Biennale Confindustria PI

Trasformiamoci con la finanza d’impresa

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Le Imprese come Fenici del Nuovo Rinascimento: i nuovi strumenti per la finanza d’impresa sono destinati a rimanere solo un argomento da convegno?

Qual è il ruolo della finanza nel Rinascimento d’impresa? Ne parlano a Venezia durante la Biennale di Confindustria PI eccellenti esponenti del mondo accademico e imprenditoriale. Toni dinamici e confronto a viso aperto hanno caratterizzato gli interventi moderati da Nicola Porro. Di fronte al tramonto degli strumenti tradizionali della finanza aziendale, quali nuove prospettive si aprono per l’impresa? E come possono le piccole imprese riappropriarsi del ruolo di locomotive del sistema economico e di crescita italiano?

“E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte, le grandi strategie” diceva Albert Einstein.

Nonostante si intravedano i primi segnali di ripresa, il credit crunch è ancora un problema per le piccole imprese. La globalizzazione, stringenti regole europee che segmentano l’accesso al credito e la necessità di investimenti in risorse umane e R&D sono, secondo il Prof. Iacobucci, le sfide più intriganti per la finanza d’impresa. Mini bond, factoring, apertura del capitale a fondi di private equity e quotazione in Borsa, sono questi gli strumenti non convenzionali a disposizione per lo sviluppo dei progetti imprenditoriali.

Diversificare le fonti di finanziamento diventa quindi la condizione di partenza, in particolare i minibond diventano fondamentali per la crescita dell’impresa nel medio lungo periodo.

Le opportunità di questo strumento sono molteplici, in particolare si consente all’impresa di mettere in pratica le proprie strategie e di restituire il capitale a scadenza, senza continue e pressanti richieste di rimborso. Inoltre, per avere accesso ai minibond si richiedono requisiti di trasparenza e rating appropriati. Questo aspetto mette in luce l’affidabilità dell’impresa e contribuisce in modo forte alla sua visibilità.

Contrariamente al pensiero imprenditoriale veneto, “accettare un socio è un’esaltazione del ruolo dell’imprenditore, non una sua diminuzione”, sostiene il Prof. Iacobucci. A questo proposito, il Presidente Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini, ha poi rivalutato il ruolo dei fondi di Private Equity, che, se non utilizzati a fini speculativi, possono rappresentare un’ulteriore possibilità di crescita per l’impresa.
Tuttavia, al contrario delle medie imprese, per la maggior parte delle PI non è possibile utilizzare i Mini Bond o cedere parte delle proprie quote ad un fondo di private equity il più possibile assennato. Di comune accordo, la soluzione più efficace per questo tipo di realtà è quella di agganciare a questi strumenti un appropriato sistema di garanzie a livello europeo, potenziando i fondi pubblici e privati a disposizione.

Siamo tutti d’accordo nel sostenere che un imprenditore di successo debba far fronte e superare il problema della delega, che si concretizza in una chiara distinzione tra la proprietà e il management dell’azienda. La delega infatti, fino a questo momento, ha rappresentato lo scoglio maggiore alla crescita, a causa della modesta propensione degli imprenditori ad affidare la gestione tecnica a figure esterne competenti. Si tratta in sostanza di sfatare il mito della figura padronale e accentratrice dell’imprenditore tipica del nostro territorio.

Ci sembra doveroso, infine, sottolineare il fatto che tutti gli interventi hanno avuto parole di stima e apprezzamento per il QE, operazione di politica monetaria espansiva implementata dalla BCE, alla cui guida il presidente Mario Draghi rappresenta in maniera superba la presenza italiana in Europa. E’ proprio attraverso la massiccia iniezione di liquidità, con la ripresa dell’inflazione e l’ulteriore abbassamento dei tassi di interesse, che consumi e credito riceveranno un impulso positivo, come ci si attende, nel corso del 2015.

dgsregerE’ proprio Carlo Messina, Consigliere Delegato Intesa Sanpaolo, che esalta in maniera positiva il ruolo degli italiani all’estero nelle più importanti posizioni istituzionali, a discapito dei pregiudizi che da sempre ci precedono. Premessa costante di tutto l’intervento è la sua inevitabile e naturale predisposizione a mettere in luce la sua società. Il mito della banca “mostro cattivo” è stato sfatato dal consigliere che, con dati alla mano, ha dichiarato l’erogazione di crediti ad aziende, pmi e famiglie, per 120 miliardi da giugno 2011. Somma notevole che verrà incrementata, nel 2015, con un esborso di altri 37 miliardi. In particolare il credito erogato alle PMI viene visto da Intesa non come una fonte di guadagno, ma piuttosto come un indispensabile “gioco di squadra”. Se le banche non supportano le imprese il sistema non riparte, a detta sua. In particolare ha evidenziato come queste possano essere l’unico fattore abilitante per la crescita delle imprese.

Chiaro è che il sistema ha bisogno di una scossa che senza immissione di liquidità non sarebbe possibile. C’è da considerare anche il fatto che gli istituti di credito, come altri, si trovano in una situazione di difficoltà. Non possono permettersi di concedere crediti liberamente, memori del fatto che alla base della crisi globale c’è stato un eccesso di fiducia.

Anche qui Messina smonta il preconcetto. La banca, nonostante la condizione di sofferenza, può comunque erogare il credito, ma solo nel caso in cui sussistano determinate condizioni di merito. Per comprenderle a fondo, cosa c’è di meglio di un professionista che si rechi direttamente in azienda per valutare il suo operato? Gli automatismi a cui si era abituati devono essere modificati. Il cambiamento di sistema, dopo la crisi, necessita di una nuova visione e di una trasformazione importante, anche in quel settore per così dire “chiuso” quale può essere la finanza aziendale. Quindi, l’utilizzo di nuovi strumenti finanziari, il “gioco di squadra” e una collaborazione attiva può rimettere in sesto un sistema ormai provato.

E’ proprio quando tutto sembra perduto che è necessario dare il “colpo di reni” finale che consenta di uscire dal tunnel della crisi. Dunque è arrivato il momento di agire ed avere il coraggio di fare questi passi in avanti, affinché quanto detto non rimanga un “argomento da convegno”.

Autori: Noemi Figliolini | Veronica Perin | Daniele Quinto | Matteo Rossin | Alessia Scroccaro | Martina Sgiarovello

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