Suoni di Marca

Tre allegri ragazzi swing @ Suoni di Marca

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La mia vita senza i Tre allegri ragazzi morti sarebbe, di sicuro, molto diversa. Nel corso degli ultimi vent’anni infatti, sono stati davvero pochi i gruppi musicali italiani capaci di raccontare i turbamenti adolescenziali, le paure e le insicurezze della vita con così tanta efficacia come loro. I TARM (questa la sigla del gruppo) sono riusciti a emergere da una realtà provinciale, superando i confini della loro Pordenone, arrivando a farsi apprezzare in tutta Italia e in molte parti d’Europa. La caratteristica principale della loro musica è l’universalità, unita a una sorprendente adattabilità nell’essere arrangiata con successo nei più svariati generi musicali.

La band capitanata da Davide Toffolo è stata protagonista dell’ottava serata di Suoni di Marca, il festival trevigiano che, sera dopo sera, continua a far registrare ottimi numeri e una grande affluenza di pubblico. Una serata dedicata interamente al rock indipendente italiano, aperta dal gruppo trevigiano Le Basour. Formatasi nel 2012, la band ha proposto agli spettatori presenti una coinvolgente miscela di electro pop-rock, unendo un sound ritmato a un’efficace presenza scenica. Pray to stay (singolo finito in rotazione su Virgin Radio) è stato il pezzo di chiusura, accompagnato da un finale scenografico con coriandoli e mega palloni lanciati sulla folla. Divertenti e d’effetto. A scaldare il palco per gli headliner è stata però la musica dei The bastard sons of Dioniso che con il loro sound hard rock hanno presentato alcuni brani estratti dal loro ultimo omonimo album in studio, unendoli in scaletta ad altri classici del loro repertorio come Rumore nero L’amor carnale il brano che li aveva fatti arrivare secondi a X Factor 2009, portandoli al successo nazionale e alla firma di un contratto con Sony Music. Da allora molte cose sono cambiate, ma i ragazzi hanno dimostrato sempre una grande coerenza nel sostenere il loro ideale di musica, scegliendo la difficile strada della musica indipendente. Una scelta lodevole per una band  che meriterebbe di sicuro più visibilità.

Inutile dire però che il piatto forte della serata è stata la collaborazione tra i Tre Allegri Ragazzi Morti e la Abbey Town Jazz Orchestra, un collettivo di 20 promettenti musicisti provenienti da tutto il Triveneto, che sotto la direzione di Bruno Cesselli hanno arrangiato in chiave jazz e swing i pezzi più celebri della band di Pordenone. Lo show è stato strutturato come una grande lezione di storia della musica, in cui il sound degli Anni ’30, ’40 e ’50 ha trasformato le note di La mia vita senza te, Il mondo prima e La faccia della luna per arrivare poi agli Anni Settanta, Ottanta e Novanta con una serie di pezzi suonati solo da Toffolo, Molteni e Masseroni. I bis lasciano spazio agli Anni Duemila e a un ritorno all’inizio con una doppia esecuzione de La mia vita senza te. Dopo aver stravolto negli anni scorsi, in versione dubstep e in versione acustica alcuni dei pezzi che li hanno consacrati, Toffolo e soci sono tornati alla grande con questa nuova e originale rilettura della loro musica. Un sound in continuo divenire, rappresentato al meglio nelle dodici tracce di Quando eravamo swing (album suonato quasi per intero sul palco di Suoni di Marca) in cui spicca la splendida versione di Puoi dirlo a tutti, senza dubbio uno dei momenti più emozionanti dello spettacolo. Anche nella veste di Tre allegri ragazzi swing, il trio friulano ha dimostrato ancora una volta il suo talento, regalando al pubblico una musica che non ha paura di invecchiare o di evolversi in qualcos’altro, riuscendo così a essere sempre attuale e a parlare al cuore di tutte le generazioni presenti sotto il palco.

Alvise Wollner

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