prudono, è dietro l’angolo…

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