Arte in pillole

Tutti come Giorgione su Instagram!

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In quest’era determinata dal tempo che scorre, dove tutto è in funzione del susseguirsi degli impegni, dove abbiamo bisogno del telefono per immortalare i momenti, per bloccare gli attimi, per avere un ricordo, per poter dire “io c’ero”…è difficile fermarsi a guardare un paesaggio solo con i propri occhi ed estraniarsi dal mondo?

Guardare, non vedere, immergersi e fare parte dello stesso paesaggio.
Sentirsi piccoli piccoli di fronte a tanta vastità.
Sentire le preoccupazioni scivolare via guardando il sole tramontare, rimanendo in silenzio a guardare un prato verde, concentrandosi sulle onde che il vento forma, in un lago, essere cullati dalle onde del mare.

A me a volte succede.
O meglio, ne sento il bisogno.
Bisogno di silenzio, di ricongiungermi con la natura.

paesaggio

È dal 1500 che sentiamo questo bisogno, anzi, dal Cinquecento sentiamo il bisogno di dimostrare questa relazione tra noi e la natura, e pare che proprio i Veneziani siano dei maestri in questo.

san gerolamo leggente in un paesaggio(San Girolamo leggente in un paesaggio, Bellini 1505)

Tutto ha inizio da Bellini e da quella sua voglia matta di trasmettere emozioni, influenzato dalle novità fiorentine e da pittori come Piero della Francesca che quasi contemporaneamente a Urbino si dedicava a rappresentare i paesaggi di sfondo in maniera dettagliatissima.

Bellini però fa un passo in più: il paesaggio non è più solo corredo della scena, ma partecipa alle emozioni degli uomini che lo abitano.
Da questa lezione Giorgione raggiunge il punto più alto, capovolgendo il rapporto uomo – natura, rendendo (questa volta) l’uomo corredo della scena, piccolo, in fusione e in armonia con il paesaggio attorno a lui, diventando egli stesso elemento della Natura, forza creatrice priva di minacce, che trasmette serenità.

tramonto(Il Tramonto, Giorgione 1506-1508)

tempesta(La Tempesta, Giorgione 1505)

Poi naturalmente tutto ciò subisce i cambiamenti necessari rispetto al susseguirsi delle epoche ma mi verrebbe da dire che se questo è stato il punto di partenza, abbiamo fatto un percorso circolare e siamo ritornati a pensarla alla stessa maniera, l’unico cambiamento è stato nella tecnologia.

Tutto termina (o ha un nuovo inizio) con Instagram: la mia bacheca è tappezzata di queste foto evanescenti e minimaliste all’ennesima potenza… che adoro e non riesco a riprodurre!

insta

Dopo il periodo dei selfies, ora la vera protagonista è la Natura, sono i viaggi: montagne, mare, campagna, città, lago e piccola, piccola, la presenza dell’uomo.

Adoro questo modo di fare fotografia (tra le varie pagine instagram vi consiglio Effetto Volta, anche nella pagina Facebook) perché mi dà pace, mi ricorda che siamo solo una piccola parte dell’Universo, che c’è qualcosa di più grande di noi, che possiamo controllare ma che non dobbiamo dominare… un po’ come i quadri di Giorgione!

 

Immagini prese dal Web

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