Il nuovo rinascimento: rimettere al centro l’uomo.

Il mondo del futuro sarà digitale, ma le macchine che talento hanno?
Durante la #BiennalePI di Confindustria si è parlato molto dell’era dell’Industria 4.0, che prevede una catena del valore interconnessa e governata autonomamente dalle macchine.

Ma allora ci chiediamo: dove finirà l’uomo? Diventerà un mero consumatore?

Sappiamo che le macchine potrebbero far guadagnare in competitività alle imprese, ma esse possono davvero soddisfare ogni esigenza umana? Di una cosa siamo certi, l’uomo è promotore del cambiamento: la macchina vive di algoritmi preimpostati, l’essere umano è un visionario, capace di anticipare i mutamenti futuri del contesto. Con il suo talento crea valore aggiunto per l’impresa perché a differenza delle macchine è in grado di combinare le proprie idee per fonderle in soluzioni nuove ed originali.

L’uomo propone, la macchina esegue.

dasfIn riferimento al Terzo Rinascimento italiano, Carlo Bagnoli ha affermato:

Non si può fermare il progresso tecnologico ma si può dare al cambiamento un significato diverso, rimettendo al centro l’uomo rispetto all’economia digitale.

La tecnologia infatti, invade sempre di più le nostre vite. Ciò crea incertezza, ma al tempo stesso genera infinite possibilità. Solo l’uomo è capace di plasmare questa complessità per generare innovazione.

Pensiamo si debba dare un nuovo significato alla crisi vedendola come un momento di transizione, senza guardare al passato ma mirando a nuovi orizzonti.

Non possiamo pensare che in un futuro le macchine sostituiscano l’essere umano, poiché queste sono frutto di una nostra invenzione e hanno l’obiettivo di semplificarci la vita. La tecnologia non deve essere il fine ma il mezzo.
L’uomo deve guidare il cambiamento dell’impresa. L’impresa è lo specchio dell’Italia: se l’impresa cambia, il Paese cambia.

Tentiamo, proviamo. Il mondo è una ruota che gira: non restare fermo o verrai schiacciato, muovendoti invece sarai motore del cambiamento.

“Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto” (Thomas Jefferson)

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Allora, non pensiamo all’insuccesso come un mostro nero ma come un’opportunità da cogliere: solo sbagliando strada capisci che l’altra è quella giusta da prendere.

yjtjtI libri e le solite ore passate tra i banchi universitari ormai ci stanno stretti, il sistema scolastico deve essere pioniere di questa rivoluzione. Offriteci allora nuovi modi di imparare e metterci in gioco.
Le imprese devono collaborare con le università, devono camminare per mano con la cultura con l’obiettivo di raggiungere una quota di mercato più ampia grazie alla qualità del capitale umano.

Spesso i cambiamenti spaventano, ma è da questi che si possono trarre nuove opportunità, per vincere sfide le imprese non devono guardare solo i numeri ma devono rischiare. Come ha detto il Ministro Poletti durante l’evento “se non vuoi fare una cosa è sempre il giorno sbagliato, se la vuoi fare è sempre il giorno giusto!”. Quindi, si deve FARE. Fare per innovare e cambiare… CON I TALENTI.

Autori: Alessandra Tesser | Elena Trovò | Enrico Venturini | Lara Zago | Lucia Zanatta

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