MARKETERs

Ti dimostro perchè, qualsiasi cosa tu voglia fare, devi farla adesso

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Io so di non sapere” è una delle frasi più famose mai pronunciate da Socrate.

Il 26 Novembre, seduta nella sala del Park Hotel Villa Fiorita di Monastier di Treviso, pensavo a questo, mentre Anthony Smith – Business and Personal Coach per dirigenti (anche sportivi) – balzava sul palco con una carica da Diavolo della Tazmania.

Il blocco per gli appunti riflette nei miei occhi “Never Stop Learning”. Sono al primo MARKETERs Festival e sebbene siano le 9 di un sabato mattina sento la necessità di tenere gli occhi aperti e non smettere di imparare.

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Anthony comincia a raccontare chi sia e cosa faccia. Ha scritto un libro riguardo al coraggio di cambiare e ci informa che nessuno può farlo senza conoscersi profondamente. La prima cosa da fare è quindi mettersi belli comodi seduti e, tastiera o penna alla mano, scrivere quelle 12 pagine che ti raccontano.

Una sorta di autobiografia per riconoscerti, perché ci ascoltiamo meno di quanto pensiamo.

 

Non tutti siamo Socrate comunque, non tutti sappiamo di non sapere. Anthony Smith non si sofferma sulla socratica discussione vanesia che sto facendo con me stessa, ma entra in una dimensione più semplice, più quotidiana, svelando le 4 fasi dell’apprendimento:

1) IO NON SO DI NON SAPERE. Magistralmente, Smith si rifà ad un esempio che bene o male tutti abbiamo sperimentato sulla nostra pelle. Guidare, da piccoli, sembrava una banalità: sali, schiacci il pedale e via. Desideriamo imparare a guidare intorno ai 14-15 anni ma quando poi ci mettono sull’auto e continuiamo a spegnerla diverse volte prima di fare 100 m, ci rendiamo conto che forse non era così semplice. L’incapacità inconscia che ne scaturisce, però, ci lancia allo step successivo:

2) IO SO DI NON SAPER FARE. Dopo 10, 20, 30 volte in cui spegniamo la macchina, sembriamo riuscire a muovere le gomme per più di 100 metri di fila. Poi intervengono le curve, gli stop, le precedenze, i semafori ed entriamo nel panico. In quel caso, ci rendiamo conto che la spocchia con cui ci palesavamo abili ci crolla addosso, e l’incapacità conscia ci spinge ad informarci per imparare.

3) IO NON SO DI SAPER FARE. Via via che guidiamo e studiamo le segnaletiche, d’improvviso, dopo l’ennesima volta in cui spegni la macchina alla partenza dopo il semaforo rosso, riesci a partire. Un po’ a canguro forse, ma ci siamo. Non sai come sia possibile, il movimento ti è parso identico a tutte le altre volte, ma stavolta ce l’hai fatta. La capacità inconscia ti sostiene e sta per trasformarsi in

4) IO SO FARE. La capacità conscia è il frutto della tua arroganza iniziale, che ti ha spronato ad informarti per riuscire in ciò che vuoi.

 

Quanto tempo hai per fare tutto questo, potenzialmente più volte, per evitare di annoiarti, oppure per avvicinarti ai tuoi talenti?time-quotes-5

Quanto tempo hai per renderti conto di non sapere fare bene una cosa che però vuoi fare?

 

Quando pensi di avere anni abbastanza, davanti a te, per cambiare e per cambiarti, prendi un nastro, un paio di forbici e due amici.

Fatto? (mi sento Muciaccia).

Ora tendi i capi del filo nelle loro mani e cominciate a contare.

 

È studiato che passiamo almeno un terzo della nostra vita dormendo.

Gli anni dalla nascita fino intorno ai 18 anni sono quelli in cui ti formi, e pensi poco o nulla (giustamente) al futuro. Zac.

Passi un altro terzo della vita lavorando: taglia.

Vogliamo pure divertirci, viaggiare, stare con la nostra famiglia, almeno per un po’? Fai cadere anche quel pezzo.

Mangiare, stare poco bene, fare sport, oziare, non sono parti rilevanti che occupano il nostro tempo? Via.

 

Ti accorgerai che ti rimane in mano un pezzo molto piccolo del nastro.

 

Ora ti chiedo, ancora: sei sicuro di avere tempo?

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