Il cielo stellato sopra di me

Toro e Scorpione: il magnetismo degli opposti (seconda parte)

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La seconda coppia di opposti è Toro e Scorpione.

Il piano energetico su cui agisce questa polarità è quella della materia, in tutte le sue forme e coniugazioni: stabilità, benessere, possesso, potere, sesso, cibo, beni materiali, corpo

Il mondo della materia per molto tempo è stato degradato come fosse una trappola per lo spirito, un contenitore opaco, una caduta dal cielo alla terra. Certe posizione neoplatoniche, cristiane e gnostiche hanno condizionato l’umanità nel pensare che l’ambito della materia sottraesse l’uomo dall’ascesa spirituale. Ragionare così, oggi lo sappiamo, non solo non è equilibrato, ma nemmeno ci aiuta a raggiungere una vera crescita spirituale. Bisognerà tornare alla cultura alchemica, secondo la quale la materia e il mondo sono ricettacolo e contenitore del divino, senza il quale lo spirituale non si può manifestare pienamente ed evolvere.

Possiamo far esultare i nostri sensi quindi e godere senza remore del beneficio radicale che ci dà la stabilità materiale.

La coppia Toro – Scorpione ci consegna questa lezione a livelli diversi, cioè di come è bello essere al mondo, avere un corpo e come questo possa diventare la nostra scala fisica da percorrere per arrivare al cielo. Naturalmente in due modi diversi e diametralmente opposti.

Il toro

Il Toro ama la pace e la stabilità più di chiunque altro. Non si tratta di equilibrio, non abbiamo un approccio mentale, ma di pancia. Ama stare bene fisicamente, ama l’aria aperta, i profumi, i cibi. Quando si dice che il Toro è sensuale, non riguarda solo la sessualità, ma tutti i sensi. Dall’udito (sono molti i musicisti del Toro per esempio Satie, Chajkovskj…), all’olfatto, alla vista. Il suo scopo è la serenità e usa la sua mente forte e organizzata per raggiungere il benessere e tutte quelle condizioni materiali che sono necessarie per ottenerla. Questa premessa non fa del Toro un materialista tout court, ma sicuramente un realista, uno che vede le cose davvero come stanno e non come dovrebbero essere.

Gli astrologi che hanno studiato a fondo la simbologia dei glifi, cioè dei simboli zodiacali antichi, dicono che l’animale simbolizzato del Toro nello zodiaco non è proprio il maschio ovino, cioè il bue, bensì la vacca, l’animale che genera. Il segno del Toro è infatti un simbolo femminile, l’imago mater, il materno protettivo e nutritivo. E voi sapete che alla Madre (metto la M maiuscola che non pensiate che parli della vostra) non interessano le speculazioni intellettuali astratte o le fantasticherie sentimentali, ma interessa che hai mangiato, che hai la sciarpa e il berretto -eventualmente l’ombrello nello zaino – e i soldi in tasca.

Certuni sostengono che il Toro è l’immagine anche del padre, oltre che della madre, anzi di tutti e due insieme: l’uno simbolica, il maschile e il femminile riconciliati: la stabilità.

Karl Marx, il padre del materialismo storico non poteva essere che un Toro. E che dire di Freud, creatore della teoria della sessualità? Anche Moana Pozzi aveva la sua filosofia, ma era una tipa ben radicata nella realtà. E di Mark Zuckemberg… bè, diciamo che è molto ricco.

Lo scorpione

Lo Scorpione è molto lontano dalla stabilità del Toro, anzi dove il nostro pio bove cerca di livellare nella placida versione dei fatti, lo scorpione ci impianta una crisi. Dentro di lui c’è un maschile e un femminile in conflitto. Se non c’è crisi e punto di rottura, non c’è lo scorpione. Tradizionalmente lo scorpione è associato a tutti gli aspetti più oscuri e tremendi dell’esperienza umana, non che sia sbagliato, ma non si deve perdere di vista che questo segno ha sentimenti molto profondi e intensi. E quando si impegna in qualcosa ci mette anima e corpo, in quel modo intenso e coinvolgente che non ha paragoni, senza mollare mai.

Se il Toro esprime il Sole primaverile che sorge luminoso, lo Scorpione rappresenta il tramonto di questo nelle tenebre oscure; la parte anatomica relativa al Toro è la bocca, per lo scorpione l’ano.

Da una parte la fertilità, dall’altra la decomposizione, il pieno ciclo di nascita e morte, eros e thanatos. Lo scorpione racchiude il mistero dell’incarnazione, in lui si celebrano le nozze paradossali tra qui e l’oltre. È il segno in cui tutto deve morire per essere superato. Sembra che gli obbiettivi del Toro siano “stare bene”, mentre quelli dello Scorpione “stare male”. In realtà, avere una mente scorpionica significa vedere il lato oscuro di tutto ciò che si ha di fronte da sempre, diciamo che questo non porta proprio alla spensieratezza e il desiderio di guardare a fondo senza ingannarsi è più forte di qualsiasi tentativo edulcorante sulla realtà. Non è cinico, semplicemente vede le cose come sono, senza illusioni, senza delusioni. È disposto ad aiutare chi è in difficoltà, ma non ha compassione per chi si sente vittima delle sue disgrazie, perché lui crede nella lotta e nella corresponsabilità che si ha in ogni evento della vita, anche quando ci si trova ad essere apparentemente vittime della sventura. Se sei debole non piaci allo Scorpione, ti disprezza, ti schiaccia.

I deliri febbrili di Raskolnicov in “Delitto e Castigo” danno l’idea precisa del lavorio mentale della mente di Dostojevskj, in cui c’è la colpa, il rimorso,l’ analisi interiore; la psicanalisi gli deve molto. E chi poteva scrivere Dracula se non uno scorpione come Bram Stoker, in cui è presente, sangue, morte, magnetismo sessuale e altri intrighi?

Il Toro ci mette la sua faccia e con i suoi tipici occhi grandi (Al Pacino) non ha paura di mostrarsi, lo scorpione copre il volto, anche se i sui magnetici occhi a fessura (Leonardo di Caprio) non vengono mai dimenticati. Il toro mette alla luce, lo scorpione nasconde nell’ombra, il toro vede solo quello che è visibile, lo scorpione vede l’invisibile. Il toro organizza, lo scorpione disgrega. Si può disgregare per ricreare: prendete Pablo Picasso e il cubismo, in cui smonta la realtà che vediamo, per restituircene un’altra e farcene vedere un’altra.

Sigmund Freud era del Toro con l’ascendente Scorpione, ora ci renderemo meglio conto la sua ossessione per il sesso. Il sesso come energia repressa che salta fuori in ogni occasione come un pagliaccio a molla… e già dall’infanzia crea categorie in cui un bambino passa dalla fase orale, alla fase anale e poi genitale: solo una persona che ha confidenza con le sue sensazioni fisiche può manifestarle e teorizzarle con tanta lucidità e sicurezza. E come dargli torto.

Qui da noi la vita sulla Terra è un po’ pesante, ci vuole che qualcuno ci spieghi meglio la bellezza e il mistero dell’incarnazione.

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