Una rivoluzione industriale 4.0

Nella parte conclusiva della giornata di venerdì si è trattato il tema “Trasformiamoci con l’innovazione”.
Luca Beltrametti, Direttore del Dipartimento di Economia presso l’Università degli Studi di Genova, e Stefano Micelli, Direttore Scientifico della Fondazione Nord Est, hanno riflettuto sulla velocità con cui avvengono le trasformazioni culturali e tecnologiche e sulla loro influenza sul modo di fare impresa. La fine del secolo scorso aveva dato l’avvio a quella che viene definita la “Terza Rivoluzione Industriale” ed ora, a distanza di meno di 50 anni, si stanno già aprendo le porte ad una nuova rivoluzione, chiamata “Manifattura 4.0”.
Nel 1982, con l’introduzione dei computer nel processo di progettazione e sviluppo dei prodotti, si ha la separazione tra la dimensione virtuale e quella fisica e si sposta l’attenzione dall’uomo alla macchina, che diventa il centro dell’intero sistema produttivo. L’uso della nuova tecnologia ha consentito la realizzazione di prodotti di qualità professionale mantenendo ridotta la componente dei costi.

Ora, nel nuovo secolo, il continuo evolversi della tecnologia e dell’informatica sta cambiando nuovamente la concezione del prodotto. Nicola Intini, Direttore dei Servizi Tecnici e Facility Management Bosch Italia, sostiene che siamo di fronte ad una nuova rivoluzione industriale (4.0) della quale, per ora, si conoscono solo gli ingredienti principali; non è nota, invece, quella che sarà la sua risultante. Tra i principali fattori vi sono la massiccia e capillare diffusione di internet che ha consentito la democratizzazione delle nuove tecnologie spostando la competitività delle imprese dalla tecnologia all’innovazione, e la creazione di sensori che ha fatto nascere l’“internet delle cose”. Sensori programmati per far comunicare macchine diverse creano l’idea di un’intelligenza distribuita e rendono labile il confine tra la sfera fisica e quella virtuale. L’attenzione viene quindi riportata nuovamente sul capitale umano che torna ad essere il fattore determinante per la creazione innovativa di strumenti, processi e significati in grado di dare un valore aggiunto e distintivo ai prodotti tradizionali del Made in Italy.

Solo l’intelligenza umana dimostra di avere la capacità di osservare la natura al fine di trarne spunti per la creazione di strumenti altamente tecnologici, come quello presentato da Barbara Mazzolai, Direttore del Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano Tecnologia (IIT). A lasciare la platea letteralmente a bocca aperta è stato “Plantoid”, un robot bioispirato alle piante. L’albero è al centro dell’esperimento in quanto esempio di organismo vegetale che, attraverso le sue radici, è in grado di adattarsi all’ambiente in cui vive, un ambiente in continua evoluzione in termini di variazioni climatiche (temperature, umidità, etc…). Le radici sono quindi l’elemento sensoriale che consente alla pianta di esplorare e monitorare il terreno circostante e mantenersi funzionante in diversi e difficili contesti ambientali. Nasce spontaneo il parallelismo con l’impresa che opera in un contesto altamente instabile e in continuo cambiamento. Per vincere sul mercato le imprese devono sapersi innovare e rinnovare per rispondere in modo reattivo alle nuove esigenze del contesto locale e globale in cui operano.

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Enzo Carrone, l’italiano nella Sylicon Valley, Direttore Instrumentation & Controls Division di SLAC National Accelerator Laboratory Stanford University, ci aiuta a capire meglio che cos’è l’innovazione suggerendone due definizioni. Secondo la prima, innovazione non è solo invenzione ma anche esecuzione attraverso una politica “disruptive” – distruggere un modello di business per crearne un altro – e una “making the world a better place” – non solo creare profitto ma anche impattare positivamente sul mondo ridefinendo i confini dell’impresa. Questo è possibile solo a patto che esistano un cluster di imprese, un mercato del lavoro agile e un sistema di investitori disposti a sopportare il rischio insito all’innovazione stessa.

Innovare, per la seconda definizione, è desiderio di confronto con modelli nuovi e voglia di mettersi in discussione attraverso cambiamenti incrementali nel tempo. Carrone sostiene, tuttavia, che l’innovazione deve essere una fonte di sviluppo ma non bisogna incorrere nell’ansia da innovazione, nella necessità di doversi innovare per la sola paura di essere il fanalino di coda. Secondo Stefano Firpo, Direttore Generale per le Politica Industriale, la Competitività e le Piccole e Medie Imprese e Ministero dello Sviluppo Economico, le piccole e medie imprese italiane dovrebbero essere considerate, per le loro caratteristiche strutturali, come start-up e ricevere le stesse agevolazioni che sono riconosciute a quest’ultime. Seguendo l’ottica appena definita, è stato creato il progetto di Confindustria denominato “AdottUp”. Attraverso l’adozione da parte di PMI tradizionali di nuove idee create da start-up, si sviluppa una collaborazione tra le due tipologie di imprese. Il vantaggio che ne deriva è doppio: garantire una vita più lunga alle nuove organizzazioni (la cui vita media è di 5 anni) e, al contempo, dare spunti innovativi alle imprese consolidate che hanno maggiore esperienza su come affrontare le difficoltà del mercato ma non riescono ad investire adeguatamente in ricerca e sviluppo al fine di innovarsi.

Per concretizzare ed esemplificare i grandi temi affrontati, sono state presentate tre aziende caratterizzate da un alto contenuto di innovazione, tecnologia e creatività a marchio Made in Italy.

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Bluesquare S.r.l. è un’azienda che opera nel settore degli accessori per l’abbigliamento ed ha trasformato uno strumento tradizionale come i bottoni in un accessorio cool, ecosostenibile e di design, integrando le funzioni convenzionali con le caratteristiche di un wearable device, in grado di scattare fotografie e effettuare chiamate di emergenza.

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Argotec, azienda tutta italiana, produce cibo per astronauti. La loro sfida è stata dare occupazione a giovani laureati e dottorandi per sviluppare idee fresche in un mercato dominato dalle grandi multinazionali. La chiave del loro successo è stata la diversificazione tramite l’offerta di un prodotto innovativo e sano che esalti il piacere di “sedersi a tavola” anche nello spazio. Notevole interesse ha riscosso la presenza di un desk in cui è stato offerto l’assaggio di alcuni cibi che fanno parte del “menù spaziale”.

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NGI è un internet service provider italiano, che ha avuto l’idea di sfruttare i vecchi tralicci usati per la trasmissione dei segnali televisivi negli anni settanta, per installare ripetitori wireless in grado di portare la banda larga in quelle zone che non erano ancora state raggiunte da una connessione ADSL tradizionale. Il progetto, partito 7 anni fa dalle montagne di Varese, ha avuto un grandissimo successo, tanto che oggi le loro infrastrutture hanno raggiunto il Lazio. NGI non garantisce solo un’ottima copertura sul territorio, ma anche un’eccellente larghezza di banda, ciò ha permesso di allargare l’offerta anche a quei clienti che, sebbene non vivano in una zona soggetta al digital divide, necessitano di un servizio di rete internet più professionale.

Per concludere riprendiamo le parole di Alberto Baban, Presidente della Piccola Industria di Confindustria, che riassume perfettamente la prima giornata del convegno attraverso tre conclusioni:

La prima è che mi sembra che nessuno dei partecipanti abbia negato l’opportunità di innovare, perciò si può fare; la seconda è che per poterlo fare dobbiamo cambiare le condizioni di contesto, che a nostro parere sono uno stimolo per l’imprenditore per sapersi rinnovare, ma soprattutto va cambiata la comunicazione che dobbiamo dare al sistema Italia, ovvero che ha bisogno di accelerare il cambiamento; la terza logica che voglio sottolineare è che il cambiamento ha bisogno di etica. Dobbiamo quindi riformarlo con nuovi valori perché il Rinascimento è l’impresa.

Biennale Confindustria | Presidente Alberto Baban | Fotografia Studio Franceschin

Biennale Confindustria | Presidente Alberto Baban | Fotografia Studio Franceschin

Autori: Valerio Capecchi | Simone Gennaro | Mirco Guidi | Silvia Lazzarini | Matteo Manfredini | Virginia Menegus

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