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Ultimissime: New Horizons raggiunge Plutone!

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Buongiorno a tutti e benvenuti a questa edizione speciale di Scienza & Gnorri, che vorrei dedicare ad un personaggio emblematico dell’astronomia: Plutone. Molti di voi sapranno che nella giornata di ieri la sonda americana New Horizons ha raggiunto ieri, dopo un viaggio lungo 9 anni e mezzo, il più lontano pianeta del sistema solare, viaggiando ad una velocità di 50 mila chilometri all’ora.

La missione è durata appena mezz’ora, ma in questo lasso di tempo la piccola sonda della Nasa, grande poco più di un pianoforte, è stata in grado di scattare centinaia di foto, che raggiungeranno la Terra nei prossimi mesi e verranno elaborate successivamente nell’arco di un paio di anni.

Credit: Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute (JHUAPL/SwRI)

Credit: Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute (JHUAPL/SwRI)

Perché questa missione è così importante? Innanzitutto Plutone fa parte della terza classe di pianeti del sistema solare (pianeti rocciosi, pianeti gassosi e la fascia di Kuiper di cui fa parte Plutone). Quest’ultima fascia è composta per lo più da corpi minori composti da ammoniaca, metano e acqua (a differenza della Fascia principale che è in gran parte rocciosa). Lo studio di Plutone potrebbe ampliare enormemente la nostra conoscenza del Sistema Solare. Inoltre la fascia di Kuiper è la principale fonte degli impatti comprati sulla Terra. Studiarla è quindi estremamente importante.

Credit: Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute (JHUAPL/SwRI)

Credit: Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute (JHUAPL/SwRI)

Altro fattore fondamentale è sicuramente il suo essere un Pianeta Nano (riclassificato nel 2006 dall’Unione Astronomica Internazionale), un’antica reliquia che potrà insegnarci molto sulla formazione dei pianeti del Sistema Solare.

New Horizons cercherà inoltre di svelare il rapporto esistente tra Plutone e Caronte, il suo satellite, le cui dimensioni notevoli (circa metà dello stesso pianeta) lo rendono uno dei casi più emblematici di sistema binario, dato che entrambi ruotano su un comune centro di gravità al di fuori dello stesso Pianeta.

NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Anche lo studio dell’atmosfera di Plutone può aiutarci a capire il nostro Pianeta: la sua atmosfera infatti sta allontanando nello spazio, cosa che non esiste da nessun’altra parte nello spazio. Si pensa che l’originale atmosfera terrestre di Idrogeno-Elio si sia allontanato nello spazio nello stesso modo. Studiare Plutone potrà aiutarci a capire alcuni aspetti del nostro passato.

Grazie a New Horizons saremo inoltre in grado di stabilire definitivamente le esatte dimensioni del Pianeta. La sonda ha misurato il diametro di 2370 chilometri, contro i 1208 del suo satellite principale,  Caronte.

Tutte le immagini scattate dalla sonda giungeranno sulla Terra su un lasso di tempo tra le 4 ore a diversi mesi. La Nasa ci informa che per ricevere ed elaborare tutte le immagini dovremo aspettare 1/2 anni. Un’attesa lunga più di nove anni, che promette però di portare a nuove scoperte sul piccolo pianeta Plutone e anche forse sulla storia del nostro o del Sistema Solare. Plutone è stato finalmente conquistato!

Per ulteriori informazioni vi invito a visitare il sito dedicato alla missione!

Alla prossima settimana con una nuova puntata di Scienza & Gnorri.

Immagine di anteprima: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

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