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Tu la conosci Darinka Montico? Intervista ad una ribelle viaggiatrice

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Attenzione! Prima di continuare a leggere questo articolo vi metto in guardia dall’elevata possibilità di innamorarvi follemente della protagonista. Io temo di esserci già cascata.

Darinka Montico, italiana con origini slave, giovane, entusiasta, chiacchierona, fuori dagli schemi convenzionalmente disegnati (se n’è creata di suoi) ma soprattutto VIAGGIATRICE. Ebbene sì, questa è la storia di una donna che davvero ha mollato tutto per seguire i propri sogni, e venire a conoscenza delle sue avventure è stato un vero e proprio balsamo per cervello e anima, andato dritto a lenire le ansie. Perché fa sempre bene – a tutti! – leggere la storia di qualcuno che CE L’HA FATTA.


La mia rivoluzione interiore è sbocciata un paio di anni fa, quando ho capito che continuare a dedicarmi a fare cose che non mi piacevano era una perdita di tempo“. Come non pensare alla celeberrima citazione di Jep Gambardella, ne “La Grande Bellezza”: “La più consistente scoperta che ho fatto è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare“.

In verità è anche il motto della mia vita, la frase che ho scelto per descrivermi e il mantra che mi ripeto ogni mattina. Forse è anche per questo che Darinka mi è piaciuta sin dal primo istante: siamo spiriti affini. Questa epifania, la rivelazione che le ha cambiato la vita, l’ha avuta una notte mentre lavorava al Casinò a Londra, faceva la massaggiatrice di teste dei giocatori di poker. Sì, esiste davvero come lavoro! Mentre si guardava attorno si accorse che non c’era nemmeno un orologio lì dentro: al casino ti rubano, ti derubano del tempo ed era esattamente ciò che stava facendo lei con la sua vita, si stava derubando della possibilità di seguire i suoi sogni.

In quell’esatto momento si licenziò e cominciò la sua nuova vita.

Dopo aver vissuto 15 anni all’estero, facendo qualsiasi tipo di lavoro, dall’insegnante di inglese alle elementari in Laos, alla darinka2cameriera, fotografa, ragazza immagine, proprietaria di ristorante, volontaria, imbianchina… torna in Italia con un nuovo grande progetto: da sola, e senza un euro in tasca parte a piedi da Palermo e cammina per sette mesi raggiungendo l’estremo Nord Ovest dello stivale, facendosi ospitare ogni sera da sconosciuti e raccogliendone i loro sogni. Il diario della sua prima camminata di 3000 chilometri esce a maggio 2015 con il titolo “Walkaboutitalia“. Per promuovere il suo primo manoscritto la giovane avventuriera si fa costruire una bicicletta di bambù e pedala per oltre 6000 chilometri organizzando ben ottanta presentazioni tra scuole, comuni e librerie in tutta Italia. La sua storia diventa un piccolo successo editoriale tra la letteratura di viaggio italiana tanto da venire invitata a parlarne in una conferenza TedX. Dopo quattro mesi spesi in ritiro letterario nell’amata Sicilia, Darinka pubblica il suo secondo libro: “Mondonauta“, lanciandolo insieme al suo nuovo progetto: The Never Ending Road, La Strada Infinita. Il giro del mondo in bicicletta attraversando gli oceani in barca a vela.
(I libri sono acquistabili su Amazon).


Chi è Darinka Montico?

Durante i miei 3000 km a piedi in Italia raccogliendo sogni ho trovato tantissimi sognatori. Credo che sognare sia una forma di ribellione nei confronti della società che ci circonda: d’altronde un sogno è un’aspirazione a qualcosa di diverso, quindi penso che mettere in pratica i propri sogni sia un atto davvero rivoluzionario, anche se lo si fa solo per se stessi. Un’altra cosa che ho imparato per strada è che se già ci comportiamo ora come se vivessimo nel mondo che sogniamo, esso si adatterà al nostro comportamento, quindi dopotutto, essere dei rivoluzionari – nel senso di vivere per trasformare i sogni in realtà – è un gesto rivoluzionario. Ora sto vivendo il mio sogno, e non ho alcuna intenzione di svegliarmi presto. Quindi mi potete chiamare sognatrice rivoluzionaria.

Quando hai iniziato a viaggiare?

Sono stata parecchio fortunata in tal senso: mio padre è un amante del viaggio, anche se in modo molto più “turistico” rispetto al mio e da piccola andavo sempre con i miei in vacanza, Spagna, Marocco, Portogallo, Londra. Poi proprio a Londra, quando avevo 14 anni circa mi ricordo chiaramente quest’immagine di me sulle scale mobili di Leicester Square. Mi ricordo che era come se stando ferma avessi tutto il mondo che mi scorresse a fianco, gente di ogni colore, costume e profumo e in quel momento decisi che appena avessi potuto ci sarei venuta a vivere. A 19, appena diplomata presi un biglietto solo andata.

Cosa significa per te viaggiare?

Viaggiare è scoprire che “il normale” è diverso dappertutto, quindi scoprire che il “normale non è altro che un concetto inventato, che cambia in base alle abitudini ed esigenze di ogni società. Nella nostra per esempio è normale fare lavori che non ci piacciono per accumulare cose che non ci servono, per poterle finalmente godere un giorno, quando saremo a un passo dalla tomba, ma non è normale godersi il presente. È normale andare a 130 all’ora in una scatoletta di latta, ma non è normale spostarsi a piedi. L’essenza del viaggio è imparare ad utilizzare questa relatività come strumento per capire l’uomo.

darinka3Viaggi sempre da sola?

Non è che viaggiare da sola sia mai stata una regola per me. Semplicemente un caso, e facendolo ho imparato ad adorarlo, tanto che non sono più certa di volere viaggiare in compagnia. Da sola, sicuramente anch’io sarò vittima dei miei pensieri cretini, ma nessuno tranne me è costretto a sorbirseli. Posso permettermi un giorno di riposo quando voglio, senza dover mettere in atto un consiglio decisionale, non devo sopportare brontolamenti, non mi devo preoccupare delle reazioni di un eventuale compagno alle usanze locali, sono più concentrata su quello che mi sta intorno che su ciò che mi porto dietro, ma soprattutto ho tempo per pensare, riflettere, stare con me stessa e mettermi in sintonia con la natura e le popolazioni che incontro. Detto questo, soprattutto quando si viaggia da soli è molto più facile trovare compagnia, il bello è che la si può cambiare quando ci si sente pronti ad andare avanti, perché non si hanno obblighi né legami, solo pura libertà. Sulle donne che viaggiano da sole ho scritto questo pezzo: “The Never-ending road: viaggio da sola”.


Come accade, sempre e comunque, esponendo la propria anima ed essenza al mondo intero ci si mettgush_vonnegute alla mercé di tutti e bisogna fare i conti con commenti, idee, pensieri, giudizi e pregiudizi di ogni genere. Darinka spiega di essersi trovata di fronte ad un bivio: il 50% dei lettori la sostiene mentre il restante 50% la deride. Già, ne sappiamo tutti qualcosa. C’è sempre qualcuno pronto a criticare le tue scelte. C’è chi l’ha definita “parassita della società, criceto impazzito, bambola assassina con i capelli social” – caspita che immaginazione! Ma la scrittrice non si lascia abbattere e continua sul proprio cammino, più agguerrita che mai. Questo mi fa riflettere molto e fa sorgere un pensiero da gridare a squarciagola: controcorrente, contro l’invidia, l’ignoranza che genera cattiveria, la tristezza d’animo di chi non ha avuto il coraggio di seguire i propri sogni e se la prende col prossimo. Contro le convenzioni sociali, gli strozzini di sogni e gli aridi di cuore. Non incappiamo più nell’errore di giudicare le persone, per favore! Viviamo la nostra vita, giorno per giorno, godiamo dei piccoli momenti, delle gioie spropositate, del dolore che ci fa da maestro, della magia che regala l’inseguire un sogno e nella soddisfazione totalizzante di ESSERE BUONI, come insegna il mitico Kurt Vonnegut.
E – per l’amor di dio! – sorridiamo!


Voglio ringraziare Darinka per il coraggio e la voglia di vivere che ci ha servito su un piatto d’argento, voglio ringraziarla per essersi esposta al mondo ed averci regalato la sua storia. Ognuno è libero di vivere la propria vita come meglio crede e a me piace da matti il modo in cui lei abbia deciso di prendere in pugno la sua!

Siate liberi, coraggiosi, felici, buoni.

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