Biennale Confindustria PI

Trasformiamoci con l’internazionalizzazione

0
Like

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Internazionalizzazione è un concetto che racchiude molti significati e molti possono essere i modi per un’impresa di internazionalizzarsi.

internationalizationInternazionalizzarsi per un’impresa equivale a divenire in qualche modo “internazionale” e dunque a intessere rapporti con imprese, consumatori e istituzioni operanti sui mercati esteri.
È semplice affermare che ogni impresa ha bisogno di internazionalizzarsi, tutt’altro è riuscire in questo processo. Portare un’azienda all’estero è complesso come aprire una nuova attività d’impresa e per questo motivo l’attività di internazionalizzazione deve essere pianificata nel migliore dei modi.

Al Convegno Biennale di Piccola Industria si è parlato di rinascimento e trasformazione. Lo scenario che si è formato con l’impatto della crisi è composto da molte realtà distrutte ma anche da nuove opportunità, ed è divenuto fondamentale saper “ri-leggere” e “re- interpretare” il nostro Paese e il mondo che lo circonda. Molte imprese italiane stanno seguendo la strada dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, e sono proprio quelle che sono riuscite a superare la crisi e a conoscere oggi le opportunità offerte dal mercato. È necessario quindi continuare in questa prospettiva e renderla sistematica e permanente nella vita dell’impresa, eliminando la paura di abbandonare i percorsi finora seguiti ed ormai consolidati.

Cosa significa dunque internazionalizzare?

Per il professor Giorgio Barba Navaretti con tale termine non si intende tanto il processo di delocalizzazione ma piuttosto il fatto di andare ad aumentare la percentuale di fatturato rivolta alle esportazioni. È doveroso sottolineare che la delocalizzazione non coincide affatto con l’internazionalizzazione e va notato che ultimamente si evidenzia una forte tendenza al ‘reshoring’. Cosa vuol dire? Semplice! Le aziende che avevano deciso di delocalizzare ora fanno marcia indietro e scelgono di rimpatriare. Tra i principali motivi del ‘reshoring’ ritroviamo sia l’aumento dei costi nei Paesi meno sviluppati sia la difficoltà di tenere la produzione lontano dalla progettazione.

internazionalizzazioneIl Vice ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha evidenziato che ci sono molte PMI impegnate nell’esportazione, ma allo stesso tempo ha pure sottolineato che esportano troppo poco in relazione alla loro dimensione. In un contesto caratterizzato da una significativa incertezza della domanda nazionale diventa fondamentale internazionalizzare per crescere così da andare a frazionare anche il rischio e sfruttare i vantaggi delle economie di scala.

Oggi per internazionalizzazione si intende sia quella globale che quella strutturale, dunque si deve imparare a vendere all’estero ma anche eventualmente a produrre in altri mercati.
Tale obiettivo non è facilmente raggiungibile perché non si tratta di seguire la scia delle grandi imprese, ma il processo deve partire all’interno dell’impresa stessa dove i presupposti necessari sono un’organizzazione multinazionale da accompagnare a particolari scelte dell’impresa riguardanti innovazione, competitività e molto altro.

Un ruolo importante deve essere inoltre svolto dalla politica e dallo Stato.

Ma qual è precisamente il ruolo della politica?

La politica non deve essere di guida, ma solo di accompagnamento poiché si deve partire dal presupposto che l’azienda sia sana. Combinando insieme questi due strumenti, innovazione e ruolo dello Stato, le aziende italiane saranno in grado di crescere anche tramite collaborazione con aziende straniere. Tale collaborazione richiede come base di partenza, l’armonia che fa scomparire la competizione e rafforza la creazione di rapporti stabili e duraturi tra imprese al fine di raggiungere uno scopo comune. Tutto ciò costituirà la premessa per internazionalizzarsi e per accrescere ancora di più il successo del Made in Italy.

Made-in-Italy_2Internazionalizzarsi è dunque fondamentale per esportare la cultura italiana andando ad alimentare l’idea del ‘well done’ italiano, ovvero del prodotto bello e ben fatto. Il lifestyle italiano è famoso e riconosciuto in tutto il mondo e negli ultimi anni è cresciuto l’interesse dei consumatori internazionali per il Made in Italy, in particolare nei settori meccanico, fashion, design e food. La competitività dei prodotti non si misura più in termini di riduzione dei costi, quanto di qualità e dell’intero processo di produzione. La sostenibilità ambientale ne è un esempio. Oggi si presta molta più attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e l’Italia si colloca in una posizione ottimale grazie alla sua immagine e la dotazione naturale di risorse verdi.

L’approccio italiano, inoltre, passa per una grande attenzione al dettaglio e alle necessità del cliente, che potranno essere valorizzati grazie all’integrazione della manifattura con la tecnologia che le nuove scoperte nell’ambito sono ora in grado di permettere.

TCX-20-bachelors-matteo-marzotto-417x540Uno dei problemi che, tuttavia, l’Italia deve affrontare deriva dal fatto che risulta essere un “mosaico complesso composto da singoli tasselli di eccellenza” che, per competere a livello mondiale, deve riuscire ad ordinare in un unico agglomerato. È necessario quindi che si creino sistemi di rete tra le imprese.
Le reti permettono di avere i benefici di una grande organizzazione pur potendo preservare le individualità. La creazione di una rete e l’internazionalizzazione possono essere favorite dalla creazione di un sistema fieristico integrato e dall’ e-commerce. Le fiere costituiscono infatti un supporto fondamentale per le PMI per entrare nei mercati esteri, come ha affermato il Presidente Fiera di Vicenza Matteo Marzotto, specie considerando che 80% dell’export italiano passa attraverso lo strumento fieristico.

Internet e l’economia digitale, come poi è stato evidenziato da Fabio Vaccarono, costituisce una lotteria per l’Italia e per le PMI indipendentemente dalla tipologia di bene prodotto in quanto mette in comunicazione miliardi di persone permettendo la diffusione immediata della nostra cultura in tutto il mondo.
Per realizzare tutto questo serve ovviamente un cambio di prospettiva. Ci deve essere la volontà di riadattare il proprio modello di business e la propria strategia. In tal senso diventa cruciale riuscire a cavalcare l’onda del cambiamento piuttosto che lasciarsi travolgere.

Piccola_industria_AT

Il termine stesso “trasformazione” (dal latino trans= oltre e forma= forma, aspetto) suggerisce come non si debba creare nulla di nuovo né distruggere quella che è la sostanza insita nell’identità di un’impresa, quanto invece sia necessario dare una nuova forma combinando elementi diversi e togliendo il superfluo.
Piccole medie imprese:

Aprite le vostre menti al mondo!

L’internazionalizzazione proattiva rafforza la crescita, aumenta la competitività e sostiene la capacità delle imprese di sopravvivere nel lungo periodo.

Autori: Elisa Biasio | Marta Da Ros | Ludovica Dei Tos | Carlotta Mazzoni | Nicola Sarain

Vuoi scrivere un commento?
Effettua la registrazione da questo link:

Registrati

MORE FROM UNIVERSITà CA' FOSCARI VENEZIA

ENTRA NELLA COMMUNITY