In alcuni sport l’ultimo minuto è l’emozione massima. Il basket è sicuramente il primo fra questi, con quella sirena che suona alla fine del tempo e quei tiri mentre il suo suono ribomba nello stadio che spesso fanno la differenza fra la gloria e l’oblio. Poi c’è l’hockey, con l’ultimo minuto di Miracle on Ice, ovvero la sfida USA-URSS ai Giochi Olimpici invernali del 1980 con il fortino statunitense che resiste all’assalto sovietico ed entra nella storia attraverso le parole di Al Michaels: “Do you believe in miracles? Yes!”.

E poi c’è il calcio, che spesso si decide prima dell’ultimo minuto, ma a volte ci fa esaltare con dei veri ribaltoni, che vista la loro rarità sarebbero da raccogliere in un museo, un bellissimo museo. Scrivo questo dopo aver visto, in vacanza, l’esultanza di un nonnetto tedesco dopo il gol partita di Toni Kroos, durante la seconda partita della Germania a questo mondiale russo, contro la Svezia. Ho subito pensato: “che culo che hanno questi”. In realtà poi la mia mente è prontamente balzata ad alcuni episodi della mia memoria che mi hanno smentito. Si tratta di determinazione, voglia di vincere, capacità di non arrendersu. Ok dai, anche un pizzico di fortuna.

Il primo episodio, quello che ho vissuto cronologicamente per primo è quello della rimonta nei tempi di recupero del Manchester United contro il Bayer Monaco, la partita che mi ha fatto definitivmente innamorare del calcio, della Champions League e delle squadre inglesi. Questa finale di Champions, anno 1999, si può riassumere nel suo tabellino, che da solo trasuda emozione e palpitazione. Ecco i marcatori: Basler (BAY) al 6′, Teddy Sheringham (MAN) al 90’+1 e Ole Gunnar Solskjær (MAN) al 90’+3. Questi ultimi fatti entrare al 67′ e al 81′ da quella vecchia volpe di Sir Alex Ferguson. Riguardatevi i minuti di recupero.

L’altro ultimo minuto che amo di più è quello di Italia-Australia ai mondiali tedeschi del 2006. Con Grosso che parte sulla fascia, dribbla un primo difensore e si lascia cadere come una pera cotta addosso al secodo. L’arbitro indica il dischetto. Siamo al minuto 92:51 degli ottavi di finale. Al 94:26 il Pupone calcia la palla dal dischetto. Sappiamo tutti come è andata a finire. Pollice in bocca e Italia ai quarti!

Per questo mentre d’istinto ho odiato il vecchio tifoso tedesco, e con lui la Germania intera, dopo qualche secondo ho alzato il pollice verso di lui. Siamo a casa, ma quanto vorremmo essere al loro posto…

Qual è il tuo ultimo minuto preferito? Lo schifo del Golden Gol è escluso!

 

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