Vedo, ascolto, scrivo!

Quando ti perdi ad osservare le vite degli altri

Ti è mai capitato di uscire, conoscere gente, e renderti conto che ti perdi ad osservare le vite degli altri?

Quando ho deciso di chiamare il mio magazine Vedo, ascolto, scrivo, non l’ho fatto a caso. Ho un problema: mi capita di osservare le vite degli altri. A volte senza che se ne accorgano, a volte facendomi sgamare spudoratamente. Il tutto, ovviamente, senza l’approvazione del mio uomo, esattamente com’è successo ieri.

È sabato, il primo sabato libero dopo tanto tempo. Si avvicina il Natale e noi dobbiamo iniziare a fare qualche acquisto per le decorazioni, e qualche idea per i regali. Dopo ore in giro tra i vari negozi, decidiamo di fermarci un attimo, pausa cibo e riordino neuroni in subbuglio! Da brav’uomo si offre per andare a fare la fila e ordinare, io resto al tavolo stanchissima e affamata, ma la mia testa non si spegne.

Attorno a me vedo gente, coppie, famiglie, amici, amiche. Vedo gente diversa, ognuno con i propri pensieri, con le proprie cose da fare, chi di fretta e chi no. Vedo, ascolto, scrivo.

 

Una coppia parla fitta, entrambi sorridono, si mostrano delle foto sui loro smartphone, ridono. Un’altra coppia dice di voler adottare un cane, lei mostra la foto a lui e insieme fanno il conto delle spese del veterinario, del corredino cuccia-coperte-giochi-cibo. Fantasticano sul nome (che purtroppo non sono riuscita a capire!)..

Entra una signora di mezza età, vestita bene, elegante e ben pettinata, insieme al marito con le borse dei loro acquisti. È sabato e il locale è pieno, vorrebbero mangiare qualcosa di veloce, bere una birra, ma il posto che gli propongono non gli piace. Si consultano e alla fine se ne vanno, forse rassegnati, forse alla ricerca di un posto con più tavoli disponibili. Buona fortuna, penso.

Vedo una ragazza sola, mangia un panino e beve una Cola, a farle compagnia il suo smartphone. È seria, legge qualcosa sullo schermo e la sua espressione si fa cupa, sembra quasi voglia piangere, ma alza lo sguardo e decide di proseguire la sua giornata senza piangere, non può piangere, lei è forte e la vita continua oltre le difficoltà, oltre gli ostacoli.

Ma ci sono anche due amiche sedute lì, nell’angolo migliore del locale. La mora e la bionda, così complici da fare tenerezza, da sembrare sorelle. Ridono, parlano sottovoce e si guardano attorno, si confidano qualcosa, diventano più serie, si stupiscono, riprendono a ridere. Probabilmente sono lì da ore, e chissà quante altre ore passeranno prima di essersi dette tutto, e tanto poi si dimenticheranno sicuramente qualcosa che si diranno con un audio o una chiamata di altre due ore!

Vedo, osservo la gente attorno a me solo per pochi minuti, forse dieci minuti, e fantastico sulle loro vite. Immagino come si sentono, cosa provano in quei momenti, mi chiedo se sono esattamente così nella loro vita di tutti i giorni. La vita è pazzesca, penso; in pochi minuti riunisce una moltitudine di persone così diverse tra loro ma così uguali, ognuno con la propria storia ma con qualcosa che ci accomuna.

Finiti questi miei ragionamenti, mio moroso è arrivato al tavolo con i nostri due panini e le due acque. Dalla mia epressione ha subito capito quanto io stessi osservando e memorizzando le vite degli altri, perciò la sua profonda espressione è stata: “Hai finito di farti gli affari degli altri? Lasciala vivere sta gente!”.

Fine della storia.

#sabatoinsieme

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