Vena chiusa

Tonight tonigh so bright – Gli Smashing Pumpkins a Bologna

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Gli Smashing Pumpkins quasi originali hanno suonato per più di 3 ore a Bologna per una Unipol Arena strapiena. Per la quarta volta ero davanti a loro.

Sono le 3 del mattino. O della notte, il confine tra i due mondi è molto confuso a un certo punto. Soprattutto dopo un concerto che ti ha proiettato indietro nel tempo. Di oltre 20 anni, 23 per la precisione che sono quelli passati dalla prima volta che vidi il video di “Bullet With Butterfly Wings” su MTV. Da li in poi gli Smashing Pumpkins, con Mellon Collie and the Infinite Sadness, Gish, Siamese Dream, il cofanetto The Aeroplane Flies High diventeranno la colonna sonora di quegli anni, di due picche, di telefonate infinite e lettere scritte a notte fonda o sui banchi di scuola o di serate trascorse per la provincia attraversata su una Lancia Y o una Peugeot 106.
Stanotte faccio più fatica del solito ad andare a letto perché sono appena tornato dal concerto di Bologna proprio degli Smashing Pumpkins e le emozioni sono ancora calde, tenute in circolo dal cuore che le sta pompando forte. Allora meglio cogliere l’attimo, perché la musica è qualcosa di pancia e bisogna lasciare spazio alle emozioni schiette, meglio se poi vengono condite da un sonno stanco ma molto felice. Così rispolvere il mio libretto, uno di quelli dov’ero solito trovare sfogo e rifugio, e stendere queste emozioni per non perderle nel sonno.

Questo concerto, come tutti quelli che ho visto, è iniziato mesi fa e cioè quando è stata ufficializzata la data di giovedì 18 ottobre alla Unipol Arena di Bologna. Un minitour per celebrare la reunion della band (meno D’arcy). Billy Corgan, James Iha e Jimmy Chamberlin di nuovo insieme in quella formazione che a metà anni 90 ha messo in ginocchio una generazione ora a cavallo dei quaranta.
Quasi un privilegio rivederli live visto che Bologna è stata scelta come unica data in Italia e la seconda in Europa dopo Londra, l’altra città europea.

Immediatamente dopo l’ufficializzazione della data è iniziato il giro di messaggi: Infe e Jimmy ci sono quindi bene è come se fossimo già la e il biglietto non costa la solita e ormai non più sorprendente esagerazione che ti fa bestemmiare rabbiosamente. Peccato avessi tralasciato quel dettaglio non tanto indifferente che non c’erano altre date in Europa e in Italia prima e dopo Londra e Bologna e quindi i biglietti sono stati venduti quasi subito.
Non mi servirà a esercitare la professione ma meno male che quel tesserino di giornalista pubblicista conserva un’altra utilità e che Veronica & Co. al momento mi lasciano lo spazio digitale per scrivere qui! Non finirò mai di ringraziare Giacomo per avermi dato l’opportunità di assistere a uno dei più bei concerti che abbia mai visto.

L’ultimo ostacolo è il passaggio per Bologna. Farmela in macchina da solo non mi esalta, fare la strada con uno/a sconosciuto/a non mi attira perché per me il concerto è un evento importante, al quale si va con persone fidate, con le quali sai di poter condividere ogni parola di ogni canzone oltre ad altre discussioni. Eh, sarebbe stato da andare con uno in particolare, avrebbe avuto il suo significato ma è una storia di “se” che vi risparmio. Infe però c’è e con lui ho già visto gli Smashing a Milano nel 2008 e a Padova nel 2011 e ha il cuore con l’SP tatuato nel braccio. Jimmy defeziona e anche Carlotta, l’altra sodale di concerti, purtroppo stavolta non c’è. Il vecchio Santre che sento meno di quanto vorrei ha preso la sua vita e l’ha imbarcata per Amsterdam. Il sito che commercia passaggi auto non mi aiuta proprio per niente. Ci sarebbe la compagnia di Biso ma parte troppo presto ovvero il giusto per evitare di arrivare con l’acqua alla gola. Per fortuna che Infe mi manda il messaggio perfetto: “C’è un posto e partiamo alle 18” e così mi trovo nel van camperizzato di Francesco con Davide e via.
Arrivati all’arena le strade si dividono perché io e Infe siamo in parterre e loro sugli spalti mentre si unisce Alvise che incontriamo per puro caso alle biglietterie.
Abbiamo avuto anche il tempo per un pit-stop nonostante per la prima volta nella storia dell’universo ci sia stata più fila nel bagno degli uomini che in quello delle donne, per l’entusiasta incredulità femminile.

Anche se ci gioca la Virtus, l’arena di Casalecchio è un gran bel palazzo dello sport. Ci ero stato l’ultima volta nel 2000 toh guarda sempre per gli Smashing! Come il migliore degli esterni di centrocampo, partiamo dalla parte più laterale per guardagnare terreno e accentrarci piano piano e poco dopo le luci si spengono lasciandoci nell’atteso e richiesto buio. Poi sul fondale del palco appaiono le immagini che raccontano le storia degli SP tramite le copertine degli album e la loro presenza in carne e ossa addirittura: perché sul palco arrivano le bambine di Siamese Dream, con un’aria più trita di quella vista sulla cover, a dar fuoco al cuore simbolo della band, tra il tripudio dei fan.

Smashing Pumpkins reunion a Bologna – Il concerto

E poi William Patrick Corgan appare sul palco, da solo, sotto un fascio luminoso. Una visione divina. E si capisce subito quale sarà il tema, su chi sarà incentrata la serata. Non poteva essere altrimenti visto l’ego di quest’uomo tanto complicato quando capace di scavarsi nel profondo, cantando metafore della vita.
Le prime note rispecchiano il titolo del brano: un sorriso disarmante al primo acchito, senza tregua. Alle sue spalle le combinazioni di foto di lui in gioventù e parole mettono i brividi. Se si abbinano al testo di Disarm ti assale una forte inquietudine. La stessa di quegli anni.
E il buco nero verso gli anni 90 si è aperto. Poi una pausa. Breve. Perché la band prende il suo posto e comincia lo spettacolo. Nel senso letterale del termine e cioè di puro show, di vari cambi di abiti di Corgan che da istrionico camaleonte adatta al contesto di alcune canzoni (dalla t-shirt nera con le ossa stampate – e panciute… – alle tuniche nere e argento all’abito quasi papale finale) e alla fine saranno 31, presentate come la band ha abituato i suoi fan ad ascoltare dal vivo, con arrangiamenti inediti lasciando in sottofondo il ricordo della versione album.
Il concerto chitarra voce con Schroeder annullato il giorno prima per le condizioni di salute di Corgan aveva preoccupato i fan: canterà? Sì, concerto confermato. Sollievo.
Rocket Siva e Rihinoceros sono il trenino che porta alla cover di Space Oddity. Come per il concerto di Londra di due giorni prima, anche ieri a Bologna hanno suonato Stairway to Heaven e Landslide, quest’ultima in una versione ancora più struggente grazie alla voce della cantante e attrice danese Amelie Bruun, uscita all’improvviso per questo brano. Nei miei ricordi, questo è uno dei più malinconici della band e ieri l’ha abbinata subito dopo a Porcelina, che non sono riuscito a cantare come succede ogni volta da un triste pomeriggio.
Vaffanculo, chissenefrega se più di qualche canzone estirpa ricordi agrodolci, inutile resistere al tempo e alle lacrime, lasciamole scendere perché fanno parte della serata. Penso che il pavimento del palazzetto qualche etto di sale lo avrà raccolto.
Nonostante le preoccupazioni, la voce di Corgan non cede alla cagionevolezza del giorno prima anche se a dir la verità, nelle canzoni più melodiche, sembra un po’ fuori controllo, che gli scappi via e i diversi momenti di pausa tra una canzone e l’altra e i brani cantati da Iha potrebbero confermare la precarietà dell’ugola di WPC. Che però ci da dentro quando c’è da darcene, e nella cover di Stairway to heaven lascia partire un acuto notevole e per il resto non si risparmia.
Tenerissima la versione di For Martha, dedicata alla madre, rappresentata nel video da una ragazza che danza per l’ultima volta, prima di salutare il suo bambino per sempre e sparire tra le nuvole.
Questo brano è stato parte di un intimo trio di canzoni insieme a Blew Away e To Sheila che ha visto Corgan (in abito bianco) su un podio a suonare il piano, in perfetta sintonia con Iha, l’altro chitarrista Jeff Schroeder, il bassista Jack Bates e la tastierista Katie Cole chiamati a completare la band.
Immancabili brani come Zero (la cui scritta appariva ovunque nei display), Today, Bullet with the Butterfly Wings, sorprendente Soma ma mai come quel Billy Corgan in formato martire kitsch che viene fatto passere in processione in mezzo al pubblico esterrefatto.

Alla fine sono più di 3 ore di concerto, circa 200 minuti. Alla faccia dello stato di salute di Billy Corgan che conclude in versione pontificia. Sul front man convergono tutte le grafiche e animazioni: quando non ci sono i collage dei video vecchi e nuovi o le presentazioni di Mark McGrath a introdurre i brani, sui display appaiono in continuazione video e immagini di WPC da bambino in diverse situazioni. Perché in fondo gli Smashing Pumpkins sono lui, lui li ha voluti lui li ha sciolti e dopo tanti anni, troppi, è riuscito a riunirli. Mancava la bassista D’arcy Wretzky e mi sono chiesto se quella ragazza bionda che accompagnava la raffigurazione di Corgan non fosse una dedica, ma resto indeciso se come un tributo o una burla.
Ricollegando le canzoni e la loro storia, perché non ce ne è una che non possa raccontare la mia, con le immagini di Corgan, penso sia stato un viaggio tra i ricordi, i suoi intrecciati con quelli di ognuno di noi. Mi piace pensare a com’eravamo messi quando ascoltavamo nelle cuffiette o negli stereo compatti multi CD Gish o Siamese Dream: depressi teenager rabbiosi ingabbiati un po’ nei cliché che ci sceglievamo e un po’ nella condotta da seguire, e a com’eravamo oggi, completamente diversi, adulti, forse meno depressi e repressi, scappati dalle gabbie e con una rabbia diversa e qualche preoccupazione in più. Ma quelle canzoni le ascolti con lo stesso sentimento di quel tempo non ci puoi resistere.
Per 3 ore siamo tutti tornati ai maglioni di lana grossa larghi, alle camice a quadroni, ai jeans sdruciti sotto i quali spuntavano gli anfibi. E’ stato il mio quarto concerto degli Smashing. Nessuno di questi mi ha deluso. Di certo, questo è stato memorabile!
Adesso tornano negli USA per il tour e poi chissà, con uno come William Patrick Corgan ci si deve aspettare di tutto. Spero ami gli Smashing Pumpkins tanto quanto il suo ego. L’abbraccio alla fine con Iha non è del tutto banale. Ma del futuro non c’è certezza.

La scaletta del concerto degli Smashing Pumpkins del 18 ottobre 2018 alla Unipol Arena Casalecchio di Reno (Bologna)

  1. Disarm
  2. Rocket
  3. Siva
  4. Rhinoceros
  5. Space Oddity (David Bowie cover)
  6. Drown
  7. Zero
  8. The Everlasting Gaze
  9. Stand Inside Your Love
  10. Thirty-Three
  11. Eye
  12. Soma
  13. Blew Away
  14. For Martha
  15. To Sheila
  16. Mayonaise
  17. Porcelina of the Vast Oceans
  18. Landslide (Fleetwood Mac cover)
  19. Tonight, Tonight
  20. Stairway to Heaven (Led Zeppelin cover)
  21. Cherub Rock
  22. 1979
  23. Ava Adore
  24. Try, Try, Try
  25. The Beginning Is the End Is the Beginning
  26. Hummer
  27. Today
  28. Bullet With Butterfly Wings
  29. Muzzle

Bis:

  1. Silvery Sometimes (Ghosts)
  2. Baby Mine (Betty Notes cover)

 

Ph. Credits: Unipol Arena

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